Inter, il bilancio parziale della stagione: resta solo la Champions

I nerazzurri sono fuori da tutto e possono concentrarsi sul campionato. L'obiettivo è entrare nelle prime quattro, nonostante il momento delicato e le tante assenze.

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Quando dopo cinque minuti di Inter-Eintracht Luka Jovic ha segnato la rete decisiva per il passaggio ai quarti di finale di Europa League dei tedeschi, le telecamere hanno indugiato per alcuni secondi su Luciano Spalletti. La faccia del tecnico nerazzurro, impietrito sul limite della sua area tecnica, era quella di chi stava rivivendo gli incubi di un anno fa, quando nello stesso periodo la squadra faticava a girare e si stava facendo inesorabilmente recuperare dalla Lazio. Il toscano ha poi cercato di incoraggiare i suoi, spronandoli durante tutto l'arco del match e provando a spingerli verso la rimonta.

Il dominio dell'Eintracht a San Siro dimostra come in questo preciso momento l'Inter sia una squadra in balia di sé stessa, un collettivo che in poche settimane ha dovuto salutare due dei tre obiettivi stagionali prefissati dalla società. Dopo la brutta eliminazione in Coppa Italia, arrivata ai calci di rigore contro la Lazio, ecco l'esclusione da un'Europa League nella quale i nerazzurri erano retrocessi dopo la debacle londinese in Champions League, una vera sliding door stagionale. La sconfitta di White Hart Lane ha minato le certezze di un gruppo che nella prima parte dell'annata aveva fatto intravedere alcune cose molto interessanti, giocando un fase a gruppi più che discreta e compromettendo la qualificazione nelle ultime due partite.

Le similitudini con l'anno passato sono molte e preoccupano parecchio: lo sa la dirigenza, che nelle scorse settimane è stata impegnata a occuparsi di situazioni molto delicate fuori dal campo, così come lo sa Spalletti, al quale ufficialmente è stata rinnovata ulteriormente la fiducia, ma in realtà – come peraltro ormai trapela da settimane dagli ambienti nerazzurri – la posizione del tecnico toscano sarebbe abbastanza in bilico. Sulla sua testa aleggiano figure ingombranti come quelle di Antonio Conte e José Mourinho, due suggestioni che a Milano non solo hanno preso seriamente in considerazione, ma addirittura paiono già essere state sondate attivamente da Marotta.

Mauro Icardi e Wanda Nara
Mauro Icardi in tribuna a San Siro: il bomber è diventato un caso

Inter, il punto sulla stagione: c'è da centrare la Champions League

A tutto ciò va aggiunto il cronico calo dei mesi invernali, un fattore talmente scontato che già a inizio anno i tifosi facevano calcoli in chiave Champions League dando per assodato che, una volta arrivati a gennaio, la squadra avrebbe mollato. Dal ritorno in campo dopo la sosta invernale, l'Inter ha messo insieme solo 11 punti in 8 partite, vincendo a fatica sul campo del Parma prima di centrare due successi casalinghi contro Sampdoria e Spal. Tre vittorie alle quali fanno da contraltare altrettante sconfitte, gravi non tanto per il risultato in sé ma per il modo nel quale sono maturate.

A Torino, quando Icardi e compagni sono stati sconfitti 1-0, il dato impressionante riguardava i tiri effettuati verso la porta di Sirigu: zero. Una statistica che ha fatto accendere spie di allarme poi confermate dalle uscite successive. La partita persa in casa contro il Bologna, invece, ha messo in luce la completa involuzione in fase realizzativa, un periodo durato quasi 360 minuti consecutivi e interrotto solo dalla prodezza di Lautaro Martinez nella serata del Tardini.

Spalletti ha provato a metterci mano mischiando le carte e facendo girare gli uomini lì davanti ma, siccome le disgrazie non arrivano mai da sole, in casa Inter è prontamente scoppiato il caso legato a Mauro Icardi, una sorta di telenovela con migliaia di puntate che a oggi non sembra ancora aver trovato una conclusione. Il centravanti argentino si è di fatto autoestromesso dalla squadra millantando un problema al ginocchio dopo che la società gli aveva comunicato di avergli tolto i gradi di capitano. Una decisione inevitabile, visto che la moglie-agente di Maurito durante la stagione non ha perso un'occasione per andare in tv a criticare l'operato del club.

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Caso Icardi, infortuni e gestione societaria

Nel momento del bisogno, come per esempio in occasione della doppia sfida all'Eintracht, il numero 9 ha deciso di tirarsi indietro lasciando la squadra da sola. Come ha ammesso lo stesso Spalletti, il momento dell'Inter è molto delicato perché in campo va gente non sempre in condizione, giocatori che mettono la professionalità davanti a tutto. Il che è un bene, ma non basta. Ora il rapporto con Icardi va assolutamente ricucito, come lo stesso tecnico ha già detto in passato invitando le due parti in causa a chiarirsi una volta per tutte.

In un periodo pieno di infortuni e squalifiche, il rientro nelle rotazioni dell'argentino sarebbe un toccasana per un gruppo martoriato anche dalle decisioni della UEFA, che quest'anno ha imposto delle limitazioni di rosa sulle iscrizioni alle liste europee. Tutto ciò ha messo in difficoltà Spalletti, costretto - per esempio - a gettare nella mischia un Keita Balde non ancora pronto per giocare 90 minuti, oppure a ridisegnare completamente il centrocampo dopo lo stop di Brozovic. Momenti  che ogni allenatore vive, è vero, ma l'impressione è che certe situazioni sia proprio l'Inter ad andarsele a cercare.

Negli ultimi tempi i tifosi si sono anche chiesti come e dove vadano ricercati i veri problemi. Risposta semplice: è una questione globale. Da una parte c'è una società relativamente recente che sta cercando di imporre un nuovo modello di gestione al quale ambiente e calciatori non erano abituati. Con l'approdo di Beppe Marotta sono lontani i tempi nei quali i tesserati potevano permettersi certe uscite con i media, ma la strada del pugno duro ha bisogno di tempo per essere assorbita e compresa da tutti (vedi proprio il caso Icardi).

Dall'altra, c'è uno spogliatoio che si è sgretolato in maniera fragorosa dividendosi in varie fazioni. In tal senso è significativo l'esempio legato al gol di Politano, che dopo aver segnato al Sassuolo ha imitato l'esultanza dell'ex capitano venendo immediatamente ripreso da Perisic con uno schiaffetto sulla testa. Pare quasi che nel gruppo ci siano pochi giocatori in grado di gestire certe pressioni e, proprio per questo, la società sta cercando di invertire la rotta buttandosi su profili alla Diego Godin, gente con carisma ed esperienza da vendere.

Un progetto globale come quello studiato da Suning ha però bisogno di un po' di tempo per cominciare a produrre qualcosa di positivo. In estate l'Inter uscirà dal regime di settlement agreement con la UEFA e potrà tornare a spendere, ma tutto sarà subordinato alla qualificazione in Champions League, un traguardo che consentirebbe al club molta più libertà di azione grazie ai ricavi da premi vari e botteghino. Insomma, nel momento peggiore i nerazzurri sono chiamati a ricompattarsi per chiudere in apnea l'ennesima stagione cominciata sotto auspici differenti.

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