Il nobile gesto di Candreva: paga la mensa a una bimba

La scuola aveva mandato vari solleciti di pagamento alla famiglia e aveva poi deciso di punire la bambina. Il giocatore dell'Inter ha risolto il problema contattando il sindaco.

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Non è un momento facile per Antonio Candreva. Nelle ultime due stagioni la sua Inter ha fatto un deciso passo in avanti rispetto agli anni precedenti, mentre lui sembra essere in calo. Nemmeno un gol segnato nello scorso campionato, appena 15 presenze nel 2018/19 (non giocava così poco dal 2007/08, quando aveva 20 anni).

Spesso però ci si dimentica che i calciatori sono in primis esseri umani. La vita di Candreva non si limita solo al campo. Il giocatore dell'Inter ha deciso di pagare la retta della mensa di una bambina di Minerbe, cittadina della provincia di Verona, costretta a mangiare tonno e cracker a pranzo in seguito al mancato pagamento della quota scolastica da parte dei genitori.

Un gesto nobile, che scalda il cuore ma che non sorprende più di tanto: non è infatti la prima volta che Candreva decide di aiutare il prossimo. La speranza è che questa triste storia finisca così, con il suo intervento, senza che la bambina si ritrovi in mezzo a una diatriba esclusivamente politica, viste le discussioni sulla legittimità della scuola di tagliare i pasti ai figli delle famiglie non in regola con i pagamenti.

Antonio Candreva in azione con la maglia dell'Inter
Antonio Candreva in azione con la maglia dell'Inter

Inter, Candreva paga la mensa alla bambina indigente

L'ex giocatore di Lazio e Juventus si è mosso in prima persona ieri, non appena è venuto a conoscenza della triste vicenda, contattando direttamente il sindaco della cittadina veneta (il leghista Andrea Girardi) e offrendo il proprio contributo per saldare il pregresso con la scuola elementare e garantire alla bambina lo stesso pasto dei suoi compagni di studi. Problema dunque risolto dall'intervento di Candreva, ma non sempre storie del genere hanno un lieto fine così: una vicenda simile era accaduta pochi mesi fa a Lodi Vecchio, nella provincia di Lodi. In una scuola della città, per un giorno, sono stati serviti meno pasti (solo primo e contorno, senza secondo) ai bambini delle famiglie non in regola con i pagamenti. In quell'occasione era stato l’intervento del sindaco a chiudere il caso senza placare però la discussione politica che era nata dalla vicenda.

Nel caso di ieri la situazione era diversa in quanto il Comune (compreso il sindaco Girardi) aveva difeso la scelta dell'istituto perché la famiglia avrebbe ricevuto diversi solleciti di pagamento nelle scorse settimane. La scelta di penalizzare la bambina facendole mangiare solo tonno e cracker sarebbe stata per rispetto verso le famiglie in regola con i pagamenti (questa la motivazione ufficiale). L'intervento di Candreva ha risolto il problema. Purtroppo però queste sono situazioni sempre più all'ordine del giorno.

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