Champions League, la Premier domina nei quarti: il poker è servito

Tottenham, Liverpool e le due di Manchester sono gli alfieri del campionato più bello e competitivo al mondo, che riesce a preparare per gli scontri europei nel miglior modo possibile.

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Con le ultime partite Bayern Monaco-Liverpool e Barcellona-Lione, si è definita la griglia dei quarti di finale della Champions League. Guardando alle otto qualificate, salta subito agli occhi un’evidenza molto chiara: le quattro squadre inglesi sono tutte promosse al turno successivo, il che certifica la forza della Premier League, campionato di riferimento ormai in tutta Europa.

Il Tottenham di Pochettino, il Liverpool di Klopp, il Manchester United di Solskjaer e il  Manchester City di Guardiola sono i quattro alfieri del torneo migliore al mondo e quello che impressiona è quanto queste squadre siano differenti fra di loro, testimoniando che nel campionato inglese, oltre ad esserci quasi tutti i migliori migliori al mondo, ci sono anche le idee migliori dal punto di vista tattico e di atteggiamento in campo.

Affrontare ogni settimana i migliori giocatori al mondo, oltre a sfidare squadre tatticamente molto diverse da quello che è lo standard inglese, ormai completamente abbandonato, è molto stimolante ed è davvero allenante poi in campo internazionale. Per sintetizzare, potremmo dire che il City è la squadra che gioca il calcio migliore, lo United è quella con i calciatori che più di altri possono risolvere la partita con una giocata, il Liverpool è il miglior meccanismo oliato alla perfezione, mentre il Tottenham è il club che meglio unisce principi anglosassoni insieme a quelli latini. E tutte e quattro saranno durissime da affrontare ai quarti di finale.

Brutte gatte da pelare le quattro inglesi ai quarti di Champions League.Getty Images
Con il City, Guardiola vuole vincere tutto quello che è disponibile e guida la truppa delle squadre inglesi ai quarti della Champions League.

Predominio Premier League: le quattro squadre inglesi ai quarti di Champions League

La prima squadra inglese a qualificarsi per i quarti di finale di Champions League è stato il Tottenham, che aveva già ipotecato il passaggio del turno con un 3-0 a casalingo sul Borussia Dortmund. La squadra di Pochettino ha un gioco che ormai viene sviluppato a memoria, dopo cinque anni di conduzione tecnica da parte dell’allenatore argentino. Tutto ruota intorno al bomber, Harry Kane, un centravanti moderno se ce n’è uno, capace di fare qualsiasi cosa e avere medie realizzative spaventose.

Il pericolo di veder partire Pochettino per Madrid, sponda Real, è stato grande ma alla fine, con il ritorno di Zidane sulla panchina blanca, è stato scongiurato. Questo darà maggiore serenità alla squadra, che per essere al massimo ha bisogno solo di ritrovare il migliore Dele Alli, il calciatore che fra centrocampo e attacco può essere decisivo nell’innescare Kane.

La sorpresa più grande è stata senz'altro la vittoria a Parigi del Manchester United, con foto finale negli spogliatoi in cui Solskjaer, Cantona e Ferguson, tre grandi miti United, erano felici e sorridenti per un successo storico. Il Manchester United è la squadra che peggio ha condotto questa stagione, con la questione Mourinho contro Pogba e Martial a dominare spogliatoio e media, ripercuotendosi in campo.

Ora che tutto sembra più rasserenato, molti si sono dimenticati che lo United ha giocatori come i due francesi, poi Lukaku e Rashford, che possono decidere una partita con una giocata, assistiti da una più che buona borghesia calcistica come Shaw a sinistra, Lindelof in difesa e il sempre presente Matic davanti alla difesa. In questo momento affrontare il Manchester United non è semplice come tre mesi fa e il miracolo di Parigi darà di sicuro grande sicurezza ad un gruppo giovane che ne ha molto bisogno.

Il Liverpool invece sembra essere la squadra che meglio sa cosa può fare su un campo di calcio e deve fare per battere gli avversari. Contro il Bayern Monaco ha semplicemente giocato secondo i dettami di Klopp: velocità di pensiero, verticalità continua e riaggressione dopo aver perso palla. Nonostante i principi di Klopp e del suo calcio si conoscono, i tedeschi sono stati comunque travolti, perché è difficile fermare l’onda rossa.

Quello che può occupare la mente del Liverpool è la volontà fortissima di vincere finalmente un campionato dopo ben 29 anni. Ma giocare contro questo Liverpool in buona forma e senza difficoltà nello schierare l’undici migliore è davvero un guaio grosso da risolvere.

Se il Liverpool è la squadra più cosciente della sua forza, il Manchester City è quella che raggiunge i picchi di gioco più alti dell’intero lotto restante in Champions League. Guardiola e i suoi possono giocare partite o pezzi di esse a livelli celestiali, ma alcune volte hanno anche fasi di stanca in cui non riescono a giocare in modalità stand-by.

Tutto sta nel capire se Guardiola riesce a fargli tirare fuori il massimo in queste ultime cinque partite europee e allo stesso tempo a tenere una velocità costante anche in campionato, dove vorrebbero fare il back to back, vincendo due campionati consecutivi, cosa che non accade dal trittico di vittorie 2006-2009 del Manchester United.

Questo dato evidenzia ancora una volta quanto è difficile la Premier League e quanto è livellato verso l’alto un campionato dove bisogna giocarsi ogni partita al massimo possibile. Questo che potrebbe essere un problema, in ottica di riposo attivo prima degli incontri massacranti in Champions, sono invece dei test necessari per portare le squadre ad un livello a cui tutte le altre squadre e gli altri campionati aspirano.

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