NBA: corsa Pistons-Hornets-Heat a Est, è arrivato il momento per Wade?

È corsa a tre nella Eastern Conference per l’ultimo posto disponibile. I Warriors sono primi, ma è bagarre per i low seed a ovest.

Corsa a tre per i playoff a Est

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Con ancora tre giorni pieni di regular season NBA, i giochi sono quasi fatti, infatti quindici delle sedici sorelle che parteciperanno alla post season sono già sicure e in alcuni casi si tratta solamente di appurare quale possa essere la posizione del seed. Se la Oracle Arena ha salutato ufficialmente la regular season con l’ultima partita giocata dai Warriors tra le mura amiche con maglia celebrativa storica e il primo posto a ovest sigillato, anche Dwyane Wade potrebbe salutare ufficialmente il basket giocato nelle prossime due partite, visto che Orlando Magic e Brooklyn Nets con le vittorie della scorsa notte hanno sigillato il loro ritorno ai playoff dopo tempi di siccità. La lotta ora è tra Heat, Pistons e Hornets per l’ultimo posto con i primi che hanno decisamente poche possibilità. Gli Heat non hanno tie brekaer con nessuna delle avversarie, mentre gli Hornets con entrambe e i Pistons solo con gli Heat.

A ovest la situazione è cristallizzata da tempo, con i Kings già eliminati dai playoff a causa della debita distanza dal gruppetto di ottave. Tra queste ci sono anche i Clippers di Danilo Gallinari, che è ai box per un problema alla caviglia non si sa quanto precauzionalmente o quanto effettivamente per la serietà dello stesso. Insieme alla truppa di Rivers ci sono i San Antonio Spurs e gli Oklahoma City Thunder che potrebbero arrivare in una classifica avulsa a tre. Forse il settimo posto rimane il più ambito, perché per le low seed significherebbe evitare Rockets e Warriors, provando a giocare sull’inesperienza dei Nuggets al primo turno.

A Est nelle posizioni alte è tutto già definito con i Bucks primi e proprietari del miglior record NBA, i Raptors secondi e impossibilitati a cadere più in basso e i Sixers terzi con la stessa situazione. I Celtics con un ottimo rush finale si guadagnano il fattore campo e un accoppiamento alla portata con i Pacers senza Oladipo, mentre i Nets volano al sesto posto con i Magic, fuori solamente un paio di settimane fa, ma in grado di mettere in fila una serie positiva che li porta alla post season con due turni d’anticipo. La vittoria degli Hornets sui Pistons apre innumerevoli scenari per l’ultima piazza disponibile con Griffin e compagni intenti in un harakiri curioso.

La fine della carriera di Wade

NBA: lotta Pistons-Hornets-Heat per un posto

I Detroit Pistons sembravano i più accreditati a guadagnarsi il settimo o il sesto posto a Est, perché dopo la pausa dell’All Star Game hanno avuto uno span di 12 partite in cui sono stati il miglior attacco della NBA e una delle migliori difese per rating. Griffin stava giocando a livelli da MVP, Drummond e Jackson contribuivano fattivamente e il supporting cast sembrava incastrarsi perfettamente con le stelle. Nelle ultime settimane è arrivata una serie di sconfitte che ha precluso (per ora) la possibilità di aggiudicarsi il posto mancante e aver subito la sconfitta nello scontro diretto contro gli Hornets ha tenuto aperto ogni discorso, sebbene il calendario con Grizzlies e Knicks non dovrebbe creare problemi. Sono proprio gli Hornets la squadra più sorprendente di questo finale di stagione facendo sostanzialmente il contrario dei diretti avversari: sembravano spacciati non più di due settimane fa, poi hanno messo in fila i Bucks, i Raptors a casa loro con un clamoroso canestro da metà campo di Lamb e hanno proseguito la rincorsa sino a oggi, dove ancora hanno credibili possibilità di qualificarsi.

A chiudere il cerchio ci sono i Miami Heat, che hanno commesso il peccato capitale di perdere settimana scorsa tra le mura amiche contro gli Orlando Magic in occasione del ritiro della maglia di Chris Bosh. Il momento molto toccante ha influito sulla prestazione della squadra che non è riuscita mai a mettere la testa davvero sulla partita, cedendo il fronte a dei lanciatissimi Magic che non solo si sono portati a casa un match cruciale in trasferta, ma hanno dato la sterzata definitiva alla loro stagione, agguantando con la vittoria di Boston una postseason che risultava essere uno sbiadito ricordo. Per questo motivo, le prossime due partite potrebbero essere l’addio definitivo all’NBA di Dwyane Wade, che ha già detto di sentire la mancanza del basket e che si farà assistere da un medico specializzato per gestire il post carriera.

Festa per Brooklyn e Orlando

Nets e Magic: il ritorno

In questa stagione non si può non parlare dei Nets che hanno trovato in D’Angelo Russell un leader per certi versi inaspettato, non tanto nell’acquisizione dello status di maschio alfa, quanto per la qualità e continuità con cui lo ha fatto. Ha guidato da solo con prestazioni mostruose un gruppo misto di giovani, scommesse e anche qualche ripudiato da altre squadre per tornare ai playoffs dal 2015 e gettare ogni base per il ritorno ad altissimi livelli dopo la trade che aveva portato in città Pierce e Garnett. I meritati playoffs della squadra di Atkinson sono solo l‘inizio, perché oltre ai giovani presenti in squadra ci saranno soldi in abbondanza da spendere nella free agency di luglio e una qualsivoglia stella potrebbe considerare l’ipotesi di giocare con questo gruppo in rampa di lancio e una spalla come Russell.

Discorso diverso per i Magic che erano accreditati da ogni preview come una squadra da bassifondi della Eastern Conference, ma hanno saputo stupire tutti, forse anche loro stessi, nel compiere una bella rimonta finale (non paragonabile a quella degli Hornets ma comunque meritevole), andandosi ad assicurare la postseason sul campo dei Celtics. L’impresa degli uomini di Clifford affonda appunto le radici nella vittoria di Miami, ma il rush finale che li ha visti in forma nel momento giusto (8-2 nelle ultime dieci) ha portato un risultato insperato e che ormai mancava a quella parte di Florida da tanto tempo. È probabile che l’accoppiamento li vedrà contro i Raptors o eventualmente Sixers, partendo da underdog in ogni caso, ma raggiungere questo obiettivo è stato già un grosso successo.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.