Basket, ecco la F4 di Champions: la Virtus Bologna a caccia del titolo

La Virtus Bologna è tra le quattro squadre che proveranno ad alzare il la coppa il 5 maggio, nel tentativo di riscrivere il nome di una squadra italiana in Europa.

Sasha Djordjevic, allenatore della Virtus Bologna Getty Images

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Quattro formazioni, in rappresentanza di quattro paesi differenti, prenderanno parte all’evento clou della Basketball Champions League, giunta quest’anno alla sua terza edizione. A dimostrazione di quanto questa possa essere definita come la competizione più democratica d'Europa. Ogni anno nuove squadre si uniscono e hanno la reale possibilità di scrivere la storia, raggiungendo l'ultima fase. Rivolgendo lo sguardo alle ultime due Final 4 ci si può rendere conto che nessuna delle formazioni approdate ad Atene nel 2018 saranno presenti quest'anno a competere per il titolo tra il 3 ed il 5 maggio.

L'anno scorso la Final Four includeva l'AEK Atene, ospitante e vincitrice, Monaco, Ucam Murcia e Ludwisburg. Quest'anno saranno altre quattro differenti squadre a sfidarsi per sollevare l'ambito trofeo: Iberostar Tenerife, Brose Bamberg, Antwerp Giants e finalmente anche una rappresentante italiana, la Virtus Bologna. E in più ci sono altri aspetti da prendere in considerazione: al di là della squadra spagnola, che ha già trionfato nella prima edizione della BCL, le altre tre sono assolute esordienti in questa competizione. E ancora, Anversa ha dovuto disputare due turni preliminari per essere inclusa nella fase a gironi.

Non c'è dunque alcun dubbio sul fatto che la Basketball Champions League sia la competizione più aperta in Europa. Non destinata solo ai club più ricchi, ma a tutti. Offrendo uguali possibilità a tutti i club ed a tutti i paesi di essere presenti, e di poter imprimere il loro nome negli annali.

La sede ospitante: Anversa la spunta su Bologna

SportPaleis di AnversaGetty Images
Lo SportPaleis di Anversa, arena ospitante la Final Four di BCL

Sfumato il sogno di poter ospitare la rassegna all'ombra delle Due Torri. Attraverso il consigliere Luca Baraldi si è provato a far valere la causa della città emiliana, dando maggior peso alla storia ed alla tradizione di BasketCity, ma la capienza del PalaDozza non risulta sufficiente per le richieste di spazio per una finalfour, mentre l'Unipol Arena risulta già occupata da altri impegni nello stesso periodo. Per la terza volta la Virtus ha provato a riportare l'atto finale di una competizione cestistica a Bologna: nel 2002 la prima Eurolega targata ULEB vide trionfare i greci del Panathinaikos nell'impianto di Casalecchio proprio ai danni dei bianconeri. Nel 2009 invece ecco l'ultimo trofeo internazionale vinto dalla Virtus, l'EuroChallenge, sempre a Casalecchio.

Sarà dunque Anversa la sede della FinalFour 2019. Per l'atto finale della manifestazione è stato indicato lo Sportpaleis, impianto da 18.500 posti a sedere in occasione di eventi sportivi, ma con una capacità massima di ben 23.359 posti, una delle arene coperte più capienti d'Europa. Sono differenti le ragioni che indicano la città belga come sede ideale: in primis Tenerife ha già organizzato l'edizione inaugurale nel 2017, mentre Bologna e Bamberga presentano una ridotta capacità delle rispettive strutture. Si pensi solo che gli impianti di queste tre squadre se uniti non raggiungono la capienza dello SportPaleis, che supera di gran lunga anche la Fernando Buesa Arena di Vitoria, palazzo atto ad ospitare la Final Four di Eurolega con i suoi 15.700 posti.

In secondo luogo, rappresenta una posizione più neutrale poichè con il vantaggio del campo le altre formazioni avrebbero disputato la fase finale come maggiori accreditate alla vittoria, mentre Anversa incarna la vera e propria sorpresa. Dunque ora la competizione appare più equilibrata e priva di una vera e propria favorita. Infine, la posizione geografica della città è una delle migliori: vicina a Bruxelles capitale dell'Unione Europea, collegata molto bene con voli, treni ed autobus per l'intero continente. Questo permetterà di ospitare un maggior numero di tifosi rispetto a qualsiasi altro luogo.

La Virtus e la fame di Europa

Mario Chalmers, playmaker della Virtus BolognaGetty Images
Mario Chalmers, ex campione NBA con Miami, ora alla Virtus Bologna

Dopo un percorso bellissimo, a tratti entusiasmante, adesso arriva davvero il bello. Ci giocheremo queste Final Four ad Anversa, e la semifinale ci vedrà affrontare i tedeschi del Bamberg, squadra molto forte e di grande tradizione, in Eurolega negli ultimi anni, e che non ha bisogno di grandi presentazioni. Questo sarà per noi un ulteriore stimolo, come lo sarà per tutti i virtussini che saranno con noi in Belgio. Continueremo a sognare, cercando di portare a Bologna la coppa. Questo è il nostro grande sogno, il nostro grande obiettivo, ed è giusto a questo punto perseguirlo fino in fondo.

Queste le parole dell'AD Alessandro Dalla Salda subito dopo il sorteggio svoltosi in data odierna a Ginevra. Insieme alle "V Nere" ci saranno Antwerp Giants in qualità di padrone di casa, vincitrice della scorsa Coppa di Belgio e seconda nel proprio campionato, poi Brose Bamberg, trionfante nell'ultima Coppa di Germania ai danni dell'Alba Berlino, e infine l'Iberostar Tenerife, prima squadra campione in BCL, il tutto a rendere questa Final Four davvero competitiva. Bologna affronterà i tedeschi in semifinale il 3 maggio alle 18.30, mentre alle 21.15 si disputerà la seconda semifinale. La finale per il terzo posto e la finalissima si svolgeranno sabato 5 maggio, rispettivamente alle ore 15 e 18. La squadra che vincerà la Champions League riceverà un premio di 1 milione di euro.

Un nuovo capitolo dunque per la grande tradizione europea della Virtus, che non disputava una competizione continentale esattamente da dieci anni, quando vinse la EuroChallenge FIBA. Bologna approda alla Final Four forte di un palmares che può contare di quattro titoli: una Coppa delle Coppe (1990), due Eurolega (1998 e 2001) e appunto l'EuroChallenge del 2009. A due anni di distanza dalla Reyer Venezia, protagonista nel 2017, eliminata in semifinale dal Tenerife poi vincitore e sconfitta da Monaco nella finale per il terzo posto, i bianconeri riportano il basket italiano alla Final Four di una manifestazione europea. Proprio dieci anni fa si festeggiava la conquista dell'Eurochallenge, in cui fu superato lo Cholet all'Unipol Arena per 77 a 75 nell'ultimo successo bolognese in campo continentale. L'ultimo di marca italiana fu invece quello di Reggio Emilia nel 2014, nella stessa competizione, regalando ai biancorossi la prima coppa della propria storia.

Si respira grande fermento fra i tifosi, pronti ad invadere Anversa e dare man forte alla propria squadra. Poichè il ritorno ad una fase finale rappresenta di per sè una notizia, per una formazione abituata a dettar legge nella storia del basket italiano e a imprimere il proprio nome anche al di fuori dei confini nazionali. Si, perchè da quel maledetto 2002 la storia non è stata più la stessa. Il lodo Beicirovic fu solo l'inizio di una spirale infernale, che portò al ritiro dell'affiliazione, quando solo un anno prima si festeggiava la conquista del Grande Slam (Scudetto, Coppa Italia ed Eurolega). Da quel momento un cammino lento e doloroso, mentre cambiavano le gerarchie ai vertici del basket italiano. Nel 2017 il ritorno in Serie A, adesso l'incertezza di approdare i playoff ed un cambio in corsa sulla panchina, da Sacripanti a Djordjevic.

La Champions League è appena alla sua terza edizione. Nulla a che vedere l'Eurolega, kermesse per i ricchi da cui Milano è stata appena accompagnata alla porta. Ma si tratta in ogni caso della massima rassegna continentale organizzata dalla FIBA. E potrebbe essere proprio la Virtus Bologna a spezzare la maledizione, riportando l'Italia a rivivere in parte, o in tutto, quei momenti che mancano da tanto, troppo tempo al nostro basket.

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