Serie A, la sentenza dei giudici civili sul Bologna riapre Calciopoli?

La Corte d'Appello di Napoli nega il risarcimento al club felsineo: i risultati non sarebbero stati influenzati. È il nuovo capitolo di una storia ancora aperta.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Non fu la "Cupola" a determinare la retrocessione del Bologna nella Serie A 2004/2005, nessun risultato fu influenzato dall'alto: questo è quanto stabilito dai giudici civili della Corte d'Appello di Napoli con una sentenza che nega qualsiasi risarcimento all'allora proprietario del club felsineo Giuseppe Gazzoni Frascara, incapace di dimostrare in tribunale le responsabilità esterne, i disegni e la frode sportiva che sarebbe costata alla sua squadra la permanenza in massima serie.

Si tratta dell'ennesimo capitolo di una storia, Calciopoli, che adesso potrebbe riaprirsi e che comunque non si è mai chiusa definitivamente: a gennaio la Juventus aveva depositato un ricorso al CONI chiedendo la revoca dello Scudetto vinto a tavolino dall'Inter nel 2006, un titolo che secondo il club bianconero non sarebbe mai dovuto andare ai milanesi in quanto né la Serie A 2004/2005 né la successiva edizione - quella assegnata ai nerazzurri - sarebbero state influenzate a livello di risultati sul campo.

La sentenza della Corte d'Appello civile di Napoli nega dunque il risarcimento richiesto da Giuseppe Gazzoni Frascara, che aveva citato in giudizio la Juventus e l'allora direttore generale bianconero Luciano Moggi, gli ex-arbitri Pairetto e De Santis e la Fiorentina, coinvolta nel rush finale per la salvezza che vide il club viola prevalere grazie alla classifica avulsa su Bologna e Parma, vincitore poi dello spareggio decisivo per stabilire quale tra i due club emiliani sarebbe rimasto in Serie A.

Serie A, l'ex direttore generale della Juventus Luciano Moggi

Serie A, negato risarcimento al Bologna per i fatti di Calciopoli

Il Bologna non è riuscito a provare in sede civile quanto sostenuto da tempo, ovvero che i risultati di quel campionato furono falsati: "molto probabilmente le partite delle squadre concorrenti nella lotta per la salvezza si sarebbero concluse con gli stessi punteggi", riporta Il Fatto Quotidiano dalla sentenza. Anche la sconfitta rimediata dagli emiliani contro la Juventus - uno 0-1 firmato da Nedved su una punizione sospetta e dopo due possibili rigori non concessi ai rossoblù - sarebbe stata figlia della giornata negativa dell'arbitro Tiziano Pieri, che per questo fu rimproverato dai designatori e quindi non certo premiato per decisioni che comunque andrebbero ricondotti al mero errore umano e non a disegni dall'alto.

Il Bologna, sempre secondo i giudici, non sarebbe dunque retrocesso per volontà della Cupola, quanto per una serie di errori umani e un generale indebolimento dello spessore tecnico della squadra, testimoniato del resto dalle perdite di 38 milioni iscritte nei bilanci di esercizio 2002 e 2003. Alla sfida presa in esame contro la Juventus gli emiliani arrivavano con tre squalificati, diffidati ammoniti secondo il club in modo scientifico nella precedente gara contro la Fiorentina: ebbene la Corte d'Appello di Napoli sentenzia che i rossoblù non sono stati capaci di dimostrare quanto queste assenze influirono sul risultato, negando dunque la richiesta dell'ex-patron Giuseppe Gazzoni Frascara.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.