Che fine hanno fatto i giocatori del Palermo più forte della storia?

Nel 2004 il club siciliano ritrova la Serie A dopo oltre trent'anni: sarà l'inizio di una cavalcata memorabile che porterà i rosanero al punto più alto della loro storia.

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Nell'estate del 2004 il Palermo, da due anni di proprietà di Maurizio Zamparini, riabbraccia una Serie A che mancava al club rosanero da oltre trent'anni: la squadra, trascinata dal capocannoniere Luca Toni e dal tecnico Francesco Guidolin, subentrato in corsa a Silvio Baldini, domina un'irripetibile Serie B a 24 squadre che si conclude con il ritorno in massima serie della Sicilia, che oltre alle aquile palermitane sarà rappresentata anche dal Messina e, dal 2005/2006, dal Catania.

Saranno anni d'oro per il calcio siciliano, soprattutto per il Palermo, che al suo ritorno in Serie A centra da neo-promosso un'incredibile qualificazione in Europa League grazie a un sesto posto finale che vede successivamente l'addio improvviso di Guidolin: il rapporto tra il tecnico, il club e il presidente Zamparini non finirà qui e sarà tumultuoso quanto memorabile e ricco di soddisfazioni. Più volte l'allenatore veneto tornerà sulla panchina rosanero, presenza costante nella ridda di allenatori che si avvicenderanno con alterne fortune sulla panchina del club.

I meriti per tanti anni al vertice - dal 2004 al 2011 il Palermo soltanto in un'occasione scenderà sotto l'ottavo posto finale - sono tuttavia da ascrivere, oltre a Guidolin e Delio Rossi (i tecnici più importanti di quegli anni) anche alla bravura in sede di calciomercato della dirigenza rosanero, brava a pescare e valorizzare un nutrito numero di talenti che lasceranno il segno nella storia del calcio palermitano e persino in quella della Nazionale italiana. Sono ben 4 su 23 - non contando Toni, in squadra fino all'anno precedente - i giocatori del Palermo che si laureano campioni del mondo con l'Italia ai Mondiali di Germania 2006: Barone, Barzagli, Zaccardo e soprattutto Fabio Grosso, l'eroe di un'estate magica.

Il Palermo festeggia un gol durante gli anni d'oroGetty Images

Dove sono finiti gli eroi del miglior Palermo di sempre?

Dopo 7 stagioni memorabili, che portano il Palermo al punto più alto della sua storia - traguardo centrato nel 2007, anno del centenario, con il 5° posto in Serie A e il 51esimo nel ranking UEFA - la storia continua con numerose qualificazioni in Europa e il record di punti nel 2010 per poi concludersi con una salvezza stentata a cui seguono una retrocessione e anni di continui saliscendi tra prima e seconda serie, in cerca di una stabilità che non sarà più ritrovata: l'era-Zamparini si conclude nel 2018, l'ultimo anno di Serie A (2015/2016) è grottesco e vede il presidente effettuare ben 8 esoneri. Da allora non c'è pace per chi ha nel cuore i colori rosanero.

Nell'attesa di una grandezza che sarà sicuramente ritrovata - la piazza conta, e anche negli anni migliori il pubblico era un vero e proprio uomo in più - meglio allora chiudere gli occhi un momento, guardarsi alle spalle e ricordare un passato non così lontano, una storia che vide una squadra ergersi quasi a orgoglio di un'intera regione e stupire il calcio italiano. Meglio raccontare chi furono gli eroi di quel piccolo miracolo, cosa regalarono al Palermo e ai palermitani e cosa hanno fatto fino a oggi.

Miccoli del Palermo abbraccia il presidente ZampariniGetty Images
Il presidente Maurizio Zamparini abbraccia il suo bomber e capitano Fabrizio Miccoli: i due sono stati tra i più importanti protagonisti dei migliori anni del Palermo.

Amauri Carvalho de Oliveira

23 gol in 57 presenze nel giro di due stagioni memorabili, Amauri arriva al Palermo nel 2006: i rosanero lo acquistano per circa 10 milioni di euro prelevandolo dal Chievo, dove si è messo in luce dopo un lungo girovagare per l'Italia in cerca di un'affermazione che sembrava non dovesse arrivare mai. Invece in Sicilia questo centravanti, brasiliano atipico più potente che dotato tecnicamente, esplode trascinando la squadra addirittura al primo posto in classifica, e soltanto un grave infortunio al ginocchio rimediato in uno scontro con Manninger lo ferma nel suo primo anno, impedendo alla squadra guidata allora da Guidolin di centrare i preliminari di Champions League.

Si tratta comunque di una delle migliori stagioni di sempre del Palermo, che nel campionato successivo si piazza soltanto 11esimo ma vede Amauri raggiungere vette irripetibili che gli valgono il trasferimento per oltre 22 milioni di euro alla Juventus. Dopo un inizio positivo in bianconero la sua stella si spegne e i gol sono merce sempre più rara, arrivano una chiamata in Nazionale come oriundo che non avrà seguito e un timido tentativo di rinascita al Parma frustrato da una successiva serie di annate negative con passaggi anche alla Fiorentina e al Torino e un anonimo finale ormai 37enne nelle serie di sviluppo statunitensi che precede il ritiro nel maggio del 2017. Arrivato al top dopo una lunga e dura gavetta, Amauri non vi è rimasto che per un attimo: a Palermo però sarà sempre ricordato come un vero bomber.

Andrea Barzagli

Arrivato in Serie A dopo essersi distinto nelle serie inferiori, distintosi nel Chievo di cui diventa immediatamente un punto fermo, Barzagli è uno dei primi acquisti del Palermo che ritorna in massima serie a distanza di oltre trent'anni e che per averlo investe 2,5 milioni di euro: soldi ben spesi, dato che questo difensore centrale particolarmente bravo in marcatura si rivelerà da subito essere un punto fermo della squadra e con il tempo tra i più forti in circolazione nel suo ruolo al punto da guadagnarsi la chiamata di Marcello Lippi per i Mondiali del 2006: contribuisce al successo azzurro scendendo in campo negli ottavi e nei quarti di finale, rispettivamente contro Australia e Ucraina.

Dopo quella magica estate resta ancora due anni nel Palermo, mantenendo livelli di rendimento altissimi: nel 2008 lo acquista il Wolfsburg, pagandolo 12 milioni, ma in Germania un'avventura iniziata benissimo - vince la Bundesliga da titolare inamovibile - finisce piuttosto male quando nel 2011 viene ceduto alla Juventus per la 'miseria' di 300mila euro. Barzagli allora ha più di trent'anni e sembra il classico rinforzo preso per fare numero, invece diventa un punto fermo nella rinascita della Vecchia Signora conquistando 7 Scudetti consecutivi. Oggi è ancora in rosa, anche se afflitto da alcuni problemi di natura fisica e ormai prossimo al ritiro.

Mark Bresciano

Uno dei più forti e completi calciatori mai espressi dall'Australia, Mark Bresciano - quinto "aussie" nella storia della Serie A - emerge nell'Empoli e si afferma con la maglia del Parma prima di trasferirsi nell'ambizioso Palermo durante l'estate del 2006. Carismatico, coraggioso nelle conclusioni e capace di fornire un ottimo apporto in entrambe le fasi di gioco, in Sicilia sarà protagonista di un rendimento altalenante: a volte è frenato dagli infortuni oppure sotto tono, ma nelle giornate di grazia è un vero trascinatore, capace anche di segnare gol spettacolari che festeggia restando immobile come una statua, esultanza iconica che esalta i tifosi.

Si può senza dubbio dire che anche per lui, come per tanti protagonisti di quegli anni, Palermo rappresenti il punto più alto raggiunto in carriera. Nelle stagioni successive infatti inizierà un lento e inesorabile declino che lo vede passare prima dalla Lazio e poi chiudere tra Emirati Arabi Uniti e Qatar con le maglie di Al-Nasr e Al-Gharafa. Bandiera dell'Australia, con cui prende parte a 3 Mondiali e colleziona 84 presenze condite da 13 gol, appesi gli scarpini al chiodo non resta nel mondo del calcio, preferendo investire nel settore immobiliare e in un'azienda con cui intende creare farmaci a base di marijuana.

Mark Bresciano durante Palermo-MilanGetty Images

Franco Brienza

Talento tanto sopraffino quanto ingiustamente sottovalutato, Franco Brienza ha 21 anni quando per la prima volta indossa la maglia del Palermo, che si trova in Serie C1 e lotta per raggiungere la Serie B. L'obiettivo viene raggiunto ma "Ciccio", come viene chiamato dai suoi tifosi, non è un titolare inamovibile e trascorre una stagione in prestito all'Ascoli e poi 6 mesi al Perugia, in Serie A, parte di una trattativa che porta un certo Fabio Grosso in Sicilia. Dotato tecnicamente, abile nel dribbling e sui calci piazzati, con l'arrivo in massima serie del Palermo Brienza torna alla base e sarà per tre stagioni una delle armi segrete dei rosanero.

Ormai considerato dagli addetti ai lavori un giocatore decisamente da massima serie - c'è chi lo definisce uno dei talenti più puri degli ultimi vent'anni - indosserà in seguito le maglie di Reggina, Siena, Atalanta, Cesena, Bologna e infine Bari: con quest'ultimo club continua a dispensare magie in Serie B a dispetto dell'età non più verdissima. Adesso che gli anni sono ormai 40 Franco Brienza è ancora un idolo dei tifosi baresi, avendo deciso di seguire la squadra in Serie D dopo il fallimento. Il futuro può attendere.

Franco Brienza in gol al Palermo
Ciccio Brienza, nove stagioni al Palermo tra Serie A, B e C

Edinson Cavani

Oggi Edinson Cavani è giustamente considerato uno dei giocatori più forti al mondo, uno straordinario goleador e trascinatore stella del Paris Saint-Germain e prima ancora El Matador del Napoli di Walter Mazzarri e capocannoniere della Serie A nel 2013. Occorre però ricordare che la sua straordinaria carriera in Europa comincia nel gennaio del 2007, quando il Palermo acquista il fresco Re del gol nel Sudamericano Under 20 investendo sul ventenne attaccante del Danubio la bella cifra di 5 milioni di euro. Si tratterà di una delle più felici intuizioni di mercato nella storia del club rosanero, che si ritrova ad avere quello che può essere definito il suo miglior attaccante di sempre.

E dire che Cavani farà vedere al Palermo soltanto parte del suo straordinario repertorio, che si completerà con la maturità raggiunta al Napoli, che per 17 milioni lo preleva nell'estate del 2010 dopo tre anni e mezzo comunque giocati ad altissimo livello: il pubblico siciliano amerà sempre quel ragazzo combattivo, mai domo, che ha sempre onorato la maglia lottando su ogni pallone, affrontando senza paura qualunque avversario e che comunque lascia Palermo con il bottino di 37 gol in 117 presenze. Oggi è un punto fermo del PSG, dove compone un tridente da sogno insieme a Neymar e Mbappé.

Eugenio Corini

Nella sua carriera durata oltre vent'anni Eugenio Corini ha vissuto molte vite: quella del ragazzo di talento, esploso nel Brescia e acquistato dalla Juventus, è stata solo la prima tappa di un percorso che lo ha portato, dopo numerosi alti e bassi, a rinascere come regista nel "Chievo dei miracoli" e quindi ad accettare l'offerta di una piazza importante come Palermo, che si trovava in Serie B e che per raggiungere la Serie A aveva bisogno di giocatori di categoria superiore. Questo è stato per 4 stagioni, forse le migliori di sempre a livello personale, il Corini rosanero: un calciatore di livello altissimo, un leader carismatico, un metronomo capace di fare la differenza grazie a un piede fatato e una visione di gioco degna di un fuoriclasse.

A Palermo tornerà da allenatore, professione che in tanti avevano previsto per uno che già da calciatore era il motore della squadra che girava intorno a lui: ai successi iniziali - ottiene due ottime salvezze alla guida del Chievo - segue appunto l'esperienza in Sicilia, che dura meno di due mesi e che interrompe di propria iniziativa dopo essersi scontrato con Zamparini. Gli alti e bassi che avevano contraddistinto la sua carriera come calciatore si ripetono anche come allenatore: brusco esonero a Novara in Serie B, grande rinascita alla guida del Brescia nella stagione 2018/2019.

Eugenio Corini in campo con la maglia del Palermo
Eugenio Corini, quattro stagioni al Palermo

David Di Michele

Profeta di provincia, antidoto alla noia, campione mancato: David Di Michele è stato tutto questo e molto di più, arrivando a indossare per 6 volte la maglia dell'Italia nonostante una carriera vissuta quasi costantemente ai margini del calcio che conta segnata da annate sotto tono e guizzi di spessore assoluto, che hanno lasciato a bocca aperta i tifosi di Salernitana, Reggina, Lecce, Udinese - dove si tolse lo sfizio di parare un rigore a tempo scaduto a Vucinic in una rocambolesca vittoria - e Palermo, dove arriva nel gennaio del 2006 presentandosi subito, come di sua consuetudine, con un gol.

In rosanero resterà anche la stagione successiva, protagonista dello splendido girone di andata dei siciliani che poi al ritorno vedono sfumare, complice un improvviso calo generale dovuto all'infortunio di Amauri, quella che sarebbe stata una storica qualificazione ai preliminari di Champions League. Specialista nelle conclusioni al volo e nei tiri dalla distanza, abile a muoversi sulla linea del fuorigioco, segna quasi 200 gol in una carriera che si conclude nel 2016 in Lega Pro alla Lupa Roma, dove inizia anche una carriera di allenatore che al momento lo vede alla guida dei giovanissimi del Frosinone.

Fabio Grosso

L'eroe di Berlino, l'autore dell'irripetibile gol che stende la Germania in semifinale e del rigore che decide la finale contro la Francia, Fabio Grosso è entrato nella storia del calcio italiano nell'estate del 2006 con la vittoria del quarto Mondiale azzurro, punto più alto di una carriera che lo ha visto emergere proprio con la maglia del Palermo tra il 2004 e il 2006. In rosanero arriva dal Perugia, dove Serse Cosmi lo ha trasformato da trequartista a terzino sinistro: ha corsa, fisico, è abile nel cross e inesauribile, in due stagioni e mezzo è protagonista della promozione in Serie A e quindi di un sesto e un quinto posto.

Dopo la straordinaria vittoria dei Mondiali del 2006 si trasferisce all'Inter, dove però rimane una sola stagione pur centrando il primo Scudetto in carriera, traguardo ripetuto la stagione successiva in Francia al Lione. Il terzo Scudetto lo vincerà alla Juventus nella stagione 2011/2012, la prima di Antonio Conte e l'ultima nella carriera di un giocatore che dopo il trionfo in Germania con gli azzurri non è più riuscito a tornare a quegli straordinari livelli. Appesi gli scarpini al chiodo diventa allenatore, guidando il Bari in Serie B fino ai play-off dopo essersi formato nelle giovanili della Juventus e trasferendosi quindi al Verona all'inizio della stagione 2018/2019.

Palermo in gol contro la Roma con Fabio GrossoGetty Images

Francesco Guidolin

Nel 2011 Francesco Guidolin viene premiato con la Panchina d'Oro, premio che gli allenatori di Serie A assegnano al collega che ritengono essere stato il migliore nel campionato precedente: è il giusto riconoscimento per un allenatore a lungo incredibilmente sottovalutato e che ha guidato i friulani a uno straordinario quarto posto che è valso la qualificazione in Champions League, un'esaltante rimonta addirittura dall'ultimo posto che nel suo cammino ha toccato anche il Palermo, annientato tra le mura amiche con un umiliante 0-7 che in un certo senso è la rivincita di un tecnico che in Sicilia ha fatto la storia più volte.

Allenatore della storica promozione in Serie A dei rosanero, Guidolin ha poi guidato la squadra a fasi alterne a causa di un rapporto molto complicato con il presidente Zamparini che lo ha portato più volte a dimettersi sul più bello, dopo le qualificazioni in Coppa UEFA nel 2005 e nel 2007, anno in cui la squadra celebra il centenario con il miglior piazzamento di sempre in massima serie. Successivamente il tecnico veneto guiderà il Parma, quindi arriverà l'exploit con l'Udinese e l'ultima esperienza in Inghilterra, allo Swansea: oggi l'allenatore che a Palermo ha scritto la storia - così come all'Udinese e al Vicenza, che guidò alla vittoria della Coppa Italia nel 1997 - è apprezzato commentatore televisivo.

Francesco Guidolin sulla panchina del Palermo
Francesco Guidolin, storica promozione con i rosanero nella stagione 2003/2004

Fabio Liverani

Arrivato in Serie A 24enne, pescato dal Perugia nella Viterbese allora militante in Serie C1, Fabio Liverani si distingue subito come regista dotato di grande visione di gioco al punto da guadagnarsi l'interesse della Lazio, che dopo appena un anno in Umbria lo acquista pagandolo 25 miliardi. A Roma resta per 5 stagioni e vince una Coppa Italia, quindi spende un biennio alla Fiorentina e infine approda al Palermo nel 2008. Ormai 32enne sembra in fase calante, ma in Sicilia torna ad essere un giocatore determinante, risultando tra i protagonisti dell'ultima qualificazione in Europa datata 2009/2010.

Appesi gli scarpini al chiodo dopo un'ultima travagliata stagione in Sicilia e un'esperienza mai cominciata in Svizzera con il Lugano, diventa allenatore: l'inizio non è dei migliori, con le fallimentari esperienze al Genoa e in Inghilterra al Leyton Orient, ma poi arriva il riscatto con Ternana e Lecce, che prima porta all'agognata promozione in Serie B - erano anni che i salentini fallivano questo obiettivo - e quindi a un campionato vissuto fino a oggi sempre nelle zone medio-alte della classifica.

Fabio Liverani con la maglia del Palermo
Fabio Liverani arrivò al Palermo dalla Viterbese

Fabrizio Miccoli

Gli anni migliori del Palermo in Serie A sono stati contraddistinti dalla presenza di tanti buoni calciatori, alcuni ottimi, ma se davvero dovessimo indicare un giocatore che più di tutti ha rappresentato i rosanero, simbolo, capitano e idolo della folla, allora il nome da fare sarebbe senza dubbio quello di Fabrizio Miccoli, il Romario del Salento, un piccolo grande fenomeno che in Sicilia ha speso gli anni migliori di una carriera che avrebbe potuto portarlo a vincere molto di più ma che gli ha comunque permesso di entrare nel cuore di una tifoseria caldissima e numerosa come quella palermitana.

Con 165 presenze e 74 gol Miccoli, talento accecante emerso in Umbria tra Ternana e Perugia, è il giocatore con più presenze in Serie A e il miglior marcatore di sempre nella storia del Palermo, club con la cui maglia ha messo a segno 5 doppiette e 4 triplette e a cui approda dopo due stagioni spese al Benfica nel 2007: per 6 stagioni sarà un punto fermo della squadra, trascinandola nel 2009/2010 al record di punti (65) con ben 19 gol. È la sua stagione migliore, quasi ripetuta due anni dopo quando di fatto è lui, a segno in 16 occasioni, a salvare la squadra da una retrocessione che puntuale arriverà 12 mesi dopo. Appesi gli scarpini al chiodo non resta nel mondo del calcio, e di lui si torna purtroppo a parlare nell'ottobre del 2017 quando viene condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione aggravata.

Javier Pastore

A vederlo oggi, alla disperata ricerca di spazio e di un rilancio nella Roma dopo 7 stagioni in quel PSG del quale è stato l'acquisto più costoso di sempre ma mai la stella, può sembrare incredibile che ci fu un tempo in cui Javier Pastore era uno dei migliori trequartisti in circolazione. Eppure è successo, ovviamente a Palermo, nel 2009, quando il ventenne argentino incantò la Serie A con una serie di partite meravigliose: El Flaco, questo il suo soprannome, era un concentrato di qualità, rapido nella giocata e dotato di una tecnica superiore che gli permetteva di andare a segno con regolarità - 16 gol in 2 stagioni, una memorabile tripletta nel derby con il Catania - e di servire assist a profusione.

È per questo che per averlo il PSG tira fuori la bellezza di 43 milioni di euro, una cifra che non sembra nemmeno esagerata per un giocatore che nel giugno del 2011 ha appena compiuto 22 anni e teoricamente potrebbe soltanto migliorare: nel calcio però non esistono certezze, e la storia racconta che dopo un buon inizio Pastore si è ritrovato ai margini del club fino a lasciarlo per tentare un rilancio in Italia, alla Roma, che sembra sempre più improbabile. A chi si era innamorato di quello che sembrava avere un sicuro futuro da campione non rimane probabilmente altro da fare che riguardare le sue magie in rosanero, gli anni migliori del Flaco Pastore.

Delio Rossi

Se Francesco Guidolin è stato l'uomo del ritorno in Serie A del Palermo dopo tre decadi e il primo a portare la squadra al 5° posto in campionato e in Europa, Delio Rossi è stato il tecnico degli ultimi grandi exploit del club rosanero centrando il record di punti in massima serie e una finale di Coppa Italia nelle uniche due stagioni - peraltro non intere - del suo travagliato rapporto con Maurizio Zamparini. Il tecnico di Rimini arriva nel 2009/2010 in sostituzione di Walter Zenga e con una media che sfiora i 2 punti a partita manca di un soffio una clamorosa qualificazione in Champions League, quindi la stagione successiva cade a un passo dalla vittoria di quello che sarebbe stato il primo trofeo nella storia contro l'Inter che 12 mesi prima ha conquistato il Triplete.

Ancora oggi rimpianto dalla piazza, il suo addio coinciderà inevitabilmente con la fine del periodo d'oro del club siciliano, che nel giro di due stagioni retrocede in Serie B. Delio Rossi, che si era già distinto alla guida di Foggia, Lecce, Salernitana e Lazio continuerà poi una carriera di tutto rispetto guidando la Fiorentina e poi riportando il Bologna in massima serie prima di tentare un'improbabile avventura all'estero alla guida dei bulgari del Levski Sofia. 

Delio Rossi in allenamento con il Palermo
Quasi due stagioni e grandi risultati con i rosanero

Luca Toni

Quando arriva al Palermo, nel 2003, Luca Toni ha 26 anni e sono in pochi a credere che il suo talento, fatto intravedere negli anni di gioventù con le maglie di Vicenza e Brescia, possa finalmente esplodere completamente. Diventerà invece il bomber del ritorno in Serie A, segnando la bellezza di 30 gol in 45 partite e mettendosi in mostra come centravanti moderno, possente fisicamente allo stesso tempo abile anche nella manovra e dotato di mezzi tecnici di ottimo livello. Si conferma la stagione successiva, quando con 20 reti trascina la squadra alla qualificazione in Europa entrando nel giro della Nazionale.

Ceduto alla Fiorentina, diventerà campione del mondo con l'Italia nel 2006 e quindi vincerà la Scarpa d'Oro, primo italiano di sempre, per poi trasferirsi al Bayern Monaco dove dopo un buon inizio i problemi fisici che ne avevano ritardato l'esplosione a inizio carriera tornano a farsi sentire spingendolo verso quello che sembra un declino inarrestabile: c'è però ancora spazio per un'ultima stagione da incorniciare, e dopo le negative esperienze con le maglie di Roma, Genoa e Juventus e un ritorno poco fortunato a Firenze l'exploit si verifica a Verona, dove ormai 38enne vince con l'Hellas la classifica cannonieri 2014/2015, il quarto trionfo personale in questa speciale classifica dopo quelli ottenuti con Palermo in B, Fiorentina e Bayern Monaco. Il ritiro arriva 12 mesi più tardi: oggi, dopo aver conseguito il patentino, uno dei più grandi bomber italiani di sempre aspetta l'occasione per allenare e intanto è apprezzato opinionista in tv.

Il Palermo è tornato in A con i gol di Luca ToniGetty Images

Le formazioni del Palermo degli anni d'oro, dal 2003 al 2011

2003/2004: 1° posto (in Serie B)

(4-4-2): Berti; Conteh, Biava, Accardi, Grosso; A. Filippini, Mutarelli, Corini, E. Filippini; Gasbarroni, Toni. All. Baldini/Guidolin.

I tifosi del Palermo nel 2010Getty Images

2004/2005: 6° posto

(4-3-2-1): Guardalben; Zaccardo, Barzagli, Biava, Grosso; Mutarelli, Corini, Barone; Zauli, Brienza; Toni. All. Gudolin.

Francesco Guidolin ai tempi del PalermoGetty Images

2005/2006: 5° posto (dopo Calciopoli)

(4-4-2): Andujar; Zaccardo, Barzagli, Terlizzi, Grosso; Gonzalez, Barone, Corini, Santana; Di Michele, Caracciolo. All. Delneri/Papadopulo.

2006/2007: 5° posto

(4-3-1-2): Fontana; Zaccardo, Biava, Barzagli, Cassani; Guana, Corini, Bresciano; Fabio Simplicio; Di Michele, Amauri. All. Guidolin/Gobbo/Guidolin.

2007/2008: 11° posto

(4-3-1-2): Fontana; Cassani, Zaccardo, Barzagli, Balzaretti; Guana, Migliaccio, Bresciano; Fabio Simplicio; Cavani, Amauri. All. Colantuono/Guidolin/Colantuono.

Il Palermo prima della finale di Coppa Italia 2010/2011Getty Images
La formazione del Palermo che nel 2011 centra la terza finale di Coppa Italia nella storia del club. Da sinistra a destra, in piedi: Pastore, Cassani, Balzaretti, Goian, Munoz, Ilicic, Sirigu. Accosciati: Hernandez, Migliaccio, Acquah, Nocerino.

2008/2009: 8° posto

(4-3-1-2): Amelia; Cassani, Carrozzieri, Bovo, Balzaretti; Nocerino, Liverani, Bresciano; Fabio Simplicio; Miccoli, Cavani. All. Colantuono/Ballardini.

2009/2010: 5° posto e record di punti

(4-3-1-2): Sirigu; Cassani, Kjaer, Bovo, Balzaretti; Nocerino, Liverani, Migliaccio; Pastore; Miccoli, Cavani. All. Zenga/Rossi.

2010/2011: 8° posto e finale di Coppa Italia

(4-3-2-1): Sirigu; Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti; Migliaccio, Bacinovic, Nocerino; Ilicic, Pastore; Miccoli. All. Rossi/Cosmi/Rossi.

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