SBK, a Buriram sarà ancora sfida tra Bautista e Rea

Nel weekend si corre il 2° round sula pista di Buriram. Se vuole vincere ancora, Bautista e la Ducati dovranno fare i conti con la Kawasaki di Rea, a quota 6 successi in Thailandia.

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A Buriram farà molto caldo. Il secondo round stagionale della SBK 2019 si disputerà tra venerdì e domenica in Thailandia, dove sono previsti 40 gradi all'ombra. Le temperature si alzeranno anche dopo il fuoco incandescente acceso a Phillip Island, con il dominio di Alvaro Bautista. La Ducati Panigale V4 R del rookie spagnolo è risultata nettamente la miglior moto in pista, in ogni turno tra prove e gare. Un uragano del genere non se l'aspettava nessuno. Johnny Rea è già abbastanza preoccupato e siamo solo alla seconda tappa su tredici della stagione, forse la più ostica dal punto di vista climatico.

Il Chang International Circuit è situato a circa quattro ore di auto da Bangkok, la capitale. Sin dalla prima edizione datata 2015 gli organizzatori hanno registrato veri boom di presenze sulle tribune, colme di entusiasmo e passione. La pista è caratterizzata da lunghi rettilinei, spezzati da brusche frenate. C'è anche una parte guidata, non considerata molto entusiasmante dai piloti. Trovare il set up ottimale a Buriram non è semplice, perché la differenza tra la sezione dritta e quella tutta curve è notevole ed i motori soffrono le altissime temperature atmosferiche.

Anche i piloti soffrono. Fondamentale è per loro una adeguata e calibrata idratazione, onde evitare collassi e perdite di concentrazione. Problema mai accusato da Jonathan Rea che, nelle scorse edizioni, ha totalizzato ben 6 vittorie in 8 partecipazioni. Il pluricampione SBK ha sofferto solo lo scorso anno, a causa di un problema a i freni, riuscendo comunque a trionfare nella prima manche. Agli avversari il nordirlandese sulla Ninja numero 1 ha lasciato solo le briciole, ma con l'arrivo di Bautista e della nuova Ducati V4 R i pronostici pendono a favore dello spagnolo. Johnny è, per ora, il primo degli inseguitori.

Bautista è in fuga con la Ducati, Rea difende il secondo gradino del podio di Phillp Island SBKGetty Images
Rea lotta con gli avversari per il secondo gradino del podio di Phillip Island SBK

Thailandia SBK, i pronostici dicono ancora Bautista

Nonostante Johnny Rea abbia vinto ben sei volta a Buriram, l'ago della bilancia pende a favore del ducatista Alvaro. Presentandosi nel paddock della SBK con una imprevedibile e perentoria tripletta, lo spagnolo iridato 125 nel 2006 ha sovvertito ogni valore in campo, se parliamo di leadership. Merito del suo talento e dell'esperienza maturata in MotoGP, certo. Merito anche, va detto, della nuova Ducati. La Panigale V4 R ha aperto l'era del "quattro" per la Casa bolognese, sbaragliano la concorrenza in Australia. 

Telaio da prototipo, motore potente ed elastico, allungo finale inarrivabile per le moto rivali. Sul rettilineo di Phillip Island Rea e gli altri inseguitori soffrivano non poco le furibonde doti di accelerazione offerte dalla Rossa, ben guidata nel misto dal numero 19. Le velocità massime parlavano chiaro - Ducati su tutte - ma ad impressionare era, non tanto quanto, ma come la V4 R le raggiungesse. Un vero missile da MotoGP.

Perlomeno, nelle mani di Bautista. Davies, Laverty e Rinaldi non hanno copiato le prestazioni dello spagnolo Aruba. Rea è, addirittura, andato su tutte le furie quando gli hanno chiesto cosa pensasse della nuova Ducati ufficiale. Le sue parole hanno lasciato il segno, in un duello in pista ed a parole tra lui ed il debuttante, che ha sorpreso e messo in difficoltà il Re delle derivate.

Al momento non vedo soluzioni per colmare la differenza di velocità tra la Kawasaki e la Ducati. Mi sento frustrato e non mi diverto affatto.

Se Rea piange, Bautista ride. E sorride. La (nuova) prima punta del team Aruba ufficiale ne ha ben donde, forte di una sicurezza infusa da una moto formidabile. Ora, però, tutti gli occhi della critica saranno puntati sul numero 19, chiamato a Buriram al secondo appello stagionale. Confermerà o, stavolta, le prenderà? nel frattempo lo spagnolo si gode il momento.

La Ducati V4 R è una vera MotoGP stradale, fantastica da guidare. Sto vivendo un sogno ed in Thailandia affronterò il weekend come ho sempre fatto sino ad oggi. La nostra strada è quella giusta.

Buriram, primo esame di riparazione per Davies, Sykes e Camier

A Phillip Island abbiamo visto un ottimo Marco Melandri con la Yamaha, un velocissimo Leon Haslam con la Ninja ZX-10RR e buonissimo prove da parte di Van Der Mark, Lowes e Cortese. Se ci aspettavamo certi risultati dai piloti su R1 e da Leon, non possiamo dire di aver pronosticato un affondamento tale di Davies. Il gallese, tra l'altro, non era al 100% della condizione fisica. Il feeling tra Chaz e la V4 R non è ancora da "mille ed una notte" e lui stesso lo ha ammesso.

Guido la moto al 45%, non ho la confidenza necessaria. Per andare meglio devo lavorare come un matto, ribaltando l'assetto in ogni sessione. Arriverò nel gruppo dei migliori, ma mi serve tempo

Vedremo se il tempo avrà la meglio su Davies che, peralto, vinse nel 2018 proprio laggiù in gara due. Sykes di tempo a disposizione da parte del team BMW Motorrad ne ha, anche se l'inglese scalpita. Nei guai con le gomme Pirelli in Australia, Tom è pronto a riscattarsi sulla pista thailandese, dove ha già vinto ed ottenuto importanti podi. Nel frattempo, a Monaco stanno preparando evoluzioni di motore per la nuovissima S1000 RR, che arriveranno solo in Europa.

Anche la Honda ha steccato a Phillip Island. Camier, Kiyonari e Del Bianco hanno lottato nel gruppo centrale, rimediando scivolate, distacchi importanti e qualche delusione. E dire che la HRC è ben intenta nei confronti del progetto SBK, con un programma serio e definito. I collaudi prestagionali sono stati effettuati dal team Althea Moriwaki proprio a Buriram, e questa potrebbe essere una buona carta in più da sfruttare nella tre giorni di gare.

Pirelli, tremila gomme per Buriram con il debutto della nuova SCX.

La Casa milanese Pirelli fornisce tutti i piloti in griglia, Supersport inclusa. In Thailandia saranno 3000 gli pneumatici a disposizione nel paddock, tra Superbike e 600. Per la categoria regina delle derivate, le misure dedicate all'anteriore saranno la 120/70 e la 125/70 con mescola soft, già portate in Australia. Presente pure la 125/70 in mescola media, nella versione SC2 di sviluppo X1071.

Per la ruota posteriore, ecco le misure 200760 e 200/65, entrambe di gamma SC0. La gomma da Superpole Race è la SCX, che garantirà ai piloti prestazioni paragonabili ad una qualifica per tutta la durata della sprint race, una delle tante novità della SBK 2019.

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