La follia di Diego Costa che ha deciso Barcellona-Atletico e la Liga

Il centravanti dei colchoneros è stato espulso dopo appena mezz'ora di gioco per aver gravemente offeso il direttore di gara, consegnando di fatto partita e campionato a Messi e compagni.

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Espulso dopo appena mezz'ora di gioco nella gara che ha virtualmente deciso la Liga, il centravanti dell'Atletico Madrid Diego Costa è diventato il protagonista in negativo nella sconfitta dei colchoneros sul campo del Barcellona, bravo a controllare una partita diventata improvvisamente in discesa e a colpire nei minuti finali una squadra esausta con gli acuti di Luis Suarez e Leo Messi.

Distanti 11 punti dalla vetta, a 7 giornate dal termine, gli uomini di Simeone devono dire addio al sogno di vincere una Liga che invece si sarebbe potuta clamorosamente riaprire in caso di vittoria al Camp Nou che avrebbe portato l'Atletico a meno 5. Un'impresa difficile, difficilissima, diventata impossibile quando dopo appena mezz'ora l'arbitro Jesus Gil Manzano ha mostrato il cartellino rosso a Diego Costa, che ha lasciato i suoi con un uomo in meno nella gara più importante della stagione.

Una follia, quella del centravanti ispano-brasiliano, che lo stesso direttore di gara ha spiegato nel suo referto scrivendo in maiuscolo le offese che il giocatore gli ha rivolto in seguito a un contrasto di gioco tra lo stesso e Arthur che Gil Manzano aveva lasciato correre non ravvisando irregolarità. Un attacco d'ira che ha segnato il destino della gara e della Liga e che potrebbe avere per il centravanti dell'Atletico anche pesanti conseguenze su quel che resta della stagione.

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Quello che resta, dopo una serata ad alta tensione, è il rimpianto: vista la coraggiosa prestazione dei suoi, in 10 per un'ora in casa di quella che per molti è la squadra più forte al mondo, non è impensabile pensare che senza l'espulsione di Diego Costa la storia sarebbe potuta andare in un'altra maniera. Forse il Barça avrebbe vinto lo stesso, grazie alle magie dei suoi più grandi interpreti, o forse anche in caso di sconfitta i blaugrana avrebbero comunque conquistato la Liga. Diego Simone e i tifosi colchoneros non potranno mai saperlo, e diventa difficile giustificare un centravanti tanto grande quando è al meglio quanto dannoso se in giornata no.

Diego Costa, del resto, era stato il protagonista in negativo anche nella doppia sfida agli ottavi di finale di Champions League contro la Juventus quando all'andata aveva prima sbagliato un facile gol e poi rimediato un cartellino giallo evitabilissimo che lo aveva costretto ad assistere da squalificato al ritorno dominato dai bianconeri di Cristiano Ronaldo, autori di una rimonta che aveva sancito l'eliminazione degli uomini di Simeone dalla più importante competizione continentale.

L'attaccante, che secondo quanto riportato nel referto avrebbe detto a Gil Manzano "figlio di p*****a" , rischia adesso una lunga squalifica che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi senza l'intervento di Gerard Piqué: il difensore del Barcellona è infatti arrivato ad allontanarlo dopo che alla vista del cartellino rosso (il settimo per l'Atletico nelle ultime 11 sfide al Camp Nou) Diego Costa sembrava aver perso ancora di più la testa. 

Senza il suo centravanti titolare - appena 5 gol in una stagione funestata anche da diversi guai fisici - l'Atletico Madrid dovrà salvare quello che rimane di una stagione cominciata con ben altre aspettative dopo la vittoria ad agosto nella Supercoppa UEFA, un 4-2 ai danni dei campioni d'Europa del Real Madrid che era sembrata solo l'inizio di un percorso che avrebbe potuto portare grandi soddisfazioni e che invece lascerà i colchoneros senza trofei e con il solo obiettivo di difendere il secondo posto in classifica dall'assalto delle merengues di Zidane, distanti adesso appena 2 punti.

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