Racing campione d'Argentina: analisi di una vittoria preannunciata

Le scelte di Milito e la rivoluzione tattica marchiata Coudet sono stati gli elementi fondamentali della scalata alla Superliga da parte dell'Academia.

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"Noche de lagrimas". Titolava così in apertura il tg sportivo di ESPN al termine della domenica calcistica argentina. Calcio e lacrime gli ingredienti principali, con quest'ultime che sono state il denominatore comune in quell'enorme triangolo che parte da Buenos Aires, raggiunge Avellaneda e si conclude a Florencio Varela. Qui il Defensa y Justicia ha abbandonato le ultime speranze di titolo, peraltro già abbastanza basse alla vigilia della partita contro l'Union a causa degli stop inanellati nelle ultime giornate. La squadra di Manuel Beccacece ha disputato un grande campionato, ma anche questa volta gli Dei del pallone hanno deciso di premiare i più forti. Dal dolore alla gioia, quella che ha pervaso i volti dei giocatori del Racing: con il pareggio sul campo del Tigre l'Academia ha conquistato il suo 18esimo titolo della storia.

Una vittoria sofferta, pur avendo comandato la classifica quasi dal principio, ma anche ampiamente meritata per come la società ha saputo imbastire dal punto di vista tecnico l'ultimo biennio. Un successo di campo ma anche dirigenziale, un trionfo che assume le sembianze di Diego Milito, uno che i colori albiazules li porta dentro e li ha tatuati sulla pelle. L'ex stella del Racing, che aveva appeso gli scarpini al chiodo solo un anno fa, è stato subito ingaggiato per gestire la parte sportiva del club, con risultati che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

È stato lui a volere Eduardo Coudet per la panchina e a convincere la maggior parte dei volti nuovi ad accettare l'offerta dell'Academia, facendo particolare leva sulle motivazioni professionali visto che di soldi, anche nella parte biancoazzurra di Avellaneda, non è che ce ne siano in abbondanza. Eppure non c'è voluto molto prima di festeggiare il primo successo sportivo da dirigente: la squadra del Chacho si è laureata campione d'Argentina con un turno di anticipo facendo registrare anche numeri statistici decisamente importanti, come per esempio la miglior difesa e il miglior attacco attuali del torneo.

Un tifoso del Racing festeggia il titolo
Un tifoso del Racing festeggia il titolo al Monumental di Victoria: l'1-1 contro il Tigre regala il 18esimo campionato all'Academia

Racing campione d'Argentina: 18esimo titolo della storia per l'Academia

Dati che potrebbero anche cambiare nell'ultima giornata, ma che non inficiano assolutamente l'importanza di questa vittoria. Al Cilindro di Avellaneda non festeggiavano un titolo dal 2014 e prima ancora dal 2001, un lasso di tempo enorme se si considera della realtà di cui si sta parlando, ma anche abbastanza particolare visto che Diego Milito era presente in entrambe le occasioni. Cinque anni fa fu Ricardo Centurion a regalare il campionato al Racing con un gol decisivo nell'ultima giornata contro il Velez: a sessanta mesi di distanza il Wachiturro ha maturato diverse esperienze in giro per il mondo e poi è tornato a casa, ma gli ultimi tempi li ha trascorsi fuori rosa a causa dei suoi innumerevoli "colpi di testa" fuori dal campo.

Così a decidere la Superliga ci ha pensato un figlio d'arte come Augusto Solari, che nel postpartita ha dedicato la rete al padre Santiago appena esonerato dal Real Madrid, dichiarando che nel calcio - così come nella vita - le soddisfazioni migliori arrivano sempre dopo i momenti bui. Solari è una delle tanti intuizioni del tecnico Coudet, classe 1974 e alla sua terza esperienza assoluta da allenatore. Dopo aver smesso col calcio giocato nel 2015, il Chacho si è preso cinque anni di pausa per poi iniziare il suo percorso dal Rosario Central, dove ha plasmato la squadra secondo il proprio credo calcistico portandola a giocare a tratti il miglior calcio del continente.

La rivoluzione offensiva di Coudet

Dopo aver provato l'avventura all'estero (al Tijuana, in Messico), Coudet è tornato in Argentina convinto dalle parole di Diego Milito. Il Principe aveva bisogno di un profilo che potesse dare continuità al progetto intrapreso e poi abbandonato da Diego Cocca, capace di sfruttare al massimo l'enorme qualità della rosa messa a disposizione della società. L'avventura del tecnico sulla panchina dell'Academia comincia bene, ma a metà 2018 Lautaro Martinez saluta la compagnia per trasferirsi all'Inter, lasciando così un buco in attacco difficile da colmare.

Dove non arrivano i soldi, che da quelle parti scarseggiano, arriva la capacità di ottimizzare le risorse a propria disposizione: Coudet decide di varare un particolare 4-1-3-2 schierando addirittura cinque calciatori dalle spiccate doti offensive. Questo sistema prevede due ali molto brave ad attaccare la profondità e un trequartista puro chiamato a fare anche da regista offensivo, ma soprattutto ci vuole una punta che davanti possa assistere a dovere Lisandro Lopez. La scelta ricade su Jonathan Cristaldo e Dario Cvitanich: quest'ultimo ha giocato da titolare le ultime partite segnando gol molto pesanti, sgravando la Licha dalle troppe responsabilità che si era dovuto prendere nell'immediato post Lautaro.

A 36 anni, Lopez è stata ancora la stella più splendente di una squadra che sfiora i 30 anni di età media globale: Milito ha costruito un gruppo esperto con un paio di soluzioni valide in ogni ruolo, perché più il tempo passava e più la consapevolezza di poter vincere il titolo aumentava. In tutto ciò l'ex centravanti di Porto e Lione si è trovato a meraviglia: a testimoniarlo sono i suoi 17 gol, la maggior parte dei quali decisivi. Per esempio, nell'ultimo Clasico di Avellaneda il numero 15 dell'Academia ha affettato praticamente da solo la difesa dell'Independiente, trascinando la squadra dal punto di vista tecnico ma anche emotivo.

Della rivoluzione marchiata Coudet fa parte anche Mathias Zaracho, probabilmente il giovane più impattante dell'intera Superliga: mezzapunta classe 1998, è un elemento che tatticamente può svariare su tutto il fronte offensivo. Di recente ha segnato la sua prima doppietta assoluta con la maglia del Racing, seguita dalla bellissima fuga solitaria dalla quale è nato il 3-1 segnato all'Independiente. Di lui non si sa molto, se non che è un amico fraterno di Lautaro Martinez, col quale ha condiviso tutta la trafila nelle giovanili del club.

Corteo con crani dissotterrati: le follie di Avellaneda

La vittoria del campionato ha fatto impazzire la metà biancoazzurra di Avellaneda, riportando entusiasmo in una città che con il futbol ha da sempre avuto un legame molto profondo. A riprova di ciò, va segnalato l'episodio che ha coinvolto un tifoso dell'Academia subito dopo il fischio finale della partita di domenica: Gabriel Aranda, hincha del Racing, ha deciso di dissotterrare il teschio del nonno morto per portarla con sé in corteo. L'immagine è diventata subito virale, tanto che la tv argentina non ha esitato a intervistarlo per chiedergli numi sulla bizzarra decisione. La risposta?

Era un grande tifoso, sarebbe orgoglioso di ciò che ho fatto per lui.

Siete sempre sicuri che il calcio si limiti a quei 90 minuti in campo?

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