SBK, ad Aragon Kawasaki pronta a ribadire gli attacchi Ducati

La SBK arriva in Spagna, con Kawasaki e Rea chiamati ad invertire il trend della Ducati di Bautista, autore di sei vittorie stagionali. La verdona vanta più podi della Rossa in quella pista, Yamaha pronta a fare la terza incomoda.

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Dall'Australia alla Thailandia e poi ad Aragon. I protagonisti della SBK approdano in Europa, al Motorland. Il tracciato di 5077 metri presenta 17 curve, con tante variazioni altimetriche. Ci sono due rettilinei principali, uno che supera il chilometro. La pista piace a tutti i piloti, perché nella parte mista il polso destro può fare la differenza. Le derivate ci corrono dal 2011, utilizzando negli ultimi anni il layout usato dalla MotoGP.

Per il primo round degli 8 previsti nel Vecchio Continente tutto è pronto. Dove eravamo rimasti? A Phillip Island e Buriram il dominio rosso di Bautista con la Ducati ha proposto connotazioni tennistiche. Il conto dello spagnolo nei confronti della concorrenza è di 6 a 0, includente anche le gare sprint. Lo spagnolo è arrivato in SBK ed è gia diventato il riferimento della serie. Jonathan Rea - quattro volte campione - e la sua Kawasaki hanno dovuto incassare i colpi. Limitando i danni.

Osservando le statistiche ed i precedenti, il Motorland piace a Rea. Il cannibale vinse la prima della lunghissima striscia verde con la Ninja nel 2015. Il marchio di Akashi ad Aragon ha conquistato 5 volte il gradino più alto del podio, complice anche l'ex Tom Sykes. La Ducati conta lo stesso numero di affermazioni. Cinque a cinque quindi tra Kawasaki e la Rossa, con un numero totale di podi a favore della ZX-10RR, ben 17. Se sin'ora è stata una sfida tra Bautista e Rea, in Spagna sarà certamente una contesa tra le due moto più competitive. Ed attenzione: quello è il circuito amico del leader del Mondiale SBK e pure Chaz Davies ci ha vinto più volte. Per Leon Haslam, compagno di Rea, solo un podio.

Davies in azione su Ducati in Thailandia
Sei vittorie per Davies ad Aragon in SBK

Aragon SBK, meglio puntare sul rosso, verde o... blu?

Come abbiamo detto, Ducati e Kawasaki arrivano in Spagna con uno score storico complessivo piuttosto equilibrato. Squilibrato è, però, il conto servito da Bautista al numero 1 Rea, che quest'anno non ha ancora calcato il gradino più alto. Si è tanto detto che Phillip Island e Buriram esaltassere le doti motoristiche superiori della Panigale V4 ma, in realtà, solo Alvaro ha fatto volare la Rossa. Gli altri piloti Ducati hanno faticato, il solo a tener testa al rookie e leader del Mondiale è stato proprio Johnny. Nella parte guidata del Motorland Rea potrebbe dare del filo da torcere a tutti, Bautista incluso. Resta però il lungo rettilineo di un chilometro: se la Ninja non riesce a fuggire tra una curva e l'altra, nel dritto è spacciata.

La partenza sarà cruciale: la prima piega a sinistra è simile ad un imbuto, nel quale si vedono tante cadute. Tolti gli imprevisti e considerando quello di Aragon uno dei due appuntantamenti spagnoli del calendario, "Bau Bau" giocherà in casa, di fronte al pubblico amico. Sarà la prima volta in SBK per lui, tuttavia, Alvaro al Motorland ha gareggiato in MotoGP con Suzuki, Ducati, Aprilia e Honda. Insomma, non si potrà dire che il ducatista non conosceva la pista.

Cortese in azione a Phillip Island SBK
Prima volta in SBK ad Aragon per Sandro Cortese con la Yamaha

Il Cannibale è a digiuno di successi, la sua fame sta aumentando. Se ad Aragon il pilota Kawasaki non riuscirà a fermare lo strapotere di Bautista, la piega di questo campionato sarà per Johnny quasi irrimediabile. Leon Haslam torna in Spagna dopo anni di assenza, l'inglese - per ora - non ha recitato la parte del portaborse del team Provec, anche se non ha offerto le stesse prestazioni di Rea. Nemmeno Davies è stato veloce come il compagno di box Bautista. Chaz sta patendo gli attacchi di Alvaro ed il contraccolpo nel passaggio da due a quattro cilindri. Aragon è terra di conquista per il gallese, che ha vinto con la Ducati e due volte con la BMW.

Potrebbe recitare la parte di terzo incomodo la Yamaha, con quattro piloti ufficiali in pista. Marco Melandri, Michael Van Der Mark, Alex Lowes e Sandro Cortese. Escludendo il tedesco, gli altri piloti in blu hanno ottenuto almeno un podio quest'anno. La R1 vola in curva, paga dazio in rettilineo ma, con le giuste scie, può rimanere nel gruppo dei primissimi. In caso di problemi da parte di Bautista e Rea, puntare sulla quattro cilindri di iwata non è una mossa folle.

BMW e Honda, primi esami di riparazione ad Aragon

La Casa tedesca arriva in Spagna con qualche piccola evoluzione tecnica preparata a Monaco. Tom Sykes e Markus Reiterberger non avranno ancora il nuovo motore promesso a Buriram, quindi, sia l'inglese che il bavarese dovranno difendere ogni posizione coi denti. Sykes ha vinto ad Aragon con la Kawasaki, gli piace il Motorland e nel giro secco "Mister Superpole" non ha rivali. La gara è un altro discorso, con la S1000 RR ancora acerba e lontana dalle prestazioni richieste. Una top five è, per il momento, un miraggio per BMW, malgrado nelle corse tutto possa accadere.

La Honda ha faticato anche più di BMW. Il team HRC (pieno di giapponese come non si vedeva da anni) sta lavorando per preparare la prossima stagione con l'arrivo del nuovo modello stradale. D'accordo, nel frattempo, però, c'è da pensare ad ottenere di più da questo Mondiale SBK 2018. Leon Camier torna in sella dopo la brutta botta presa in Thailandia, Ryuichi Kyonari ha bisogno di chilometri e tempo su un tracciato che proprio non conosce. Il rookie Alessandro Del Bianco si sta acclimatando con la nuova categoria. In pratica, nemmeno in Spagna ci si aspetta un miracolo da parte della Casa dall'ala dorata.

Pirelli, in Spagna gomme larghe per tutti

La Casa italiana di pneumatici porterà ad Aragon le nuove misure 125/70 per l'anteriore e 200/65 dedicata al posteriore. Anteriore che potrà godere su due mescole, la morbida e la media. Arriva anche la SC2 di sviluppo X1071, che garantisce maggior durata ed una superiore stabilità, unite ad un livello di aderenza superiore ai grandi angoli di piega. 

Per le ruote posteriori, Pirelli ha pensato a coperture che offrano un grip eccellente in condizioni di sporco e con la pista ancora da gommare. Ecco infatti la SC1 di sviluppo YO187, dalla misura maggiorata di 200/65. Per la Superpole, la Casa porta in Spagna la SCX Y0309, da utilizzare nella Tissot Superpole Race e nel giro secco delle qualifiche.

Anche quest'anno, il numero di gomme fornite sarà imponente. Basti pensare che nel 2018 Pirelli aveva ad Aragon ben 4185 pezzi, divisi nelle varie categorie in programma. Nel 2019 Pirelli fornisce i piloti Superbike, Supersport e Supersport 300, dedicando prodotti specifici per tutte e tre la classi inserite nell campionato delle derivate di serie.

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