Adam Johnson libero dopo 3 anni: non potrà vedere la figlia da solo

Il 31enne, ex tra le altre di Manchester City e Sunderland, era stato condannato nel 2016 a 6 anni di reclusione per pedofilia e sarà continuamente sotto il controllo delle autorità.

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Il 1° febbraio del 2010, in chiusura del calciomercato invernale, il 22enne Adam Johnson aveva toccato il cielo con un dito: ala rapida e in possesso di grandi doti tecniche, dopo essere emerso nel Middlesbrough firmava il trasferimento all'ambizioso Manchester City andando a sostituire numericamente in rosa un certo Robinho e diventando uno dei giovani più interessanti della Premier League.

Sarebbero seguiti numerosi alti e bassi: l'immediata conquista della FA Cup con i Citizens e quindi la vittoria al fotofinish del campionato dopo 44 anni, la brusca cessione al Sunderland nell'estate del 2012 e la conseguente perdita della Nazionale, con cui in 2 anni aveva centrato 12 presenze e 2 gol. Adam Johnson sembrava uno dei tanti giocatori talentuosi, che hanno sfiorato la grandezza poi finiti a fare gli eroi di provincia, e nessuno avrebbe potuto immaginare che la sua carriera si sarebbe conclusa improvvisamente in seguito a un arresto e a un'accusa infamante.

Il 2 marzo del 2015 Adam Johnson viene arrestato con l'accusa di avere adescato e in seguito consumato un rapporto sessuale con una ragazza minorenne, una 15enne conosciuta chattando sui social nello stesso periodo in cui la moglie Stacey era incinta. Condannato nel 2016 a 6 anni di reclusione, è notizia di oggi che dopo aver scontato metà della pena l'ex calciatore, oggi 31enne, lascerà la prigione di Moorland, nei pressi di Doncaster, dove ha trascorso gli ultimi 3 anni.

Adam Johnson con Roberto Mancini
Adam Johnson ai tempi del Manchester City con il manager Roberto Mancini, che lo ha sempre tenuto in buona considerazione.

Adam Johnson lascia il carcere di Moorland, ma la polizia non lo perderà di vista

La notizia viene data per certa dalle maggiori testate britanniche come il Mirror, il Sun e il Daily Mail, che raccontano di come la scorsa notte il padre e agente di Johnson sia stato visto lasciare il carcere poco dopo la mezzanotte, segnale per molti inequivocabile della scarcerazione del figlio nella giornata di oggi: la strada che l'ex-calciatore dovrà percorrere per lasciarsi alle spalle una storia che egli stesso ha definito "ingigantita ai suoi danni a causa della sua notorietà" è però ancora lunghissima.

Per prima cosa, Adam Johnson non potrà vedere la figlia Ayla di 4 anni senza la presenza costante di un'assistente sociale e soltanto in giorni e orari ben precisi, quindi dovrà fornire al proprio supervisore una residenza dove dovrà vivere costantemente ed essere sempre rintracciabile. Restituita la carta di credito, che potrebbe essere utilizzata per accedere a siti pornografici, l'ex-calciatore dovrà anche consegnare il proprio telefono ogni volta che gli sarà richiesto, dato che la polizia ai tempi dell'indagine scoprì che l'imputato aveva cancellato qualcosa come 800 messaggi scambiati con la vittima, alla quale naturalmente non potrà mai riavvicinarsi.

Anche la ricerca di un lavoro sarà subordinata all'eventuale assenso del supervisore, ma è già noto da tempo che il desiderio confessato nel 2017 dal giocatore, quello cioè di rientrare nel mondo del calcio, non sarà soddisfatto da nessun club inglese. Anche la Cina, opzione paventata a suo tempo dallo stesso Johnson, resterà una chimera vista la necessità di un permesso di lavoro per entrare nel Paese asiatico che non sarà mai rilasciato considerando la situazione penale dell'ex City e Sunderland.

Adam Johnson in azione contro il Liverpool
Il 6 febbraio 2016 Adam Johnson gioca la sua ultima gara: libero su cauzione, guida il Sunderland alla rimonta che negli ultimi 10 minuti porta i Black Cats a pareggiare in casa del Liverpool segnando nel 2-2 finale. Pochi giorni dopo arrivano la condanna, l'incarcerazione e la prematura fine della carriera.

Johnson sarà rilasciato sulla parola - e potrà riabbracciare i tanti amici che hanno sempre creduto in lui, compresa la sorella Faye che a lungo si è battuta per provare che nei confronti del fratello è nato un vero e proprio caso mediatico - ma resterà comunque sotto stretto controllo da parte delle autorità almeno fino al 2022 e iscritto nel registro dei predatori sessuali, dal quale potrà chiedere che il suo nome venga cancellato soltanto tra 15 anni. Se entro il termine della pena dovesse commettere anche la più minima infrazione - persino cancellare un messaggio dal telefono senza il permesso - le porte del carcere di Moorland si aprirebbero nuovamente per lui.

Nel corso del processo che portò alla sua condanna Johnson ammise di aver incontrato e baciato una ragazza di 15 anni conosciuta sui social network ma negò di avere avuto con lei un rapporto sessuale. La moglie Stacey, che ha ottenuto il divorzio nel 2016 poco dopo la condanna dell'ex-calciatore, sottolineò che questo era arrivato in seguita alla confessione di numerosi tradimenti da parte del marito, definito dalla stessa più sesso-dipendente che possibile pedofilo. 

Dopo i fasti del grande calcio e gli abissi della prigione - dove negli ultimi anni si è distinto come barbiere - si apre così un nuovo capitolo nella turbolenta vita di Adam Johnson, che quasi sicuramente dovrà smettere di sognare un ritorno nel mondo del calcio ma che perlomeno potrà - anzi, necessariamente dovrà - mettersi alle spalle una storia che ha cambiato la sua vita e quella di molte altre persone coinvolte. A 31 anni il tempo per ricominciare non manca.

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