Champions League: come gioca l'Ajax, il prossimo avversario della Juve

Sarà l'Ajax l'avversario della Juventus ai quarti di Champions. La stella De Ligt e un attacco terribile, ecco i segreti del giocattolo di ten Hag.

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Dici Ajax e la mente va subito alla finale di Roma del '96, all'ultimo trionfo bianconero in Champions League. Il gol di Ravanelli e poi i calci di rigore che regalarono alla squadra di Lippi la seconda coppa della sua storia. Squadre diverse, storie diverse, turni diversi. Ma chissà che il destino non voglia mandare dei segnali. Il sorteggio poteva essere peggiore. Inutile nascondersi.

È vero che negli occhi c'è ancora l'impresa dei Lancieri al Bernabeu contro il Real Madrid, che mai aveva incassato un passivo così pesante in una fase a eliminazione diretta in Champions League. Il poker rifilato allo sgangherato Real di Solari ha fatto accendere i riflettori sulla squadra di Erik ten Hag.

L'Ajax ha eliminato la squadra più blasonata, quella che aveva vinto le ultime tre edizione della competizione, sicuramente non la stessa che però aveva vinto per esempio a Kiev il 26 maggio scorso. Mancava, in questo Real, quel Cristiano Ronaldo che ora Tadic e compagni si ritroveranno di fronte ai quarti, quel CR7 in grado di ribaltare l'Atletico Madrid e condurre la Juventus a una rimonta straordinaria. L'Ajax è arrivata ai quarti di Champions partendo dai preliminari ed eliminando Sturm Graz, Standard Liegi e Dinamo Kiev. In questa stagione di Champions ha perso solo una partita, quella all'andata contro il Real ad Amsterdam, passando come seconda in un girone con Bayern Monaco, Benifca e Aek Atene. Quattro vittorie, tre pareggi e appunto un ko finora.

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L'Ajax è squadra temibile. Ten Hag ha impostato i suoi con un 4-2-3-1 che ha il punto di forza soprattutto nell'imprevedibilità del reparto offensivo. Tadic, fantasista serbo cresciuto nel mito di Zidane e che con le sue magie al Bernabeu ha spinto Perez a richiamare Zidane sulla panchina del Real, funge da falso nueve con Ziyech e David Neres più larghi. Il serbo, con 19 gol, è il miglior marcatore della squadra. Van De Beek fa il pendono tra trequarti e mediana dove si muovo Schöne e De Jong. Gioiello che il Barcellona si è già assicurato per 70 milioni.

In difesa c'è un altro diamante già sgrezzato quel De Ligt che piace tanto anche alla Juventus, ma su cui i blaugrana paiono in vantaggio. Difensore elegante, fisico, capace di marcare e impostare con la stessa naturalezza. Dettaglio da non trascurare: deve ancora compiere 20 anni. Accanto a lui l'esperienza di Blind e sugli esterni Mazraoui e Tagliafico. In porta occhio a Onana. Estremo difensore capace di interventi straordinari, ma di altrettanto fragorosi svarioni.

L'Ajax è una squadra giovane, la più giovane rimasta in Champions League. L'età media supera di pochissimo i 24 anni (24,1 per l'esattezza). Il veterano è Huntelaar, classe '83, ancora a secco in Champions, ma capace di segnare comunque 15 gol in stagione. È la carta che Erik ten Hag si gioca nei finali, soprattutto quando c'è da rincorrere. O da gestire. E questo in campionato accade spesso. Anche se in Eredivise i Lancieri sono secondi alle spalle del PSV. 62 punti per la squadra di Amsterdam, 64 per quella di Eindhoven. L'Ajax, con 88 gol segnati in 25 partite, è per distacco il miglior attacco d'Olanda, ma il PSV fa meglio difensivamente: 16 gol subiti contro 21. Un dato rassicurante per la Juventus. I bianconeri negli ultimi nove precedenti contro l'Ajax sono imbattuti. L'ultimo successo olandese riasale al 1974. 

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L'attacco e Matthijs De Ligt, la stella della squadra

È proprio la fase offensiva dell'Ajax il pericolo da cui guardarsi. Quello impostato da Ten Hag è uno spartito che suona una sinfonia quasi perfetta, dove ogni strumento ha la sua partitura. Si è parlato di calcio totale, di gioco simile al leggendario Ajax di Cruijff e in realtà similitudini ce ne sono. Eccome. L'Ajax di oggi, seppur con meno talento di quella, si muove in sincro, senza mai perdere la bussola, difende e attacca con tutti gli uomini a disposizione, tiene le linee molto vicine ed è difficile da attaccare, ma soprattutto da difendere, perché tutti si muovono anche senza palla e nessuno rimane in attesa di ricevere il pallone sui piedi.

Il pallone va dove è previsto che vada e i movimenti sono in funzione di quella previsione. Tutto è studiato, nulla è improvvisazione. Pressione feroce, riconquista e si attacca in tanti. Così il Real è stato massacrato a domicilio. Gli interpreti offensivi poi sono di grande qualità. Zyiech è ormai una certezza, non è una freccia, ma ha doti tecniche e tattiche fuori dal comune. Chi invece è quasi imprendibile, soprattutto se in giornata, è il brasiliano Neres. Nato e cresciuto a San Paolo e nel San Paolo, a 19 anni l'Ajax lo prende e lo porta ad Amsterdam. Vale già oltre 50 milioni. Ha velocità supersonica e dribbling secco. 

Ma la stella più brillante è Matthijs De Ligt. Ha 19 anni, eppure a vederlo giocare sembra ne abbia almeno dieci di più. Doti di leadership e naturalezza nel fare anche le cose più complicate. Il Ceo dell'Ajax, Edwin Van der Sar, disse di lui qualche tempo fa:

È incredibile vederlo giocare e soprattutto pensare all'età che ha. Non fa mai passi indietro, cresce in modo esponenziale.

Su di lui si sono posati gli occhi di tutti i top club europei. Juventus compresa. Costa tantissimo e il prezzo è destinato a crescere ancora. Ha una forza fisica impressionate, sfiora il metro e novanta e questo gli permette di essere dominante nel gioco aereo. Ma il fatto di essere un colosso non lo rende macchinoso. Anzi. De Ligt si muove bene sul campo, con grazia e soprattutto ha un piede in grado di far ripartire sempre l'azione. È il primo regista della squadra. Uno dei difensori più forti d'Europa. Destinato a diventare il più forte.

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