Champions League, De Rossi: "L'arbitro ci ha dato risposte confuse"

Le parole del capitano giallorosso al termine del match perso 3-1 ai supplementari contro il Porto.

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Una beffa atroce. La Roma dice addio alla Champions League, perde 3-1 ai supplementari contro il Porto allo stadio do Dragao e incassa un'altra cocente delusione in pochi giorni dopo quella per il derby perso nettamente contro la Lazio.

Stavolta però è andata diversamente. I giallorossi sono rimasti attaccati alla partita e nel finale si sono visti negare un rigore netto dall'arbitro Cakir, che appena prima aveva invece deciso di consultare il VAR per assegnarne uno ai lusitani. 

L'amarezza è tanta, si percepisce dalle parole del capitano della Roma Daniele De Rossi, autore del gol del momentaneo 1-1 su rigore e poi vittima di un infortunio al polpaccio (probabilmente uno stiramento) che lo ha costretto a lasciare il campo. 

Non possiamo fare altro che accettare - ha esordito a Sky Sport - il risultato per quello che è, così però è terribile. Era meglio andare ai rigori, potevamo vincere all'andata con un risultato più rotondo e fare meglio. Le mie condizioni? Credo di essermi stirato, peccato perché mi sentivo bene

Sul rigore non concesso per fallo di Marega su Schick:

Ci hanno dato risposte confuse. Abbiamo rivisto le immagini nello spogliatoio ed è chiaramente rigore. Fa male perché l'anno scorso siamo usciti dalla Champions League contro il Liverpool e tutti dicevano che col VAR sarebbe andata diversamente. Ora che c'è il VAR ci troviamo davanti alla stessa situazione

Roma, De Rossi: "Spero Di Francesco resti"

Su Di Francesco:

Io non cambio idea, spero resti. Non so cosa succederà, ma nessuno potrà togliere meriti al mister per ciò che ha fatto l'anno scorso. Del suo futuro parlate voi, noi no. Da domani iniziamo a lavorare con il nostro allenatore per l'Empoli. Noi non crediamo di essere perfetti, la squadra però è stata unita, siamo uomini seri. Delle volte ci addormentiamo, ma oggi abbiamo mantenuto la tensione alta. Il Porto è una squadra forte, ma nei 180 minuti meritavamo di andare noi ai quarti

Sul pianto di Florenzi:

Sono andato da lui e gli ho fatto leggere i messaggi ricevuti il 26 novembre 2018, il giorno in cui ho dato uno schiaffo a Lapadula. Poi però sono tornati i messaggi d'amore, l'amore che provo per questa maglia. Per lui sarà lo stesso, ora gli sta andando male. Ci tiene, per la Roma ci ha rimesso due ginocchia. Parliamo di un grande professionista che si allena sempre ed è un romanista vero. Spero possa ricevere lo stesso amore che ho ricevuto io

Sul rigore:

Li calciamo io, Perotti e Kolarov. Prima del derby avevo chiesto ad Aleksandar di batterne uno e lui mi aveva detto che se me la sentivo potevo calciare io. Così è andata. Se l'anno prossimo ci sarò ancora? A fine primo tempo ero tutto fasciato e ho detto ai ragazzi di regalarmi un'altra partita di Champions. Ogni partita, quando stai per smettere, pesa di più. Oggi pensiamo al gruppo, poi al mio futuro ci penserò tra un po'

Perotti: "Dovrà decidere il tecnico sul suo futuro"

Così invece Diego Perotti:

Abbiamo combattuto, tornare a Roma a mani vuote fa male. Meritavamo molto di più, loro sono una grande squadra e i tifosi li hanno spinti. Dispiace perché abbiamo avuto delle possibilità di segnare e chiudere la partita. Se lo stadio ha condizionato l'arbitro? Chiedete a lui, peccato non sia andato al monitor. Magari non lo avrebbe concesso, ma intanto vai a vederlo come fatto con loro. Se c'è il VAR, va usato. Di Francesco? Non abbiamo dato tutti per lui e per noi. A nessun piace uscire sconfitti, noi siamo tutti con lui. Questo è un momento brutto ma ora dovrà prendere lui una decisione su quello che vorrà fare

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