Serie A, le pagelle di Genoa-Juventus: Prandelli la vince con i cambi

La Juventus trova a Genova la prima sconfitta in campionato. Lì doveva aveva perso la sua ultima gara esterna in campionato. Decisivi i cambi di Prandelli. Male Mandzukic.

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La Juventus trova a Marassi la sua prima sconfitta in Serie A. Stadio che per i bianconeri si conferma stregato, perché proprio qui era arrivata l'ultima sconfitta esterna della Juve in campionato. Giornata magica per il Genoa che è la prima a portarsi a casa lo scalpo della Vecchia Signora e soprattutto con questo successo ipoteca la salvezza. Una vittoria che porta la firma di Cesare Prandelli che indovina i cambi e vince grazie ai subentrati Sturaro e Pandev.

L'ex bianconero trova il gol del vantaggio al 71' con un destro a giro che rimbalza davanti a Perin e beffa l'ex rossoblu che fino a quel momento era stato perfetto. Il gol stappa definitivamente il Genoa e affonda una Juve che dimostra di avere ancora in circolo le tossine Champions. 

Il raddoppio è di Pandev che scappa Rugani e con un diagonale potente e preciso fa ancora male a Perin. La Juventus vede spegnersi il sogno di arrivare a fine campionato imbattuta, ritrova il sapore amaro della sconfitta dopo quasi un anno (ultimo ko in Serie A il 22 aprile scorso contro il Napoli), ma può comunque godersi un vantaggio stratosferico sul Napoli. Il Genoa festeggia e si salva. E conferma di avere in panchina un allenatore di livello.

Serie A, le pagelle di Genoa-Juventus

Genoa (4-4-2): Radu 6; Pereira 6,5, Romero 6,5, Zukanovic 6,5, Criscito 7; Lerager 6, Radovanovic 6,5 (dal 74' Veloso sv), Rolon 6,5, Lazovic 6 (dal 69' Sturaro 7); Sanabria 5,5 (dal 58' Pandev 7), Kouamé 6,5. All.Prandelli 7,5

Juventus (3-5-2): Perin 5,5; Caceres 5, Bonucci 5,5, Rugani 5; Cancelo 5,5 (dal 58' Bernardeschi 5,5), Emre Can 5,5, Pjanic 5,5, Bentancur 5 (dal 77' Spinazzola sv), Alex Sandro 5,5; Dybala 6, Mandzukic 5 (dal 72' Kean sv). All.Allegri 5,5

I migliori

Criscito 7

Il capitano e l'anima del Genoa. Da quella parte nel primo tempo si muove un cliente scomodo come Joao Cancelo, ma non fa una piega e gioca la solita partita di qualità e sostanza. Chiude e riparte, anche se è più attento alla fase difensiva, piuttosto che ad andare a supporto di Lazovic quando i rossoblu contrattaccano. Nella ripresa i bianconeri cambiano e lui deve fare a volte anche il centrale su Mandzukic o Dybala che si allargano da quella parte. Concentrato, preciso, puntuale, molto fortunato quando il var cancella il gol di Dybala. Lì aveva sbagliato, togliendo il pallone a Radu. 

Pandev 7

Prandelli azzecca i cambi e con i cambi vince la partita. Prima Sturaro e poi Pandev affondano la Juve e la costringono al primo ko in campionato. Ma quella del macedone è la mossa da maestro del tecnico di Orzinuovi. Toglie uno spento Sanabria e inserisce l'ex Lazio tra le linee, alle spalle di Pjanic e di fronte a Bonucci. In quello spazio sconquassa lo scacchiere tattico di Allegri. Serve la palla del vantaggio a Sturaro, poi scappa a Rugani e segna pure il gol del trionfo rossoblu con un diagonale imprendibile per Perin. Protagonista assoluto. 

Sturaro 7

Non giocava da una vita, dieci mesi, ci mette due minuti per segnare il gol dell'ex. Una storia incredibile, lui che nonostante le critiche spesso era diventato un giocatore su cui contare per Allegri. Poi gli infortuni e la fine della storia con la Juve. Il ritorno al Genoa, nella squadra in cui è cresciuto e di cui è tifoso. Il destino lo ripaga alla grande, dopo quasi un anno di sofferenza. Destro a giro piuttosto prevedibile che però rimbalza davanti a Perin e lo beffa. Un gol importante per lui che in Serie A non segnava dal 29 novembre 2015 contro il Palermo e con la maglia bianconera addosso. Importante anche il Genoa che non segnava da quasi 400'. Spiana la strada a un successo meritato.

Serie A, le pagelle di Genoa-JuveGetty Images

I peggiori

Mandzukic 5

Il riassunto della sua partita è il contrasto perso che dà avvio all'azione del vantaggio del Genoa. Molle, senza verve, completamente fuori condizione. Il croato è l'ombra di se stesso. Allegri lo toglie appena gli avversari vanno in vantaggio: molto probabilmente il cambio andava fatto prima. Dovrebbe essere il riferimento offensivo della squadra e invece svaria e rientra, sbagliando spesso l'interpretazione del ruolo. Non sta giocando da esterno e gli andrebbe detto. Sbaglia praticamente tutto. Partita da dimenticare.

Bentancur 5

L'uruguaiano non sta vivendo il suo miglior momento, è in una fase d'involuzione dopo aver giocato su alti livelli nella prima parte di stagione. È finito dietro nelle gerarchie di Allegri e la partita di Marassi dimostra anche perché. In ritardo quando deve coprire gli inserimenti di Rolon, troppo compassato, gioca al piccolo trotto e non basta. Non riesce a entrare in partita, a dare un contributo quantomeno sufficiente alla manovra della Juventus. 

Rugani 5

Arruffone, spesso in ritardo, patisce tantissimo i movimenti e la velocità di Kouamé. Non è facilitato dai compagni di reparto, perché né Bonucci e tantomeno Caceres lo aiutano. Perde quasi tutti i duelli con l'attaccante del Genoa, è lui che involontariamente serve il pallone del possibile vantaggio a Sanabria. Nella ripresa affonda definitivamente e Pandev lo brucia in occasione del 2-0 rossoblu. Allegri gli aveva preferito Emre Can nella difesa a tre contro l'Atletico: la prova del tedesco contro i Colchoneros e quella di oggi dell'ex Empoli sembrano certificare quella scelta del tecnico. 

Sanabria 5,5

Non incide, sembra scarico anche fisicamente. Kouamé si danna anima e corpo, allunga la difesa della Juve e combatte. Lui, invece, gira a largo, non entra mai davvero in gara. A metà primo tempo ha sul sinistro la palla del vantaggio, ma trova un grande Perin sulla sua strada. Lui potrebbe far meglio, ma sono anche tanti i meriti del portiere bianconero.  Il resto della sua partita è da spettatore non pagante, viene disinnescato senza problemi. Esce dopo nemmeno un'ora per far spazio a Pandev. Prandelli non poteva essere contento. 

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