Liga ai piedi di Lo Celso, l'ultima vittoria di Quique Setien al Betis

Il talento argentino è esploso sotto la gestione di uno dei tecnici più preparati di Spagna ed è il miglior marcatore stagionale degli andalusi. Che ora vogliono riscattarlo.

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L'immagine che fotografa perfettamente la partita tra Betis e Villarreal, partita giocata nell'ultimo turno di Liga, ce la regala Santi Cazorla: l'esperto leader del Submarino è stato ripreso in lacrime a fine match, consegnandoci in tempo reale la situazione disastrosa che sta passando la squadra valenciana. Cazorla aveva appena sbagliato un calcio di rigore che potrebbe essere decisivo nella corsa salvezza, impedendo ai suoi di uscire dal Villamarin con un punto che, tutto sommato, sarebbe anche stato meritato.

Quello che i ragazzi di Javi Calleja non avevano previsto è la grande vena di Giovani Lo Celso: il centrocampista argentino ha segnato la doppietta decisiva per vincere la gara, regalando ai tifosi biancoverdi l'ennesima gioia di una stagione che, a livello personale, fino a oggi può definirsi straordinaria. Lo Celso è l'attuale capocannoneire del Betis nonostante il suo ruolo non sia quello di andare in gol con continuità, quanto più quello di creare i presupposti per mandare in rete i suoi compagni. Invece l'ex Rosario Central ha deciso che, se Europa League dovrà essere, sarà lui a prendere per mano la squadra e a portarcela.

Alle soglie dei 23 anni, il ragazzino cresciuto nel vivaio Canalla ha già messo in mostra tutto il meglio del suo repertorio: i suoi 14 gol divisi tra Liga, Copa del Rey ed Europa League hanno fatto il giro d'Europa, accendendo su di lui diverse attenzioni che lo porteranno, probabilmente, a essere uno dei pezzi pregiati del prossimo mercato. Il suo cartellino appartiene al PSG, ma il Betis - che lo ha preso in prestito oneroso a 2 milioni di euro - lo può riscattare entro il 30 giugno per 25 milioni di euro. Poi, secondo le voci che arrivano dalla Spagna, Real Madrid e Barcellona potrebbero decidere di scornarsi per portarselo a casa.

Lo Celso Betis
Giovani Lo Celso, centrocampista del Betis: arrivato in estate dal PSG, si è consacrato grazie al grande lavoro tattico di Quique Setien

Lo Celso illumina la Liga: Setien lo ha valorizzato, ora il Betis vuole tenerlo

Se attorno a Lo Celso si è scatenato questo livello di hype, una parte di merito va ascritta al grande lavoro fatto su di lui da Quique Setien. L'attuale allenatore del Betis, in passato architetto del miracolo Las Palmas, lo ha messo subito al centro del proprio progetto tecnico, facendogli capire l'importanza che può avere un ragazzo con le sue caratteristiche in una squadra principalmente improntata sul gioco palla a terra e sul possesso. L'argentino ha risposto subito presente, mettendosi completamente a disposizione del suo allenatore. Le zone di campo in cui si muove sono varie, ma la sua capacità di essere efficace su ogni mattonella lo rende un elemento praticamente insostituibile.

Lo sa bene Setien, per il quale il classe 1996 è indispensabile vista la sua duttilità tattica molto rimarcata: durante questa stagione, Lo Celso ha giocato da trequartista, da mediano basso di un centrocampo a tre ma soprattutto da interno sinistro, ruolo che probabilmente gli si addice meno, nel quale però ha avuto modo di sviluppare doti di regia estremamente importanti. Le sue skills sono illimitate, perché sa fare tutto e lo sa fare bene: per esempio, contro il Villarreal ha segnato uno dei due gol con il piede debole, portando a tre le realizzazioni di destro in stagione. Le altre sono tutte traiettorie disegnate col suo finissimo sinistro, un piede che Lo Celso ha cominciato a usare fin dalle giovanili del Rosario Central, quando giocava da ala per sfruttare il suo scatto nel breve e il dribbling mortifero.

Una volta salito con i grandi, si è visto cambiare gradualmente di ruolo dal Eduardo Coudet: con il Chacho, fresco campione d'Argentina alla guida del Racing, il ragazzo ha affinato le sue abilità tattiche guadagnandosi la chiamata del PSG. In Francia però sono arrivate le prime crisi: l'impatto con l'Europa e un modulo che non ne esaltava affatto le caratteristiche lo hanno portato di fatto a perdere tutta la prima stagione, terminata con sole 5 presenze totali.

Poi Unai Emery, appurate le difficoltà nell'inserirlo nel suo 4-3-3, ha l'intuizione di schierarlo stabilmente come schermo davanti alla difesa, ottenendo risultati alterni. Purtroppo la fortuna non lo aiuta affatto: quando le cose sembrano mettersi bene, arriva la disastrosa trasferta di Barcellona in Champions League, dove i parigini ne prendono sei e Lo Celso paga per tutti. La stampa con lui è spietata, i media accerchiano Emery bombardandolo di domande sull'impiego dell'argentino, visibilmente in difficoltà in quel ruolo.

In realtà le cose non stanno realmente così, come ampiamente dimostrato quest'anno. Quique Setien lo obbliga a gestire decine di palloni a partita, schierandolo a ridosso della prima punta - quindi chiedendogli imprevedibilità tra le linee - o da mediano in coppia con William Carvalho, una mossa che permette a Canales di essere più libero nelle sue scorribande in area avversaria. Lo Celso è funzionale per il gioco praticato in Liga e a Siviglia faranno di tutto per tenerselo stretto, perché un giocatore così affidabile con ancora tanti margini di crescita è difficilmente sostituibile.

Nel frattempo in Argentina ne sta crescendo un altro: si chiama Francesco, è un classe 2000 e, secondo i beninformati, sarebbe la fotocopia perfetta di Giovani. Anche lui nel 2017 era volato al PSG, rispedito dopo pochi mesi al mittente. Trequartista dal mancino affilato, Lo Celso junior sembra avere il talento adatto per spiccare a breve il volo (di ritorno) verso l'Europa. A Siviglia già drizzano le orecchie, convinti che questa dinastia abbia molto da dare al calcio mondiale. E col riscatto di Giovani, chissà che a breve la famiglia Lo Celso non possa riunirsi sotto i colori biancoverdi.

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