Milan, patto Champions per ripartire. E Gattuso pensa al cambio modulo

Patto tra allenatore, giocatori e club per raggiungere la Champions. Il futuro può attendere. E intanto il tecnico pensa alla difesa a tre.

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Se prima del derby il Milan sembrava la candidata più autorevole nella corsa Champions League, forte di una rimonta importante e di un terzo posto conquistato ai danni dell'Inter, la sconfitta nella stracittadina e poi quella di Marassi contro la Sampdoria hanno fatto tornare tutto in ballo e riaperto crepe che sembravano finalmente riparate. Del resto l'inizio 2019 dei rossoneri era stato da applausi con sette vittorie e due pareggi in campionato e soli tre gol subiti.

Poi ecco la brutta prestazione contro l'Inter e la sconfitta di Genova. I cugini, neppure loro però in piena saluta, sono di nuovo terzi e alle spalle della banda Gattuso si fanno avanti minacciose Lazio e Atalanta. Soprattutto i biancocelesti che, con una partita da recuperare, sono potenzialmente a quota 51 e cioè a pari punti con il Milan.

Tra due settimane a San Siro ci sarà lo scontro diretto, prima ancora la Juventus a Torino. Insomma, servirà ritrovare smalto e condizione fisica e mentale per arrivare al meglio al rush finale. Bisogna trovare soluzioni e per questo Gattuso starebbe pensando a un cambio modulo. Il 4-3-3 che ha caratterizzato gran parte della stagione di Romagnoli e compagni andrebbe in soffitta per lasciar spazio alla difesa a tre. Il tecnico di Corigliano Calabro si sta orientando sul 3-4-1-2 visto negli ultimi venti minuti del match contro il Doria. 

Milan, Gattuso saluta Romagnoli a fine partita
Milan, Gattuso tra futuro e nuovo modulo

Milan, tra cambio modulo e futuro

Con questa nuova disposizione tattica troverebbe spazio finalmente Cutrone accanto a Piatek. Da Milanello si fa intendere che nonostante lo scarso utilizzo di questi ultimi due mesi, Patrick non ha mai mollato, allenandosi con dedizione e impegno e il modulo a due punte ovviamente lo premierebbe. Dietro agli attaccanti si muoverebbe uno tra Paquetà o Calhanoglu. Mentre in mediana Bakayoko è sicuro di un posto, accanto a lui si alternerebbero Biglia e Kessié. In difesa Romagnoli e Musacchio sarebbero affiancati da Rodriguez. Ma se lo svizzero dovesse scalare in fascia, ecco che dietro potrebbe tornare Zapata o venir lanciato Caldara che con la difesa a tre è cresciuto alla corte di Gasperini. Ci sarebbe la questione Suso: trovare una collocazione stabile allo spagnolo diventerebbe complicato.

È ovvio che ora però servono i risultati. Non andare in Champions sarebbe considerato un fallimento e a quel punto il futuro anche in panchina sarebbe tutto da scrivere. Certo che le parole di Gattuso post Samp hanno fatto riflettere. 

Tra due mesi vi dirò quello che penso veramente. Ora non penso al contratto, alla fine vi dirò quello che farò.

Le stesse dichiarazioni di Leonardo ("ora il suo futuro non è la priorità") hanno aperto ovviamente un fronte impossibile da trascurare. Chi conosce bene Rino, come gli ex compagni Pirlo e Costacurta, assicura che quelle parole sono dettate solo dal volersi concentrare sul presente, senza perdere energie inutili dietro alle chiacchiere di mercato. Il Milan però ha bisogno di cambiare marcia e riprendere la corsa interrotta nel derby. La Champions non aspetta. Per questo ora tutte le componenti del club hanno in testa l'obiettivo e siglato un patto per arrivare tra le prime quattro. Per il resto ci sarà poi tempo.

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