Premier League, già tempo di verdetti: Fulham e Huddersfield retrocesse

A sei giornate dal termine è già troppo grande il divario dalla quart'ultima. I londinesi tornano in Championship dopo un anno nonostante una campagna acquisti faraonica.

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La Premier League è sempre avanti a tutti, persino nell'emettere i primi verdetti della stagione. Almeno per quanto riguarda la zona retrocessione, dove è già ufficiale il ritorno in Championship di Huddersfield e Fulham.

Sì, perché se la tenzone per il titolo è sempre più combattuta, con Liverpool e Manchester City pronti a ribattere colpo su colpo - Reds in vantaggio di 2 punti ma con un match in più - e se è sempre più avvincente la "tonnara" che coinvolge Arsenal, Tottenham, Manchester United e Chelsea nella lotta per due posti in Champions League e uno in Europa League, sul fondo della classifica il più è fatto.

La sconfitta subita sabato scorso dall'Huddersfield sul campo del Crystal Palace e quella di martedì sera del Fulham a Watford, nell'anticipo del 33esimo turno di Premier League, hanno segnato il destino dei due club: il divario con la quart'ultima è ormai incolmabile. Rimane da designare una sola squadra che dovrà accompagnarle nel mesto ritorno in seconda divisione, col Cardiff, oggi impegnato sul terreno di un Manchester City che non è in condizione di fare sconti, nel ruolo di candidato principale a rimanere col cerino in mano.

Premier League: Sessegnon
Premier League: il Fulham è appena retrocesso, Sessegnon a terra

Premier League: Fulham e Huddersfield già retrocessi

Huddersfield e Fulham arrivano alla retrocessione attraverso due approcci molto diversi. Da formichina quello dei Terriers che, al secondo anno nella massima divisione inglese, hanno una rosa valutata intorno ai 120 milioni di euro, frutto di due campagne acquisti estive da complessivi 107 milioni e un bilancio negativo fra entrate e uscite - sempre nelle due stagioni - pari a 89 milioni. Da cicala, invece, quello dei Cottagers che, tornati l'estate scorsa in Premier League dopo la retrocessione del 2014, hanno investito in modo massiccio per rimanerci. Ben 112 i milioni spesi da Shahid Khan - a fronte di soli 4,50 incassati - per costruire una rosa valutata oltre 250 milioni. Più del doppio di quella dell'Huddersfield, ma più alta persino di quella del Wolverhampton, 243, settimo e primo alle spalle delle Big Six, e del Watford, 181, ottavo in classifica. Ma, allora, che cosa non ha funzionato a Craven Cottage?

Cottagers spendaccioni

Difficile tracciare un bilancio oggi, ma l'impressione è che alcuni acquisti siano stati compiuti in modo a volte quasi emozionale più che funzionale alle caselle da riempire: più una raccolta di figurine, insomma, che la costruzione di una squadra degna della Premier League. Se è vero che giocatori di fama come Schürrle, Sergio Rico e Vietto sono arrivati in prestito e Babel è costato solo 2 milioni, i 92 milioni spesi fra Seri, Anguissa, Mitrovic e Mawson sembrano obiettivamente troppi.

Ranieri e Chambers
Con Ranieri il Fulham ha vissuto il periodo migliore

Le colpe del club

E le colpe della società si vedono anche nelle scelte della guida tecnica: probabilmente inadeguato, Jokanovic è stato sostituito da Ranieri dopo che aveva totalizzato 5 punti in 12 giornate. La scossa  "tricolore"sembrava servita, visto che gli altri 12 punti che il Fulham ha in classifica sono arrivati col manager italiano, ma un successivo rilassamento ha portato alla sua sostituzione con Scott Parker: 0 punti in 5 partite. Non depone a favore del club nemmeno la stessa gestione del caso Kamara, protagonista di diverse intemperanze, prima nei confronti del tecnico slavo, poi dei compagni. Fino al grottesco quanto gravissimo episodio della sua irruzione nella sede sociale per il quale era stato necessario addirittura l'intervento della polizia. Una retrocessione amara, insomma, quella del Fulham, a soli nove anni dalla finale di Europa League raggiunta con Roy Hodgson.

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