Liverpool, Klopp: "Perché dovremmo giocare come il Manchester City?"

Archiviata la pratica Southampton, ripresa la testa della classifica, il tedesco risponde a chi sostiene che i rivali giochino un calcio più convincente: "Non possiamo giocare come loro e non ne abbiamo bisogno."

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All'indomani della vittoria che ha restituito al suo Liverpool la testa della classifica in Premier League, un 3-1 in rimonta sul campo del Southampton, l'allenatore dei Reds Jurgen Klopp risponde alle critiche degli addetti ai lavori relative allo stato di forma della squadra e a quello dei diretti concorrenti per la vittoria finale in campionato, il Manchester City guidato da Pep Guardiola.

La lotta tra le due squadre che guidano la Premier League, verosimilmente destinata a concludersi soltanto nelle battute finali di una stagione che vede entrambe le compagini ancora in corsa anche in Champions League, è anche lo scontro tra due filosofie calcistiche ben diverse e che negli ultimi tempi hanno dato risultati soltanto apparentemente simili: se il City infatti ha avuto la meglio facilmente su Fulham e Cardiff (doppio 2-0 maturato in entrambi i casi entro l'intervallo) il Liverpool ha sofferto per spuntarla su Tottenham e Southampton, trovando i gol necessari per la vittoria soltanto negli ultimi minuti di gioco.

Particolari di non poco conto a questo punto della stagione e che secondo gli addetti ai lavori indicherebbero un momento di forma decisamente migliore per i campioni in carica: il Manchester City di Guardiola gioca meglio, vince più facilmente e conquisterà la Premier League se il Liverpool non cambia qualcosa, questo il senso dei numerosi articoli che descrivono il momento di Reds e Citizens. Una ricostruzione che non trova d'accordo Jurgen Klopp, che difende le prove dei suoi uomini e chiarisce un concetto: la sua squadra non può giocare come i rivali e non vede neanche il motivo per cui dovrebbe farlo.

L'allenatore del Liverpool Klopp e il capitano Henderson si abbracciano
Jurgen Klopp abbraccia il capitano del Liverpool Jordan Henderson, autore del gol del definitivo 3-1 in casa del Southampton.

Klopp: "City? Il Liverpool ha il suo proprio stile di gioco"

Ecco così la risposta data ai giornalisti di Sky Sport dopo una vittoria che mantiene il Liverpool in corsa per la vittoria in Premier League: i Reds hanno 82 punti, il City insegue a 80 ma con una partita in meno. La sfida, dunque, è ancora apertissima.

La nostra prestazione non è stata delle migliori, ma si tratta di combattere, è stata una battaglia. La gente vuole vederci giocare come il Manchester City: non siamo in grado di farlo, e poi perché dovremmo? Noi giochiamo il nostro tipo di calcio, abbiamo il nostro stile che è valido e bello. Abbiamo 82 punti, sono tanti in un campionato come questo e con avversari così forti. Sono davvero orgoglioso della mia squadra.

Tutto sarebbe stato decisamente più facile se la vittoria al St. Mary's Stadium fosse arrivata prima, ma Klopp era consapevole che quella che attendeva i suoi sarebbe stata una gara molto complicata: sotto dopo appena 9 minuti a causa del gol di Long, i Reds hanno prima pareggiato con Keita e poi trovato i gol della vittoria negli ultimi 10 minuti di gioco prima con Salah e poi con capitan Henderson.

Vincere su questo campo non è facile ma noi ci siamo riusciti, sapevo che sarebbe stata una sfida, un combattimento, e sono contento della prestazione. Nel primo tempo siamo stati superiori, ma loro hanno trovato un bel gol - la nostra difesa non è stata il massimo - e allora siamo stati bravi a restare calmi, abbiamo lavorato per creare la giusta occasione per tornare in partita, non abbiamo aspettato che succedesse.

La sfida a Guardiola e al suo Manchester City, definito da Klopp pochi giorni fa "il miglior team al mondo", continua ed è destinata a durare fino all'ultima giornata: il Liverpool sa di avere di fronte grandi avversari, capaci di giocare in un modo che ha conquistato tutti, ma non per questo intende arrendersi. I Reds continueranno a lottare e soprattutto - garantisce il tecnico tedesco - lo faranno alla propria maniera, con buona pace dei fanatici del tiki-taka.

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