Lewandowski da record: è il giocatore più prolifico della Bundesliga

Con la doppietta segnata al Wolfsburg il centravanti polacco supera Claudio Pizarro nella classifica all time dei bomber del massimo campionato tedesco.

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Robert Lewandowski non dimenticherà facilmente il turno di Bundesliga appena andato in archivio: grazie alla sua doppietta, decisiva nel travolgere 6-0 il malcapitato Wolfsburg, il centravanti polacco è diventato lo straniero a segnare più gol in tutta la storia del massimo campionato tedesco. Il più prolifico, già, e non poteva essere altrimenti, vista la grande continuità di prestazione degli ultimi anni che lo ha proiettato direttamente nell'Olimpo dei bomber mondiali.

Con quelle segnati sabato pomeriggio, Lewandowski sale a quota 196 reti e stacca (definitivamente?) il peruviano Claudio Pizarro, un altro calciatore che - anche se viene universalmente riconosciuto come simbolo del Werder Brema - qualche anno al Bayern Monaco se l'è fatto, facendosi amare anche da una tifoseria esigente come quella bavarese. Di questi gol, ben 122 sono arrivati con la maglia del Borussia Dortmund, la squadra che più di tutte ha creduto in lui portandolo in Germania nell'estate del 2010, quando ancora era uno sconosciuto.

Il suo stile di gioco, che lo inserisce nella categoria dei centravanti moderni, ha subito attecchito in un campionato come la Bundesliga, nel quale la proposta di calcio offensivo esalta le caratteristiche di un finalizzatore come lui. In nove stagioni è riuscito ad andare in doppia cifra per ben otto volte, con la sola eccezione del primo anno dove al BVB era ancora considerato una riserva. I successi recenti del Borussia sono in buona parte da ascrivere a lui, che insieme a Mario Gotze e Jurgen Klopp ha scritto una parte importante della storia moderna giallonera.

Robert Lewandowski festeggia uno dei gol segnati al WolfsburgGetty Images

Lewandowski fa 196 in Bundesliga: nessuno meglio di lui

Lewandowski è un giocatore di cui si parla molto poco e non è difficile capirne i motivi: il fatto che giochi in un campionato dove risulta dominante, spesso senza dover nemmeno strafare, non lo aiuta affatto. Arrivato alla soglia dei 200 gol, il polacco può dire di essersi messo dietro alcuni giocatori stranieri che hanno fatto la storia del movimento tedesco, contribuendo in maniera decisiva a farlo crescere anno dopo anno e creando un interesse che fino a una decina di anni fa era ancora da sviluppare.

La sua storia ha vissuto di tante sliding door, ma quella decisiva è stata quella che lo ha portato al Bayern Monaco. Negli anni i bavaresi hanno messo in pratica un processo di indebolimento delle competitor, facendo razzia dei top player in tutto il territorio locale. Quando nel gennaio del 2014 il direttore tecnico del Bayern,  Karl-Heinz Rummenigge, annuncia di averlo bloccato a parametro zero, i tifosi del BVB non la prendono benissimo, perché nell'immaginario collettivo Lewandowski è quello che solo pochi mesi prima aveva perso la finale di Champions League proprio contro la squadra che poi lo ingaggerà da lì a breve.

L'annata 2012/13 non è la più prolifica, ma sicuramente rappresenta la stagione manifesto di un attaccante partito dalla provincia polacca e diventato dominante, perché inizia con una finale di Supercoppa tedesca decisa da un suo gol e termina con la sfortunata finale di Wembley, alla quale il Borussia Dortmund arriva distruggendo il Real Madrid grazie a una storica quaterna proprio di Lewandowski. Che - prima di approdare al Bayern - ha nei bavaresi una delle sue vittime preferite, tanto che nel biennio 2012-14 diventa un vero e proprio incubo strappandogli una Bundesliga e due coppe nazionali.

Se non possiamo combatterlo, uniamoci a lui: è questo che devono aver pensato a Monaco di Baviera quando, con una mossa che il BVB in seguito definirà scorretta, il giocatore viene strappato di fatto all'unica squadra che aveva dimostrato di tenere loro testa in quel periodo. Dopo quattro stagioni in rossoblu, il polacco ha già vinto otto titoli ed è ancora in lizza per arricchire il suo palmares personale da qui a fine stagione. Nel frattempo però ha conquistato finalmente un primato importante, consacrandosi come uno dei migliori attaccanti al mondo.

Adesso, arrivato alle soglie dei 31 anni Lewandowski potrebbe anche decidere di provare una nuova sfida, magari accettando la corte spietata del Real Madrid, club nel quale sognava di giocare ai tempi del Delta Varsavia, una piccola realtà con sede nella remota periferia della sua città natale. Una periferia che gli ha permesso di conquistarsi la chiamata del Legia - suo primo amore a livello di tifo - e poi quella Lech Poznan, che lo ha ceduto al BVB per 4 milioni di euro poi utilizzati a risistemare il proprio centro sportivo. Oggi quei tempi sembrano molto lontani, ma il numero 9 del Bayern il vizio non lo ha ancora perso. Sono 196: complimenti Robert!

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