NFL: Gronkowski si ritira, i Pats perdono il miglior TE della storia

I Patriots perdono il loro Tight End e simbolo delle recenti vittorie, che si ritira con un post su Instagram.

Il marchio di Gronkowski

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Gli americani hanno sempre un modo molto incisivo nell’esprimere i concetti, infatti la lingua permette loro di avere il dono della sintesi e della chiarezza. La frase che da ieri sera campeggia su tanti siti sportivi e social network tematici è:

Rob Gronkowski calls it a career.

Il modo è gergale per definire che si ritira dalla attività agonistica, mettendo la parola fine alla sua carriera NFL, che ha non solo portato una serie di successi notevoli, ma che anche cambiato il gioco. La concezione del ruolo di Tight End è stata completamente ribaltata dalla sua presenza e nonostante abbia militato solamente nove anni nella lega, si può tranquillamente annoverare tra i potenziali hall of famer già da ora. La regola dice che dopo cinque anni dal ritiro risulterà eleggibile per entrare ufficialmente nei libri di storia NFL e sebbene siano stati pochi i privilegiati ad essere chiamati alla prima possibilità, c’è da pensare che per Gronkowski possa valere questo posto elitario.

L’annuncio del giocatore è arrivato con un post su Instagram in un’apparentemente tranquilla domenica pomeriggio in cui l’NFL è ferma sia ovviamente sul campo, ma anche negli uffici con i tanti botti di mercato già sparati e l’attesa per il draft che sarà un punto importante in vista della nuova stagione. Negli appassionati, già in astinenza da football dopo circa un mese e mezzo, ritorna in mente una sola situazione apprendendo notizia, ovvero che l’ultima ricezione in carriera di Gronk è stata quella che ha garantito ai Patriots di vincere l’ultimo Super Bowl non necessariamente ricordato come uno dei più memorabili della storia.

In una partita di siccità offensiva pressochè totale, nel quarto periodo arrivano 29 yards guadagnate che portano il pallone sulle due dei Rams. Ovviamente la premiata ditta a mettere insieme l’azione decisiva del match è sempre quella: Brady to Gronk. Il quarterback dei Patriots è stato uno dei primi a rispondere al post del compagno definendolo uno dei più grandi della storia, un compagno incredibile e un indefesso lavoratore, infatti non si conseguono tre titoli in nove anni da protagonista e non ci si guadagna la cieca fiducia del miglior QB di tutti i tempi senza qualcosa di speciale e Rob di quelle qualità ne ha dimostrate davvero tante.

Gronkowski ha scritto la storia NFL del ruolo

NFL: il miglior TE della storia?

Ora si apre un dibattito che forse non avrà mai fine, ma che sicuramente ha diritto di cittadinanza quando si prova a stilare la classifica dei migliori giocatori NFL per ruolo. Gronkowski può essere considerato il miglior tight end della storia? La risposta può essere tanto semplice quanto complicata, perché se pensiamo a Tony Gonzalez e Antonio Gates, la stanza è decisamente ben frequentata, ma Rob al meglio della sua forma fisica è stato forse l’arma più inarrestabile della storia, un po' per la sua conformazione fisica, un po' per la capacità di migliorare giorno dopo giorno diventando non solo la miglior opzione aerea per il suo quarterback, ma anche un egregio bloccatore.

Aqib Talib, uno dei migliori cornerback della lega e forse uno di pochi che insieme a Kam Chancellor potesse provare a fermarlo con un tackle, ha detto:

Bisognava puntare le sue gambe per placcarlo. Togliergli l’appoggio era l’unico modo per non permettergli di proseguire la sua prepotente corsa. Saltargli sulle spalle o provare a fermarlo nella parte alta del corpo significava automaticamente appendersi e aspettare che arrivassero i rinforzi.

Queste parole spiegano in maniera perfetta quanto Gronk fosse inarrestabile nelle yards after catch, ma anche quanto la sua capacità di ricevere palloni in situazioni disagiate sia stata messa in secondo piano proprio dalla forza belluina con cui giocava. Ha catturato palloni anche nell’ultima stagione con mani che sembravano delle tenaglie e in molti casi ha convertito situazioni che un normale go to receiver difficilmente avrebbe portato a casa. Per decidere chi sia il migliore di tutti i tempi nella posizione subentrano anche gusti personali, longevità di tenuta e talento, ma di sicuro Gronk ha cambiato la percezione del ruolo e per questo merita di essere considerato il migliore di tuti.

Gronkowski e la sua carica al Super Bowl

Nove anni, una legacy

Si sa che la carriera NFL non può essere paragonata a quella di un giocatore di qualsiasi altro sport: troppi i contatti duri, gli infortuni veri e potenziali, assieme a una fisiologico logorio del fisico che avviene con inarrestabile velocità. La carriera di Gronk è stata costellata da vari infortuni e come riportano su Around the NFL, noto podcast tematico, in sede di draft c’erano tanti dubbi sulla sua tenuta fisica e le previsioni su di lui lo avrebbero dato fuori dalla lega in un paio d’anni. Ne sono passati nove sul campo, non senza contrattempi ovviamente, ma al suo epilogo siamo davanti a una legacy che in un periodo così breve ha portato a casa tre titoli. Gli innumerevoli problemi che avevano fatto pensare a un ritiro già nella scorsa stagione sono stati messi da parte per un’ultima corsa (con l’impressione che la decisione fosse già stata presa) che ha portato a un altro titolo.

Basterebbe pensare a cosa sarebbe potuta essere la sua carriera senza acciacchi fisici e anche nell’ultima stagione ha comunque prodotto cose importanti per i Patriots battagliando con malesseri di vario genere. Ovviamente Belichick l’ha dovuto gestire in regular season (e il calendario arride palesemente ogni anno ai Patriots) per averlo al top nei playoff, ma in ogni momento di difficoltà si è sempre andati da lui e le prestazioni dei vari Edelman, Amendola, Welker, ecc. hanno in controluce la sua firma. Ora si crea una voragine nel reparto di ricevitori per i Patriots e la legacy di Gronk sarà solo un ricordo da onorare, perché tre titoli in nove anni fanno dire a Edelman che lui sia “the other goat” e confutarlo è davvero difficile.

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