MotoGP, Valentino Rossi: "Sarà dura battere Lorenzo e Marquez"

Il campione di Tavullia arriva alla prima gara in Qatar con molte incognite sulla Yamaha M1. Il circuito è tradizionalmente favorevole ala casa di iwata, ma quest'anno la concorrenza è molto agguerrita.

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Si alza ufficialmente il sipario sulla stagione 2019 di MotoGP. In Qatar è andata in scena la tradizionale conferenza stampa del giovedì e tra i big del primo week-end non poteva mancare Valentino Rossi, chiamato alla vittoria dopo un campionato 2018 senza mai salire sul gradino più alto del podio. L'ultimo trionfo risale ad Assen di due anni fa, un vuoto che urge di essere colmato per un nove volte iridato. Si riparte da un tracciato tradizionalmente favorevole alle Yamaha, soprattutto al Dottore, che qui vanta 4 vittorie e 6 podi dal 2004 ad oggi.

Nei test invernali ha alternato sensazioni positive ad altre meno ottimistiche, con una YZR-M1 certamente migliorata dal punto di vista del motore e della ciclistica, ma che pecca ancora in fase di accelerazione e con la gestione delle gomme usate, richiedendo interventi seri nel campo dell'elettronica. Il GP di Losail sarà il primo banco di prova, perché solo in gara si può misurare il reale livello di competitività della moto, dove emergono i punti di forza e le aree su cui intervenire. La nuova specifica di motore sarà congelata in questo week-end, idem la carenatura aerodinamica che potrà subire una modifica nel corso della stagione MotoGP.

Il gap da Honda e Ducati non sembra colmato, il nuovo propulsore ha qualche cavallo in meno rispetto alle dirette avversarie. Ai nastri di partenza si arriva con tante incognite, ma con la convinzione che dal reparto di elettronica coordinato da Michele Gadda dovranno giungere risposte di un certo tenore prima di poter pensare alla conquista del titolo MotoGP. Ma nel box compaiono figure nuove e una filosofia di lavoro differente rispetto al passato, quindi la luce fuori dal tunnel è ormai visibile. Molto dipenderà anche da quanto saranno migliorati gli avversari storici e dalle nuove 'variabili impazzite' come Alex Rins, Danilo Petrucci, Francesco Bagnaia. Tante domande che troveranno risposta domenica sera almeno in parte.

Valentino Rossi pilota YamahaGetty Images
Valentino Rossi sul circuito di Losail

MotoGP, Valentino Rossi: "Quartararo può essere mio figlio"

Valentino Rossi arriva al primo round a 40 anni compiuti di recente, ma le sensazioni della vigilia non cambiano anche dopo oltre un ventennio di gare.

Quaranta anni sono un momento importante nella vita, per il resto mi sento bene. È come il primo giorno di scuola, sempre interessante vedere tutti i ragazzi del paddock, il look delle nuove moto. Sembra proprio che la griglia sia di una forza incredibile, tutte le moto ufficiali sembrano forti. Durante i test tutti sono stati veloci, di solito i week-end di gara sono un po' diversi, ma mi aspetto tutti i piloti ufficiali al vertice. Spero di essere forte anch'io, la Yamaha ha lavorato forte durante l'inverno e speriamo di essere più forti dell'anno scorso.

Difficile fare pronostici senza prima aver gareggiato una gara. Il tracciato di Losail si addice molto bene alla Yamaha, ma la concorrenza è sempre più agguerrita e tanti giovani piloti sono pronti a farsi spazio nella lotta al vertice.

Difficile dire, negli anni scorsi ho sempre ottenuto dei buoni risultati. Se devo pensare al momento attuale forse ci sono 7-8 piloti pronti per il podio, dipende da quanto accadrà durante il week-end e in tutte le sessioni di prove, per fare quella piccola differenza che può portarti sul podio in gara. Non so se saremo più forti, in ogni caso feci una bella gara, ma dobbiamo capire anche le condizioni di aderenza e del vento e poi vedremo.

Al suo fianco in conferenza stampa Fabio Quartararo, all'esordio in classe regina, classe 1999. Ha soli 19 anni, quando Valentino Rossi ha esordito nel Motomondiale il giovane francese non era ancora nato.

Gli ho detto che potrebbe essere mio figlio, è molto giovane, questo significa che ha due anni in meno di mio fratello ed è già in MotoGP. Ha avuto una carriera strana perché è arrivato come un genio della moto, poi per qualche motivo ha perso un po' la strada. Quest'anno con questo team e questa moto ha una buona chance per dimostrare la sua velocità. 

Il team Repsol Honda ago della bilancia

A destare curiosità, non solo tra i tifosi, il binomio Honda formato da Marc Marquez e Jorge Lorenzo che, a seconda del vento, potrebbe dominare o agevolare la corsa iridata degli altri team.

Sarà molto interessante, è uno dei motivi chiave della stagione. Quando ci sono due campioni nella stessa squadra a volte ci sono vantaggi, altre svantaggi nella gestione. Ma di solito i vantaggi superano gli svantaggi, quindi sarà difficile batterli.

Resta da capire quanto sia stato importante il lavoro svolto dai tecnici di Iwata durante l'inverno e su quale direzione proseguire.

In questo week-end potremo farci un'idea migliore, ma dovremo forse attendere quattro o cinque gare. L'anno scorso eravamo più veloci su alcuni circuiti e meno veloci su altri. Si è lavorato durante l'inverno, ma ci sono ancora alcuni punti da migliorare. Nell'ultimo giorno di test le Yamaha sono andate forti. Siamo forti con le gomme nuove, ma bisogna capire cosa accadrà in gara dopo 22 giri.

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