NBA: LeBron passa Jordan, non serve essere GOAT per essere re

James prima omaggia Jordan con le scarpe, lo ringrazia e nel match contro i Nuggets lo supera tra i marcatori.

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Nella notte LeBron James ha scalato un’altra posizione nel libro dei record NBA che lo vede ormai come presenza immanente in tantissime categorie. Dopo essere entrato nella top ten ogni epoca negli assists, essendo anche l’unico della storia a esserci anche in quella dei punti, si è presentato alla partita interna dei Lakers contro i Nuggets con le scarpe decorate da una scritta: "Thank you MJ". Il riferimento a Michael Jordan è talmente chiaro e facile da interpretare, che non ci siano dubbi sul record in arrivo per il re.

Alla palla a due erano solamente dodici i punti che lo separavano da His Airness nella classifica dei marcatori all time e prima lo ha raggiunto nel secondo quarto con un fade away e poi lo ha superato con un gioco da tre punti a 5.38’ dalla fine del primo tempo per scrivere un’altra pagina della sua incredibile storia. Con questo traguardo ora tutti i primi quattro marcatori ogni epoca (Kareem Abdul Jabbar, Karl Malone, Kobe Bryant e lui) hanno vestito la maglia dei Lakers in un momento della loro carriera e per James il prossimo obiettivo è proprio Kobe Bryant. Questo significa che si potrebbero intersecare corsi e ricorsi storici quando il Black Mamba verrà raggiunto dal nuovo leader dei Lakers. Fa sorridere pensare a un’eventualità di sorpasso in una partita interna allo Staples Center. Sarebbe una festa o ci sarebbe un sapore agrodolce?

Il chilometraggio NBA di LeBron James ha già raggiunto numeri incredibili e nonostante i playoffs di quest’anno siano pressochè impossibili da raggiungere, non sembra volersi fermare e nel caso dovessero esserci positivi sviluppi nel mercato estivo che potrebbero portare da Anthony Davis a qualsiasi altra stella, rivedremmo di certo James in postseason e magari anche a caccia del quarto titolo in carriera. Se vincere è l’unica cosa che conta, nella graduatoria di MJ i cinque (gli anelli di Kobe) sono più dei tre (quelli di James) e non è detto che il re accetterà questa situazione senza lottare fino all’ultimo.

NBA: più o meno GOAT di Jordan, ma è davvero necessario?

Si è parlato tanto, forse troppo, negli ultimi anni del dualismo tra Micheal Jordan e LeBron James. L’award del GOAT (Greatest Of All Time) subisce troppo spesso mutamenti ed è un argomento quantomai soggettivo e legato ai gusti personali. La differenza di approccio è abbastanza evidente tra James e Jordan. LBJ ha detto:

Dopo la vittoria del titolo con Cleveland sono diventato il migliore ogni epoca.

Mentre Michael Jordan ha una posizione decisamente diversa e maggiormente condivisibile:

Hanno detto in tanti di me che sono il miglior giocatore di tutti i tempi, ma è una questione troppo di gusto personale e soprattutto io non mi sono mai potuto confrontare con chi è venuto prima di me. Mi sarebbe piaciuto giocare contro i grandi del passato, ma non è possibile.

Eleggere chi possa essere il migliore è attività tanto da bar quanto inutile, perché è impossibile valutare le differenze di tempi, epoche e basket, dando un risultato tranciante e definitivo. Il sito Bleacher Report ha provato ad andare a fondo ai numeri dei due, andando oltre alle medie punti e ai totali, ma valutando il loro impatto a 360° sulle squadre in cui hanno giocato. Sebbene alcune cifre come il Wins Above Replacement di Jordan fosse calcolato in modo molto più sommario (in alcune cifre neanche calcolato) non può essere attendibile al fine di un paragone.
Probabilmente è arrivato il momento di accantonare definitivamente questi paragoni spazio-temporali impossibili e valutare eventualmente i migliori della propria epoca, cosa che James senza dubbio è.

Emozioni e un altro grande risultato

I momenti immediatamente successivi alla realizzazione del record sono stati emozionanti per LeBron, con l’ovvio abbraccio dei compagni e un’ipotetica standing ovation che arrivava da ogni divano dei tifosi sintonizzati sulla partita:

È un traguardo incredibile per me superare Michael Jordan. Lo guardavo ogni volta che potevo, volevo segnare il fade away come lui, tirare fuori la lingua dopo un canestro come lui, schiacciare come lui e vincere come lui. È stata la mia più grande ispirazione quando ero bambino ed essere qui oggi a festeggiare avendolo sorpassato è qualcosa d’incredibile.

L'ispirazione che Jordan è stato per tantissimi giocatori NBA e sportivi in generale, ora lo è LeBron per la gioventù che sta crescendo e che magari arriverà un giorno ai 30 mila punti o addirittura a sorpassarlo in questa graduatoria:

Lui è stato l’ispirazione per tantissimi ragazzi e io so di esserlo per quelli che ora guardano il basket e vogliono diventare dei giocatori professionisti. Sono momenti belli e importanti da vivere. Pensare che un ragazzo da Akron, Ohio, possa essere questa figura, è molto più importante dei record, dei numeri e di ogni successo.

La figura di LeBron James ha sempre svalicato il campo da gioco e si è inserito con prepotenza in tanti altri ambiti, dalla politica, al sociale, all’economico, con alcuni inciampi ma anche con tantissime iniziative positive. Soprattutto ha sdoganato la possibilità da parte degli sportivi di far sentire la propria voce in funzione di tematiche importanti. Di questo (e non solo) LeBron è stato il capostipite e anche in questi successi sul campo bisogna tenerli saldamente in considerazione

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