Juventus, Bernardeschi alta qualità: Federico è diventato un campione

Migliore in campo contro l'Atletico Madrid dietro all'alieno Ronaldo, il Berna è esploso definitivamente. Grandi giocate e tanta sostanza. E la Nazionale di Mancini lo aspetta.

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Il bello del gioco del calcio? Vedere Cristiano Ronaldo fare tre gol in una notte magica di Champions League. Ma è anche ammirare Federico Bernardeschi illuminare la Juventus. Se tra le pagelle non sfiguri all'ombra di quell'Ira d’iddio di CR7, qualcosa vorrà pur dire. Cosa? Che il Berna è diventato un campione.

Dall’estate del 2017, quando dalla Fiorentina è passato al club bianconero, non aveva mai giocato una partita del genere. Per carità, tante belle prestazioni, bei gol. Eppure nella difficile sfida all’Atletico Madrid, pur non segnando, Federico è risultato uno dei migliori in campo. Un assist, un rigore procurato, giocate da dieci. Un trascinatore.

E così Allegri nella sua Juventus fa sedere Dybala in panchina e nel tridente schiera Bernardeschi. Uomo da tutta fascia, tecnica e polmoni. Meno giochetti rispetto al passato, più sostanza. Che in certe partite da dentro o fuori serve eccome. E ha funzionato. Dopo un anno e mezzo, il classe ’94 è diventato finalmente grande. 

Juventus, Bernardeschi in azione contro l'AtleticoGetty Images
Juventus, Bernardeschi in azione contro l'Atletico Madrid: super partita

Juventus, Bernardeschi da Firenze: l’artista che mancava 

È il 24 luglio del 2017, Federico Bernardeschi passa dalla Fiorentina alla Juventus per 40 milioni di euro. Ma tanti soldi non vogliono dire immediatamente "grande giocatore". Federico, dopo essere cresciuto piuttosto bene in una stagione in prestito a Crotone, torna a Firenze. Tre anni, grandi giocate, grandi gol. Il Brunelleschi, come lo rinominano i tifosi viola in onore del genio fiorentino, impressiona. E così il club bianconero è la grande occasione. Alla prima stagione 31 presenze, 5 gol e 6 assist. Stare alla Juve non è come alla Fiorentina: non è sempre titolare, la concorrenza è alta e la squadra non gira solo intorno a lui.

Juventus, Bernardeschi e Cristiano Ronaldo dopo il match contro l'AtleticoGetty Images
Juventus, Bernardeschi e Cristiano Ronaldo: i due festeggiano la vittoria

Nel 2018 ecco pure Cristiano Ronaldo, l’attacco è zona affollata. Lui si allena forte, si fa sempre trovare pronto. Allegri lo coccola, a volte però lo striglia in mondovisione. E quando il gioco si fa duro, lui c’è. Juventus-Atletico Madrid è la partita più importante della stagione: 3 tiri, 3 dribbling, 20 passaggi, un assist e un rigore procurato. Notte magica pure per lui accanto a Re Ronaldo. Fa l’ingegnere al servizio del regno. Costruisce gioco come Brunelleschi architettava e costruiva Firenze.

Il calcio italiano

Un Bernadeschi così è un bel vedere anche per la Nazionale di Roberto Mancini. Che sia lui il volto del rinascimento del calcio italiano, proprio come fu (ancora arte e pallone, non è blasfemia) Brunelleschi per il rinascimento fiorentino insieme a Donatello e Masaccio? Federico, poi Spinazzola, e se guardiamo altrove ci sono anche Zaniolo e Barella. Talenti veri, pronti per una grande Italia. Basta una partita per rendersi conto di tutte queste enormi potenzialità.

Berna a Madrid ha fatto un discorso alla squadra. Sì, lui ha spiegato ai vari Chiellini, Bonucci, Cristiano Ronaldo, Emre Can e Matuidi che la rimonta era lì, tra i loro tifosi, ad aspettare. Il silenzio nello spogliatoio del Wanda Metropolitano era assordante. Forse già sapeva di giocare titolare e che avrebbe sfoderato una grande prestazione. Pure profeta.

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