Piccinini: "Ci sono club che cercano di influenzare le telecronache"

Il telecronista ha rilasciato un'intervista a Radio Rai svelando alcuni retroscena del suo lavoro.

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Ha detto addio alle telecronache dopo aver raccontato quasi 2mila partite in 30 anni di carriera. Sandro Piccinini è indiscutibilmente uno dei giornalisti che ha saputo meglio valorizzare ciò che succede sul prato verde e far appassionare migliaia di persone.

Adesso che ha appeso il microfono al chiodo, può sedersi comodamente e svelare alcuni retroscena del suo mestiere. Proprio questo è quello che ha fatto a Radio Rai, durante la trasmissione "Un Giorno Da Pecora":

Ricevevo diverse telefonate il giorno dopo in cui andava in onda "Controcampo". Invece durante le partite ero solito spegnere il cellulare, mentre ora so che non è più così e c'è il rischio di essere condizionati

No, oggi non è più così e spesso i telecronisti vengono contattati nel bel mezzo delle partite: 

So che uffici stampa di alcune società calcistiche mandano messaggi a miei colleghi durante la partita. Scrivono cose come: "Hai sbagliato su una decisione arbitrale". Frasi di questo tipo. Sono intimidazioni vere e proprie che a me non piacciono. Qualche messaggio è molto sgradevole, so di miei colleghi che ci sono rimasti molto male

Poi parla della partita più stressante mai commentata:

Credo di aver fatto qualcosa come 1800 telecronache, ma la più stressante fu la finale di Champions League del 2003 vinta ai rigori dal Milan contro la Juventus. Ricordo che mi fece male la testa per una settimana

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