Europa League, al Napoli un Arsenal affamato: Aubameyang è la stella

I Gunners, che in Europa non vincono da tantissimo tempo, sono una delle squadre favorite al successo. Emery in panchina sta facendo bene. E l'attacco fa paura.

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L’urna di Nyon ha sentenziato: ai quarti di finale di Europa League sarà Napoli contro Arsenal. La missione della squadra di Ancelotti riparte qui, la sconfitta indolore contro il Salisburgo è già alle spalle. La prima si giocherà in Inghilterra, il ritorno al San Paolo. Una bella sfida, ma il sorteggio poteva andare meglio: obiettivo la finale di Baku del prossimo 19 maggio.

I Gunners sono squadra forte e di tradizione, e soprattutto sono allenati da Unai Emery, l’allenatore con tre Coppe in bacheca nell’edizione 2014, 2015 e 2016: tre successi di seguito con il Siviglia. Contro il Rennes però hanno faticato, ma davanti fanno paura con Aubameyang, Lacazette e Ozil. Perforabile però, la difesa.

Due i precedenti recenti tra Napoli e Arsenal, non in Europa League, ma in Champions. Erano gli azzurri di Rafa Benitez in un girone di ferro: 2-0 all’andata per gli inglesi, 2-0 al ritorno per gli italiani, tutto equilibrato. Insigne e compagni non passarono il girone con 12 punti. 

Europa League, l'Arsenal contro il Napoli ai quarti di finaleGetty Images
Europa League, l'Arsenal contro il Napoli: i Gunners pronti alla sfida ai quarti

Europa League, Napoli contro Arsenal: i Gunners fanno paura

C’è poco da fare, l’Arsenal è una delle favorite per la vittoria di questa finale di Europa League, il Napoli però è grande squadra, lo dimostra da anni. I Gunners in campionato sono momentaneamente quarti, ad un punto dal Tottenham terzo. Con Emery in panchina, al suo primo anno, la squadra è cambiata molto, e la rosa è di livello. In Europa League il cammino è stato ottimo. Pesa però il 3-1 contro il Rennes ai sedicesimi, poi la rimonta e la vittoria per 3-0 con doppietta di Aubameyang e gol di Mitland-Niles. Uno scivolone che fa capire che l’Arsenal è sì, una squadra battibile.

Che squadra è quella di Emery?

Attenzione al modulo: difesa a tre, difesa a quattro, Emery cambia spesso. Dal 3-4-3, al 3-5-2. Ma quello più usato è il 4-2-3-1. In Europa League solo due sconfitte fin qui: 1-0 contro il Bate Borisov e appunto il 3-1 del Rennes. Squadra solida, ricca di giovani e di giocatori di esperienza. C’è voglia di arrivare sino in fondo, si cercano trofei dopo l’era Wenger. Il francese, sulla panchina dei londinesi per 22 anni, ha lasciato nella scorsa stagione. Ha vinto tanto, tantissimo, mai in Europa: tre Premier League, sette FA Cup, sette Community Shield, ma è mancato sempre un successo continentale di rilievo. Appena due i trofei internazionali nella storia dell'Arsenal: una Coppa delle Fiere (1970) e una Coppa delle Coppe del 1994.

Europa League, Aubameyang dell'Arsenal: capocannoniere della squadraGetty Images
Europa League, Aubameyang dell'Arsenal fa paura: Napoli avvisato

L’attacco fa paura con Aubameyang e Lacazette

L’Arsenal può vantare il terzo miglior attacco della Premier League dietro a Liverpool e Manchester City, il quinto in Europa League. Aubameyang è la stella: quattro reti in Europa, ben 17 in Premier. È al suo primo anno tra i Gunners e sta ripagando i 64 milioni spesi per prelevarlo dal Borussia Dortmund (ad oggi è il giocatore più costoso della storia del club). E poi c’è Alexandre Lacazette, altro pezzo da novanta dell’attacco di Emery. Trentotto presenze stagionali, 14 gol e 11 assist. In Europa League una sola firma, ma spaventa per velocità e tecnica.

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La variabile Mesut Ozil

Davanti c’è anche Mesut Ozil. Un giocatore che se in serata diventa imprendibile, se invece è in un momento no, l’Arsenal sembra giocare con uno meno in campo. In Europa un solo gol, alla prima contro i modestissimi ucraini del Vorskla. Fin qui non ha mai fatto veramente la differenza anche per problemi ad un ginocchio e alla schiena. Il rapporto con Emery non è mai decollato, l’allenatore lo mette sul patibolo: “Troppe ore giocate alla Play Station”. Ma qui il calcio si fa sul serio, e l’ex Gunners Petit, non le manda a dire:

Ha un grande talento, ma non ha personalità: non parla mai con i compagni, non mostra emozioni. Dopo i Mondiali ha lasciato anche la Nazionale. Gioca bene una partita su cinque. Credo abbia perso le motivazioni e sta aspettando il ritiro.

Il Napoli si augura davvero che sia così. L’Arsenal fa paura, gli Azzurri però hanno una voglia matta di giocarsela. Con Carlo Ancelotti, uno che di grandi partite ne sa qualcosa, tutto è possibile.

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