NBA: Danilo Gallinari, talento, classe e leader "di sfondamento"

Danilo Gallinari è leader in attacco e difesa per i Clippers grazie al suo talento, ma ora è anche mr.sfondamento.

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L’NBA è una lega bellissima ma anche spietata in alcuni momenti, così come anche l’opinione degli italiani che storicamente hanno la capacità di appiccicare etichette in men che non si dica. Danilo Gallinari è partito dall’essere il miglior prospetto della storia, la grande speranza tricolore in NBA, a giocatore troppo debole fisicamente, per diventare poi un potenziale All Star con cordata di voti nazionali passando per un reietto della maglia azzurra e concludere di nuovo con l’essere osannato da tutti.

All’interno degli (innumerevoli) milioni di dollari che i contratti NBA mettono sul tavolo, c’è anche una quota dedicata a gestire questo tipo di pressioni. Ora che Danilo è sano, può giocare con continuità e ha la mente libera da ogni eventuale pressione mediatica, sta mettendo insieme una stagione incredibile per rendimento e costanza, aggiungendo in molte situazioni anche leadership. Per noi che facesse parte degli All Star era quasi automatico e anche se la kermesse di febbraio non lo ha mai avuto come invitato, c’è da credere fermamente che la sua presenza non sarebbe affatto inopportuna.

In questa stagione, assieme a Lou Williams e in parte a Montrezl Harrell, è stato l’anima, il cuore e la testa dei Los Angeles Clippers che stanno stupendo oltre ogni aspettativa. Le sue prestazioni stanno rendendo Jerry West orgoglioso di averlo come spalla di due potenziali stelle che potrebbero arrivare in estate e vedendo come gestisce i finali di partita potrebbe pensarlo addirittura a volte come Batman e non solo come Robin.

Danilo e la voglia di essere decisivoGetty Images

NBA: attaccante di “sfondamento”

I Clippers hanno appena battuto gli Oklahoma City Thunder in uno scontro dal chiaro sapore playoff con un finale punto a punto. Le giocate decisive sono arrivate in gran parte proprio da Danilo, che ha inscenato dapprima un clinic offensivo con Lou Williams per aprirlo alla tripla aperta con un assist e poi mettendosi in proprio con una soluzione di tecnica e talento che definiremmo…alla Gallo.

Essendo lui un competitor e soprattutto un giocatore a 360°, il suo apporto non si limita solo ai canestri, infatti sta cominciando a decidere le partite anche con la difesa e la capacità di subire sfondamenti nei momenti chiave. Solo qualche giorno fa a Sacramento ha compiuto una delle giocate difensive dell’anno subendo nel finale uno sfondamento in contropiede uno contro due da Harrison Barnes, mentre due notti fa si è ripetuto proprio contro i Thunder lucrando un altro sfondamento a Russell Westbrook nei secondi decisivi del match, griffando la vittoria anche con la difesa e facendola diventare un vero e proprio marchio di fabbrica.

Italian “genuino”

Si sa che in NBA ci si mette poco a creare un tormentone (come Luka Doncic insegna), il video girato dai Clippers su Danilo sta già diventando virale, perché in questi nove minuti biografici sul ragazzo da Graffignana, il papà Vittorio esordisce con “genuino” che sarà poi anche il titolo del video. Si ripercorre la sua carriera dai primi passi di Milano, ai Knicks, sino ai Clippers passando da Denver in un ottovolante di emozioni per chi, come noi italiani, lo segue e fa il tifo per lui da quella sesta chiamata recitata da Stern a favore dei Knicks.

L’unico problema che non ha permesso al Gallo di essere già nell’olimpo dei grandissimi stranieri passati per l’NBA è la salute. Gli infortuni sono il più grande rimpianto che personalmente ha, sapendo che questi ne hanno modificato sostanzialmente la carriera. Oggi è il faro dei Clippers che hanno cambiato pelle almeno tre volte nel corso della stagione. Lui c’è sempre stato, li ha sempre guidati e ancora con forza combatte ogni partita per portarli ai playoffs tra lo scetticismo generale che dalla trade deadline li pervade. È un leader, forse sui generis, ma pur sempre leader e quando sta bene fisicamente se ne accorgono tutti. La speranza più profonda è che lo scotto con la malasorte sia già stato completamente pagato e che ora possa davvero (magari l’anno prossimo) giocare per il titolo da protagonista. Perché se lo merita. Perché è il nostro Gallo.

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