Roma, le mosse di Monchi: cessioni illustri e l'intuizione Zaniolo

Monchi non è riuscito a trapiantare a Roma il metodo che lo aveva fatto grande a Siviglia. Le cessioni di Salah, Allison, Strootman e Nainggolan hanno minato il rapporto con l'ambiente.

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Ramon Monchi era arrivato a Roma accolto come l'uomo in grado di portare la Roma finalmente nel pantheon del calcio europeo. Lui che a Siviglia, a casa sua, si era prodotto in un lavoro straordinario che aveva portato il club andaluso dalla cadetteria fino alla vittoria di otto titoli tra cui cinque Europa League e una Supercoppa europea. Scovare talenti, far crescere il settore giovanile: valorizzare i giocatori, far sì che facciano le fortune della propria squadra e poi rivenderli a peso d'oro per finanziare società e mercato. 

Monchi era questo. Nessuno poteva e doveva aspettarsi altro. A Siviglia si era mosso su questo binario. Pensiamo a nomi come Dani Alves, Sergio Ramos, Ivan Rakitic, Jesus Navas, ma anche Luis Alberto, Perotti, Kondogbia, Bacca, Fazio, Reyes, Negredo, Luis Fabiano, Denis Suarez e tanti altri. 

Monchi però a Siviglia aveva trovato un ambiente particolare, dove fare calcio è molto più semplice che a Roma, aveva indovinato le mosse e gli era stato concesso tempo anche per sbagliare. Questo aveva condotto ai successi che, invece, nella Capitale non sono mai arrivati. Anche se mettendo la lente d'ingrandimento sul lavoro dell'ormai ex ds giallorosso ci sono un terzo posto in campionato e una semifinale di Champions League. 

Roma, il metodo Monchi non vaGetty Images

Roma, il metodo Monchi e un rapporto mai nato

Monchi paga le pressioni di una piazza che si è sentita tradita dalle tante cessioni illustri di queste ultime sessioni, anche se c'è da dire che non è un ds che decide di vendere bensì la proprietà in base a quelle che ritiene le necessità di cassa. Pallotta avrebbe continuato con lui, ma lo spagnolo si è sentito delegittimato dalla scelta di esonerare Di Francesco con cui contava di andare avanti almeno fino a maggio.

Lo spagnolo si era insediato a Trigoria il 24 aprile 2017, dopo l'addio traumatico di Walter Sabatini, giusto in tempo per l'addio al calcio di Francesco Totti e la sofferta qualificazione in Champions League nell'ultima sfida col Genoa. Fa quasi spavento leggere la formazione della Roma versione 2016/2017: Sczcesny o Allison; Florenzi, Manolas, Rudiger, Emerson; Strootman, De Rossi (Paredes); Nainggolan, Salah, Dzeko, Perotti. Una squadra che oggi forse non riuscirebbe a contendere lo scudetto alla Juve, ma forse non sarebbe quinta in classifica. 

È ovvio che il bilancio è negativo. A oggi l'impoverimento tecnico della squadra è innegabile. Pensare che la Roma potesse tenere in panchina un portiere come Allison fa riflettere molto su quanto potenziale avesse la squadra all'arrivo di Monchi e quanto con una politica societaria non volta solo alle plusvalenze si potesse ambire a traguardi diversi da quelli attuali. Monchi se ne va quasi col un sospiro di sollievo dell'ambiente romanista. Dopo essere stato accolto (e questo accade spesso) come il salvatore della patria. 

Roma, addio StrootmanGetty Images

Tutte le mosse di Monchi

La prima estate da ds di Monchi è segnata dall'addio di Spalletti e l'arrivo di Eusebio Di Francesco in panchina. Scelta coraggiosa, all'insegna del bel calcio che l'ex ala dello Scudetto aveva mostrato a Sassuolo. Ma anche la squadra subisce un importante restilyng. Salutano Salah, che va al Liverpool per 42 milioni più 8 di bonus, Rudiger, che approda al Chelsea per 35 milioni, Mario Rui (al Napoli per 5 milioni) e Leandro Paredes,che viene ceduto per 24 milioni allo Zenit. A gennaio andrà via anche Emerson Palmieri che raggiungerà Rudiger al Chelsea per un incasso di 20 milioni.

Monchi a questo punto può operare in entrata e così arrivano Kolarov (5 milioni dal City), Defrel e Pellegrini dal Sassuolo per un totale di 30 milioni, Gonalons dal Lione per 5 milioni, Cengiz Under per quasi 14 milioni dal Basaksehir e per la stessa cifra Karsdorp dal Feyenoord. Ma soprattutto arriva Patrick Schick per 40 milioni dalla Sampdoria. Curiosa la parabola di Hector Moreno: il centrale arriva in estate dal PSV, non gioca mai e a gennaio se ne va alla Real Sociedad. 

I risultati comunque soddisfacenti attenuano la rabbia per gli addii di giocatori fenomenali come Salah e altri molto forti come Paredes e Rudiger. Ma è nella sessione estiva che anticipa la stagione in corso che il rapporto tra Monchi e l'ambiente Roma va in frantumi. Allison, dopo diverse rassicurazioni sul fatto che non si sarebbe mai mosso da Trigoria, viene ceduto al Liverpool per oltre 60 milioni di euro. Al suo posto viene preso Robin Olsen dal Copenaghen per 8,5. La goccia che fa traboccare il vaso è la cessione, a mercato in entrata ormai chiuso e campionato iniziato, di Kevin Strootman al Marsiglia per 25 milioni. Non un fenomeno l'olandese, ma un giocatore con caratteristiche uniche nel centrocampo giallorosso e soprattutto uno dei leader dello spogliatoio. Cessioni amare, come quella di Radja Nainggolan, idolo della piazza e venduto all'Inter per 24 milioni più Santon e Nicolò Zaniolo.

E forse proprio il ragazzino classe '99 è il capolavoro di Monchi (che però inizialmente spingeva per avere il portiere Radu). Il ds spende quasi 100 milioni di euro per arrivare a Nzonzi, Kluivert, Cristante e Pastore. Inutile dire che a oggi il bilancio è sicuramente fallimentare. La Roma acquista anche Mirante (nell'ambito della cessione di Skorupski), Ante Coric dalla Dinamo Zagabria per 6 milioni e Ivan Marcano a parametro zero dal Porto. Da segnalare le cessioni di giocatori ormai fuori dal progetto come Iturbe, Bruno Peres, Defrel e Zukanovic.

Roma, le vendite di MonchiGetty Images
Roma, le cessioni di Monchi

Tutte le cessioni di Monchi

  • Salah (Liverpool, 50 milioni)
  • Szczesny (Arsenal, fine prestito)
  • Rudiger (Chelsea, 35 milioni)
  • Emerson (Chelsea, 20 milioni)
  • Paredes (Zenit, 23 milioni)
  • Mario Rui (Napoli, 5,5 milioni)
  • Doumbia (Sporting, 3 milioni)
  • Vainqueur (Antalyaspor, 0,5 milioni)
  • Ricci (Sassuolo, 3 milioni)
  • Frattesi (Sassulo, 5 milioni)
  • Marchizza (Sassuolo, 4,5 milioni)
  • Hector Moreno (Real Sociedad 5,9 milioni)
  • Kevin Strootman (OM, 25 milioni)
  • Radja Nainggolan (Inter, 38 milioni)
  • Allison Becker (Liverpool 62,5 milioni)
  • Skorupski (Bologna, 9 milioni)
  • Gonalons (Siviglia, prestito)
  • Defrel (Samp, 1,5 milioni e DDR a 18,5 milioni)
  • Iturbe (Tijuana, 3,8 milioni)
  • Zukanovic (Genoa, 1,5 milioni)
  • Bruno Peres (San Paolo, 1,4 milioni e DDR a 6 milioni)
  • Machìn (Pescara, 0,8 milioni)
Roma, tutti gli acquisti di MonchiGetty Images

Tutti gli acquisti di Monchi

  • Patrick Schick (Samp, 40 milioni)
  • Defrel (Sassuolo, 20 milioni)
  • Kluivert (Ajax, 18,5 milioni)
  • Pastore (PSG, 24 milioni)
  • Nzonzi (Siviglia, 26 milioni)
  • Pellegrini (Sassuolo, 10 milioni)
  • Kolarov (City, 5 milioni)
  • Karsdorp (Feyenoord, 14 milioni)
  • Cengiz Under (Basaksehir, 13,5 milioni)
  • Gonalons (Lione, 5 milioni)
  • Olsen (Copenaghen, 8,5 milioni)
  • Cristante (Atalanta, 30 milioni)
  • Zaniolo (Inter, 4,5 milioni)
  • Santon (Inter, 9,5 milioni)
  • Coric (D.Zagabria, 6 milioni)
  • Mirante (Bologna, 4 milioni)
  • Fuzato (Palmeiras, 0,5 milioni)
  • Marcano (Porto, 0)
  • Hector Moreno (PSV, 5,7 milioni)

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