Inter, parla Spalletti: "Derby? Niente paura, mica vogliono picchiarci"

Dopo lo 0-1 contro l'Eintracht il tecnico ha ammesso la superiorità dei rivali e introdotto il match di domenica: "Ce lo giochiamo"

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Il Luciano Spalletti che si presenta ai giornalisti per la conferenza stampa postpartita di Inter-Eintracht è un tecnico visibilmente nervoso, abbattuto e deluso. Sguardo basso come chi sa che la situazione adesso si fa molto complicata soprattutto dal punto di vista psicologico, voce che lascia trasparire una chiara incertezza su ciò che sarà da qui a fine stagione.

I nerazzurri sono fuori da tutto e adesso l'unico obiettivo rimasto è quello di qualificarsi per la prossima Champions League. Per farlo la squadra dovrà raccogliere le idee e gettare il cuore oltre l'ostacolo già a partire dal derby di domenica sera, quando a San Siro - contro un Milan in ottima forma - ci si giocherà una partita fondamentale sia per la classifica che per le gerarchie cittadine.

In vista del derby dobbiamo cercare di reagire e pensare positivamente, sono sicuro che la giochiamo. Paura? Nessuna: mica scendono in campo per picchiarci.

Spalletti in versione pompiere è l'unica speranza che resta a un gruppo decimato dalle assenze e dagli infortuni, una squadra che arriverà all'appuntamento del prossimo weekend con tanti dubbi ancora da risolvere. Il tecnico dovrà riflettere sulla formazione da proporre, considerando anche che mancheranno diversi uomini chiave come Mauro Icardi - ormai fermo da un mese - e probabilmente Marcelo Brozovic, che inizialmente verrà portato in panchina.

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Inter, Spalletti post Eintracht: "Loro nettamente superiori"

Poi parte l'analisi della partita persa 0-1 contro l'Eintracht, una squadra che tra andata e ritorno ha messo in mostra diverse individualità molto interessanti abbinando loro un certo predominio dal punto di vista fisico. Proprio per questo Spalletti non può che ammettere la sconfitta su tutta la linea:

Il gol subito a freddo ci ha innervositi e fatto perdere equilibrio. Fisicamente sono stati superiori e hanno vinto la maggior parte dei duelli, arrivando sempre prima sulle seconde palle. Ci è mancata qualità.

I primi dieci minuti di partita hanno palesato i molti limiti dell'Inter attuale: la squadra soffre molto di più l'intensità e l'aggressione avversaria rispetto all'inizio della stagione, a tal punto che quando l'Eintracht ha deciso di spingere è riuscito a creare diverse palle pulite per andare in gol, compresa l'azione che ha portato alla rete di Luka Jovic:

Siamo stati disordinati ma loro sono andati fortissimo. È stato complicato provare a recuperare, avremmo dovuto gestirla con più intelligenza portando lo 0-0 fino a 15 minuti dalla fine. Lì poi si poteva provare a vincere, invece abbiamo fatto solo confusione.

Il tutto nasce soprattutto dai cronici problemi di rosa, un'insieme di circostanze (tipo l'obbligo a tenere alcuni giocatori fuori lista) che hanno obbligato Spalletti a presentarsi al match in formazione rimaneggiata, sperando che alcuni dei ragazzi scesi in campo potessero dare il massimo pur non essendo in condizione. Problemi di singoli, dunque, che abbinati alla mancanza di personalità dimostrata sul terreno di gioco hanno portato all'inevitabile sconfitta. A tal proposito, il tecnico dell'Inter ha ammesso le sue responsabilità:

Colpa mia l'aver schierato Keita, era fuori da molto e gli manca un po' di ritmo. Problema di personalità? Quella te la costruisci con i risultati, perché più vinci e più aumenta la consapevolezza nei tuoi mezzi.

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