Formula 1, Binotto: "Ferrari, battiamo Mercedes e apriamo un ciclo"

Il nuovo team principal non nasconde le ambizioni della scuderia di Maranello, ma placa gli entusiasmi dopo i test di Barcellona: la Mercedes è ancora la squadra da battere.

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Mancano ormai pochi giorni all'inizio del campionato Formula 1 2019. Venerdì scatteranno i primi due turni di Prove Libere del Gran Premio d'Australia, ormai consueto appuntamento inaugurale della stagione.

Oltre che sulla Mercedes, campione del mondo in carica e dominatrice da cinque anni, i riflettori saranno ovviamente puntati anche sulla Ferrari. La scuderia di Maranello è attesa ad un salto di qualità nel 2019: non vince il titolo piloti dal 2007 e quello costruttori dal 2008. Dopo tanti investimenti per creare una monoposto vincente e i cambiamenti interni per rendere la struttura migliore, è ora di capitalizzare.

La promozione di Mattia Binotto al ruolo di team principal è una delle novità più interessanti della Ferrari, assieme all'arrivo di Charles Leclerc al posto di Kimi Raikkonen come compagno di Sebastian Vettel. La SF90 è andata forte nei test, ma è in gara che vedremo i reali valori in pista. Bisogna attendere il weekend di Melbourne.

Mattia Binotto Charles Leclerc Ferrari Formula 1 2019Getty Images
Mattia Binotto e Charles Leclerc

Formula 1 2019, Binotto spiega le ambizioni Ferrari

La Ferrari vuole tornare a vincere il Mondiale di Formula 1. C'è la consapevolezza di doversi scontrare contro una forza come quella della Mercedes (senza dimenticare il terzo incomodo Red Bull) ma anche quella di potercela fare. Binotto in un'intervista al Corriere della Sera non ha nascosto le ambizioni della scuderia di Maranello.

Credo che la squadra da battere sia ancora la Mercedes. Siamo un gruppo giovane, conosciamo i nostri obiettivi ma dovremo dimostrare di essere uniti nelle difficoltà. Il nostro obiettivo è spostare la palla dall’altra parte del campo: non siamo qui per vincere una stagione, siamo qua per aprire un ciclo.

Il team principal della Ferrari ritiene che i campioni in carica siano ancora i favoriti e non potrebbe essere diversamente. I test positivi effettuati a Barcellona non hanno provocato alcuna illusione: il cammino verso il ritorno al successo non sarà affatto semplice. Tuttavia, la casa di Maranello ha lavorato con grande impegno per realizzare una monoposto più forte che nel 2018, andando a migliorare quegli aspetti che la rendevano inferiore alla Mercedes in alcune aree.

La SF90 ha una stabilità aerodinamica importante. È un elemento che abbiamo ricercato perché era una delle difficoltà della vettura della scorsa stagione.

Binotto è assolutamente motivato in vista del campionato Formula 1 2019: in Ferrari ha fatto la gavetta ed è arrivato ad occupare ruoli di grande responsabilità. Dal 2016 era direttore tecnico ed è divenuto ora il successore di Maurizio Arrivabene. Ha ammesso che proprio con l'ex team principal c'era stato qualche problema generato da idee diverse.

Ritenevo di non essere più nelle condizioni di esercitare bene il mio mestiere, e l’ho reso noto. E che questa non fosse solo una difficoltà mia, ma riguardasse tutto il gruppo. Anche perché se un direttore tecnico non lavora al meglio, tutto si riflette su quelli che coordina. E’ vero: altre scuderie mi hanno cercato perché la mia esperienza ha valore in F1.

Adesso c'è il 49enne ingegnere italo-svizzero a capo della gestione della scuderia e ha la grande occasione di dimostrare il proprio valore anche in tale posizione. Il suo sogno e quello di tutta la Ferrari è quello di aprire un ciclo vincente come quello di inizio anni 2000 con Michael Schumacher e una squadra capitanata da figure che hanno fatto la storia come Jean Todt e Ross Brawn.

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