Come giocherà la Roma con Claudio Ranieri in panchina: torna il 4-4-2?

Il modulo preferito del nuovo tecnico potrebbe essere alternato al 4-2-3-1, come accadde nella stagione 2009/10. Meno possibilità per il rombo a centrocampo e la difesa a tre.

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A otto anni di distanza dalle dimissioni presentate a Rosella Sensi, Claudio Ranieri torna alla Roma per iniziare la sua terza avventura nella Capitale, la seconda come allenatore. Dopo lo Scudetto sfiorato al primo anno e una stagione successiva povera di soddisfazioni, il tecnico testaccino si riveste di giallorosso prendendo una squadra reduce dall'eliminazione in Champions League.

Tante cose sono cambiate dal 2011 a oggi, basti pensare che di quella Roma è rimasto il solo De Rossi. Ma anche la reputazione di Ranieri è diversa, se prima era uno che “a settant'anni non aveva mai vinto niente di importante” (così disse Mourinho), ora nel suo biglietto da visita compare il miracolo Leicester. Roba mica da tutti. Pure stavolta “King Claudio” entrerà in corsa a campionato iniziato: nel 2009 sostituì Spalletti ai primi di settembre, adesso avrà quasi tre mesi per guadagnarsi la riconferma. Dodici partite per portare nell'Europa che conta davvero una squadra da ricostruire mentalmente e tatticamente.

Proprio Ranieri aveva difeso l'operato di Di Francesco a inizio stagione, criticando in modo nemmeno troppo velato le scelte della dirigenza in fase di calciomercato. L'amore per la Roma ha avuto però la meglio, e il richiamo della sua città è stato troppo forte per rispondere negativamente alla chiamata della società capitolina.

Roma, RanieriGettyImages
Ritorno all'Olimpico per Claudio Ranieri

Come giocherà la Roma di Claudio Ranieri?

Domanda che si pongono in molti. Il modulo preferito di Ranieri è il 4-4-2, con questo schieramento si è laureato campione d'Inghilterra. Ma la specialità dell'allenatore romano è basare la tattica sui calciatori a disposizione, per questo non è scontato che la squadra giallorossa venga disposta in quel modo. Ad esempio, nella precedente esperienza alla Roma, il 4-4-2 venne spesso alternato a un 4-2-3-1 di spallettiana memoria e al 4-3-1-2.

Se un ritorno al rombo di centrocampo sembra difficile, viste le tante ali in rosa, non sono decisamente da scartare gli altri due moduli, considerando pure che spesso, nell'ultimo periodo, De Rossi e compagni hanno giocato con i tre trequartisti dietro il centravanti. Meno possibilità pare invece avere la difesa a tre, quasi mai usata da Ranieri, eccezion fatta per la poco felice parentesi al Fulham.

La Roma col 4-4-2

Così in campo: Olsen; Karsdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; Zaniolo, De Rossi, Pellegrini, Perotti; Schick, Dzeko.

Nel primo dei due scenari al momento più probabili, la formazione capitolina assumerebbe sembianze simili a quelle del Leicester campione d'Inghilterra. A differenza di quanto visto con Di Francesco, la linea difensiva verrebbe abbassata di diversi metri, e questa soluzione potrebbe giovare sia a Fazio che a Olsen. L'argentino ha spesso sofferto contro avversari più veloci di lui, ma il precedente Huth-Morgan insegna che Ranieri sa bene come comportarsi con uno o addirittura due centrali che non fanno dell'accelerazione la loro arma principale. Per quanto riguarda Olsen, il portiere si troverà più a suo agio con meno metri scoperti davanti a sé, similmente a quanto accade con la “schiacciatissima” difesa della nazionale svedese.

Roma, FazioGettyImages
Federico Fazio, pronto a riscattare una stagione fin qui difficile

Sempre nel reparto arretrato, sulla fascia destra, potrebbero trovare più spazio Karsdorp e Santon, con Florenzi che verrebbe di nuovo avanzato sulla linea dei centrocampisti. Il vice capitano potrà dare equilibrio in avanti, un po' come gli capitava nella prima Roma di Garcia: in questo ruolo “alla Albrighton”, il numero 24 partirà dietro Zaniolo, mentre i compiti più offensivi saranno propri di Perotti, l'esterno con più qualità in rosa.

La coppia centrale di mediani sarà probabilmente composta da De Rossi e Pellegrini, con quest'ultimo schierato da mezzala classica. Da un tandem all'altro, quello offensivo dovrebbe essere formato da Dzeko e Schick, anche se i due, insieme, non hanno mai dato i frutti sperati. Per questo, al posto dell'ex sampdoriano, Ranieri potrebbe proporre El Shaarawy: il tecnico ama gli attaccanti che cercano la profondità (Vardy) e quelli disposti a sacrificarsi (Okazaki), e l'ex Milan possiede entrambe le caratteristiche per far bene in un ruolo che però non ricopre dall'inizio della sua avventura milanista.

Roma, El ShaarawyGettyImages
El Shaarawy: nuovo ruolo in vista?

La Roma col 4-2-3-1

Così in campo: Olsen; Kasdorp, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Pellegrini; Under, Zaniolo, Perotti; Dzeko.

L'altra soluzione tattica è rappresentata da un 4-2-3-1, in cui a variare, rispetto all'ipotesi precedente, è soprattutto il reparto offensivo. Negli interpreti sarebbe un modulo più improntato all'attacco, vista la presenza, in aggiunta a Dzeko, di due ali pure come Under e Perotti (o El Shaarawy) e di un trequartista bravo in entrambe le fasi come Zaniolo.

In questo schema potrebbe tornare di moda Pastore, che avrebbe così modo di esprimersi nella sua posizione preferita. Inoltre, resta da capire anche in questo caso il ruolo di Florenzi: terzino, ala o centrocampista avanzato, un po' come Perrotta e Nainggolan prima di lui. Il classe '91, spesso con Andreazzoli e una volta pure con Spalletti (in un Roma-Inter), è stato già impiegato in quella posizione con buoni risultati.

Roma, FlorenziGettyImages
Alessandro Florenzi

4-4-2 o 4-2-3-1 che sia, il modo di giocare sarà comunque molto diverso da quello visto con Di Francesco in panchina. L'allenatore abruzzese è cresciuto con le direttive di Zeman, Ranieri lo ha fatto seguendo Sacchi. La nuova Roma cercherà innanzitutto la compattezza e il pressing, sfruttando i contropiedi con la velocità degli esterni e le capacità di inserimento dei centrocampisti.

L'equilibrio tra i reparti sarà fondamentale, così come la conquista del possesso sulle seconde palle (in questo caso, un fulcro di gioco come Dzeko può tornare utilissimo). Cambierà di sicuro anche la fase difensiva: come abbiamo detto, la linea arretrata sarà più bassa, oltre a questo si cercherà di blindare le zone centrali del campo, costringendo l'avversario a spostarsi sulle corsie esterne. Tutte caratteristiche che abbiamo visto nelle squadre di Ranieri e che vedremo nuovamente a partire dalla gara contro l'Empoli.

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