MotoGP, caso Ducati: la FIM deciderà prima del GP dell'Argentina

La FIM ha annunciato ufficialmente che entro il 31 marzo prenderà una decisione sul deflettore Ducati. La vittoria di Andrea Dovizioso resta sub judice.

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La Corte di Appello della MotoGP ha annunciato in un comunicato ufficiale che una decisione sul caso Ducati sarà presa entro il 31 marzo, prima del Gran Premio d'Argentina. Nel week-end di gara in Qatar quattro costruttori (Aprilia, Honda, KTM e Suzuki) hanno chiesto chiarimenti sul deflettore montato sul forcellone posteriore delle Desmosedici GP19 di Andrea Dovizioso, Danilo Petrucci e Jack Miller. Non avendo ricevuto risposte esaustive da Danny Aldridge, direttore tecnico Dorna, hanno ritenuto opportuno appellarsi alla Corte di Ginevra per avere chiarimenti in merito al regolamento sull'aerodinamica.

Inizialmente il FIM MotoGP Stewards Panel costituito da Freddy Spencer (IRTA), Bill Cumbow (FIM) e Ralf Bohnhorst (FIM) ha respinto le proteste ricevute dall'Aprilia Racing Team Gresini, da Red Bull KTM Factory Racing, Repsol Honda Team e dal Team Suzuki Ecstar. Questi costruttori hanno quindi presentato un ricorso presso gli Appeal Stewards FIM. In conformità con l'articolo 3.3.3.2 del Regolamento del Grand Prix del Campionato Mondiale FIM, i Commissari di ricorso FIM hanno rinviato la causa alla Corte d'appello della MotoGP. 

Andrea Dovizioso in griglia di partenza del GP del QatarGetty
Andrea Dovizioso in griglia di partenza del GP del Qatar

Uno dei casi più dibattuti della storia della MotoGP finisce nelle mani dei tre giudici appartenenti alla Commissione internazionale della FIM. Nei prossimi giorni sarà organizzata un'audizione con i rappresentanti delle squadre interessate e la decisione finale verrà presa prima del 31 marzo. Fino a quel momento la FIM si riserva di non rilasciare ulteriori comunicati.

Paolo Ciabatti direttore sportivo Ducati CorseGetty Images
Paolo Ciabatti, d.s. Ducati Corse

MotoGP, Ciabatti: "Il dispositivo è conforme al regolamento"

I vertici Ducati rimandano al mittente le accuse di irregolarità avanzate dai quattro costruttori. Pur a conoscenza della protesta alla vigilia del Gran Premio non hanno fatto dietrofront convinti di aver agito nella norma. Lo splitter montato sul forcellone posteriore aveva ottenuto il via libera dal direttore tecnico della MotoGP e tutti i costruttori hanno ricevuto una nota esplicativa. Paolo Ciabatti, direttore sportivo di Ducati Corse, è intervenuto a Radio 24 per ribadire le ragioni della Casa di Borgo Panigale.

Se avevano dei dubbi bisogna chiarirli nelle sedi opportune e a tempo debito. La circolare è del 2 marzo, avrebbero potuto sollevare problemi ed eccezioni, noi ci saremmo adeguati. E la persona delegata dalla FIM ha detto che la soluzione tecnica è conforme al regolamento. Appellarsi alla Corte vuol dire non tenere in considerazione la sua figura.

Il team italiano si è sempre mostrato all'avanguardia in materia di aerodinamica, riuscendo a muoversi sul sottile confine del regolamento per provare a colmare il gap dai grandi colossi nipponici. Da più parti si chiedono norme più chiare su ciò che sia possibile fare e non fare, rispettando il principio del contenimento dei costi. Ma in ballo c'è anche la meritata vittoria di Andrea Dovizioso e il sesto posto di Danilo Petrucci. Per il terzo anno consecutivo Ducati rischia di essere penalizzata nella ricerca e sviluppo di innovazioni tecnologiche. Aldilà di come finirà questa vicenda, che lascerà strascichi abbastanza profondi tra i team, l'impressione condivisa è che il team italiano dovrà lavorare per acquisire maggior peso politico nei piani alti del Motomondiale.

Andrea DoviziosoGetty
Andrea Dovizioso

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