Bayern Monaco, ripartire da zero: in arrivo la rivoluzione d'estate

L'eliminazione dalla Champions League rappresenta un fallimento sportivo ed economico per un club che sarà presto chiamato a rinnovarsi.

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Alla fine di Bayern Monaco - Liverpool, gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, i social network sono letteralmente insorti contro il club bavarese. Nemmeno i grossi problemi tecnici avuti da Facebook e Instagram hanno risparmiato dalle critiche la squadra di Niko Kovac, eliminato davanti alla propria gente con un 3-1 che non riflette nemmeno in pieno l'andamento della partita. Il dominio inglese all'Allianz Arena è stato totale, quasi come se solo i Reds avessero qualcosa da giocarsi.

Il Bayern incassa l'ennesima delusione stagionale e, adesso, deve pensare al futuro. Nonostante l'ottima rimonta in Bundesliga, dove Lewandowski e compagni viaggiano a pari punti con il Borussia Dortmund, è chiaro come l'obiettivo della società fosse in primis quello di fare più strada possibile a livello europeo. Andare avanti in Champions League significa più introiti da UEFA e botteghini, tutta liquidità fresca in vista di quella mezza rivoluzione annunciata che stravolgerà Monaco di Baviera durante la prossima estate.

Che in casa biancorossa ci fossero degli scricchiolii non è certo un mistero. Anzi, fino a oggi Kovac è stato molto bravo a mantenere l'equilibrio all'interno di un contesto che non lo ha mai amato particolarmente sin dall'inizio, nonostante il croato arrivasse con le stimmate dell'erede designato di Heynkess. Il vecchio Jupp però è difficilmente sostituibile: proprio per questo, nonostante le grandi cose fatte nelle tre stagioni all'Eintracht, il tecnico ha sempre avuto molte difficoltà in questa sua prima stagione in una big. Dover perennemente rincorrere ha fatto sprecare energie preziose in vista del rush finale, difficoltà che il Liverpool vice campione d'Europa ha saputo sfruttare alla grande.

Il tecnico del Bayern Monaco, Niko KovacGetty Images

Bayern Monaco, i tifosi contestano: in estate sarà rivoluzione

Il tracollo dell'Allianz Arena è principalmente fisico, dovuto a un calo generale di una condizione alla quale Kovac ha cercato di mettere mano nella breve sosta invernale della Bundesliga. In realtà i problemi si protraggono da tempo e, come si sussurra malignamente in Germania, anche Heynkess li aveva annusati per tempo. Se il santone di Moenchengladbach non si è fatto problemi a rifiutare la proposta di rinnovo barricandosi dietro a non precisati "motivi personali", il ct della Germania Joachim Low poco tempo fa ha provato a inquadrare il momento del Bayern Monaco.

Secondo il commissario tecnico della Mannschaft, lo sbaglio della società è sempre stato a monte e sarebbe da ricercare nella troppa riconoscenza verso il gruppo storico, legato a doppio filo alla conquista degli ultimi titoli. Ma il tempo passa e, a meno di un anno di distanza, la squadra che si giocava l'accesso alla finale di Champions League contro il Real Madrid si è completamente sgretolata. Se in patria le individualità bastano ancora a fare la differenza, in campo internazionale il divario con le big è decisamente più rimarcato.

Come se non bastasse, a questa presa di posizione Low ha deciso di far seguire un'azione concreta, escludendo dalle prossime convocazioni per le amichevoli della Germania tre veterani come Mats Hummels, Jerome Boateng e Thomas Muller. Un affronto che ai bavaresi non è andato affatto giù, tanto che Uli Hoeness ha chiesto al ct un confronto nel quale la società intende farsi motivare questa scelta.

Eppure questa non è la notizia peggiore del momento. Ad esempio, la sconfitta interna contro il Liverppol ha portato al definitivo ridimensionamento gente come Frank Ribery (sostituito dopo un primo tempo francamente deludente), Rafinha e Manuel Neuer, quest'ultimo tra i più bersagliati dopo la papera in occasione del primo gol di Mané.

Uno sguardo al mercato futuro: Pavard e Lucas Hernandez i primi innesti

Come si può provare a uscire da questa empasse? Il primo passo sarà quello di prendere coscienza del fatto che, per tornare veramente competitivi in campo internazionale, occorre cominciare un processo di ringiovanimento sensibile di una rosa alla quale rimangono poche cartucce da sparare. In tal senso si era già espresso a gennaio Karl-Heinz Rummenigge, quando aveva assicurato che il Bayern Monaco in estate sarebbe tornato protagonista sul mercato.

L'obiettivo è portare dei giocatori top in ogni ruolo, giovani ma pronti, da inserire subito ma con ampi margini di miglioramento. Per farlo si guarderà particolarmente verso l'estero, con un occhio però sempre molto attento sulla situazione interna, dove negli ultimi anni i bavaresi hanno fatto razzia di talento indebolendo ogni possibile competitor, talvolta chiudendo affari molto interessanti a parametro zero.

È il caso - per esempio - di Leon Goretzka, arrivato dallo Schalke 04 e ancora mai veramente convincente, non si capisce se per limiti suoi o per la poca fiducia riposta da chi di dovere. Il classe 1995 di Bochum è solo l'esempio di giocatore giovane che ultimamente sta facendo fatica a esprimersi in un contesto competitivo come quello del Bayern, una realtà che di recente ha tritato e risputato parecchio talento. Eccezioni? Ovviamente ce ne sono: Niklas Sule è diventato titolare inamovibile fin dall'inizio alla pari di Serge Gnabry, prestato all'Hoffenheim per una stagione dalla quale è rientrato più forte e pronto di prima.

Di questa categoria fa parte anche Kingsley Coman, la cui ascesa è stata al momento frenata da una brutta serie di infortuni, talmente gravi che di recente il ragazzo aveva paventato la drammatica decisione di smettere con il calcio. A gennaio è poi arrivato Alphonso Davies, millennial americano sul quale Kovac conta molto. Da questi nomi (con l'aggiunta di Renato Sanches) si dovrà ripartire per costruire il Bayern del futuro, una squadra che conterà sicuramente sull'innesto di Benjamin Pavard e (probabilmente) su Lucas Hernandez.

Il terzino sinistro dell'Atletico Madrid è l'obiettivo numero uno in vista della prossima sessione estiva di mercato, un profilo per il quale a Monaco di Baviera sono disposti a pagare addirittura gli 80 milioni di euro utili a far saltare la sua clausola rescissoria. Segno, come si diceva in precedenza, che si vuole tornare a spendere per non rischiare più stagioni simili a quella attuale. Il tutto con buona pace della riconoscenza, un gran sentimento decisamente anacronistico nel calcio di oggi. 

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