Szczesny su Wilshere: "Così ubriaco da perdersi tra i cespugli"

Ospite del canale YouTube polacco Foot Truck il portiere della Juventus snocciola una serie di aneddoti sulle precedenti esperienze all'Arsenal e alla Roma.

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Prima di riuscire finalmente a imporsi nella Juventus, la squadra più forte d'Italia e tra le più forti d'Europa, Wojciech Szczesny ha affrontato in carriera un lungo percorso sempre in bilico tra rassegnazione e definitiva consacrazione: dal talentuoso adolescente nelle giovanili dell'Arsenal - esordio 20enne in Premier League contro il Manchester United -  al portiere titolare di una squadra dove gioca Cristiano Ronaldo e che sogna la Champions League il polacco ha finalmente completato una maturazione passata dalla Roma, club di cui ha difeso i pali per due stagioni.

Interrogato dal canale YouTube polacco Foot Truck il portiere bianconero ha snocciolato diversi gustosi aneddoti sulle sue esperienze nel mondo del calcio: partite e soprattutto emozioni, sogni realizzati e imprese vissute con le maglie di due squadre, Arsenal e Roma, in cui ha lasciato buoni ricordi e soprattutto grandi amicizie. La più forte, la più importante, quella con Jack Wilshere, talento della Premier League mai del tutto sbocciato per anni bandiera dei Gunners e oggi in forza al West Ham.

Jack è il mio migliore amico nel mondo del calcio insieme a Krychowiak. Al mio matrimonio era così ubriaco che si è perso nei boschi circostanti. Lo abbiamo cercato per due ore prima di trovarlo addormentato tra i cespugli.

Szczesny ricorda il periodo in Premier League

Tra Premier League e Roma, i ricordi di Szczesny

Le strade dei due si sono divise nel 2015 con il passaggio di Szczesny alla Roma e da quel momento hanno preso due chine nettamente differenti: il polacco si è imposto nella Juventus come erede di Buffon, Wilshere invece ha lasciato l'Arsenal cercando di rilanciarsi senza molta fortuna nel West Ham United, in cui gioca dalla scorsa estate. Per il numero uno bianconero, tuttavia, l'amico avrebbe avuto senza alcun dubbio le qualità per imporsi ad altissimi livelli.

Ha avuto un grave infortunio dal quale non è mai davvero guarito e che ha avuto tremende conseguenze su quelli successivi. Ma è uno dei più grandi talenti che abbia mai incontrato, ed è solo per i problemi fisici che oggi gioca nel West Ham invece che in uno dei più grandi club europei.

Di ben diverso tenore i pensieri che il polacco dedica a Robin Van Persie, che dell'Arsenal di Szczesny e Wilshere era il bomber prima di un trasferimento al Manchester United che sconvolse gli equilibri della Premier League.

Ogni tanto è una persona estremamente arrogante. Bisogna ammettere che quando se ne andò vinse immediatamente un trofeo, ma alla fine è finito in panchina e poi è andato in Turchia chiudendo così la sua carriera ad alto livello. Avrebbe potuto prendere decisioni diverse e conquistare qualcosa di più con l'Arsenal.

De Rossi abbraccia Szczesny

Nel 2015 Szczesny si trasferisce alla Roma, dove si impone come uno dei migliori portieri della Serie A guadagnandosi le attenzioni della Juventus. Anche in giallorosso ricordi agrodolci, tra una divertente giocata al casinò con Radja Nainggolan e una punzecchiatura nei confronti di Francesco Totti.

Nainggolan è divertente e ti fa divertire, in più è un grande giocatore. Ha una vita privata particolare, ma è il suo modo di essere e non penso sarebbe così forte se non vivesse come vuole. Una volta andammo a Montecarlo al Casinò, lui giocava e i soldi che vinceva me li infilavo in tasca, lui a un certo punto credeva di avere perso tutto e gli dissi che in realtà gli avevo messo da parte 200mila euro. Neanche se ne era accorto da com'era preso dal gioco!

Ecco poi la stoccata a Totti, già messo nel mirino dal polacco quando aveva sottolineato qualche giorno fa che il terzo portiere juventino Pinsoglio in 22 minuti di gioco aveva vinto più della bandiera della Roma in tutta la carriera.

Non so quanto facesse bene tutto quell'amore da parte dei tifosi nei confronti di Totti. Quando si riscaldava o entrava in campo per il pubblico iniziava una nuova partita, ma non faceva bene alla Roma. Per loro Totti, che è una leggenda, era più importante del club. Per me invece la vera anima dello spogliatoio, il vero capitano, è sempre stato Danele De Rossi.

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