Tadic: il "tutor" serbo che ha portato l'Ajax a sbancare il Bernabeu

L'esperto attaccante è stato l'anima degli olandesi nella strepitosa vittoria sul campo del Real Madrid. A 30 anni sta vivendo il momento migliore della sua carriera.

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Metti un gruppo di ragazzini sfrontati e baciati dal talento, riuniti sotto l'egida di un club che coniuga tradizione e rivoluzione, mettigli a capo un tecnico abbeverato al verbo di Guardiola e, in campo, un vecchio giramondo serbo a far da chioccia, mescola con forza ed ecco l'Ajax di Ten Hag e Tadic, un miscuglio esplosivo capace di qualunque impresa.

Come quella di ieri sera, quando i giovani terribili, per l'occasione vestiti di nero come una banda di bucanieri, sono scesi al Bernabeu a dare lezione di calcio ai campioni del mondo del Real Madrid, riuscendo addirittura a rimontare una sconfitta casalinga.

Squadra affamata e frizzante, ora l'Ajax si candida per il futuro, in un'ideale staffetta con i campioni uscenti. Ma il futuro degli aiacidi, si sa, è sempre a breve termine, perché questa è la politica del club: quelli forti hanno già al collo il cartellino col prezzo - e qui i saldi non esistono - quando non sono già piazzati, come nel caso di De Ligt.

Tadic e ModricGetty Images
Tadic supera Modric di slancio: ieri sera il serbo ha stravinto la sfida fra numeri 10

Tadic: con la sua guida l'Ajax ha vinto al Bernabeu

Sapientemente, Ten Hag ha scelto tre tutor per i suoi giovani, uno per reparto: a guidare la difesa ha voluto Blind, uno "scarto" del Manchester United, in mezzo al campo ha piazzato Lasse Schöne, un metronomo danese senza pedigree, e in avanti proprio quel Tadic che al Real Madrid ricorderanno a lungo: due assist e un gol nell'1-4 che rimarrà negli annali della Champions League.

Tadic e SchöneGetty Images
Tadic e Schöne, due delle chiocce che guidano i giovani dell'Ajax

Dusan Tadic, 30 anni, non ha certo un passato da candidato al Pallone d'Oro, come più della metà di quelli del Real, ma è uno con le idee chiare, un numero 10 di nome e di fatto che sta vivendo probabilmente il miglior momento della sua carriera. Una carriera cominciata in Serbia, nel Vojvodina, il club di Vujadin Boskov. È lì che lo scovano gli scout del Groningen che nel 2010 lo portano in Olanda. Due anni dopo passa al Twente e nel 2014 arriva il salto in Premier League.

Tadic con la maglia del Southampton in Europa LeagueGetty Images
Tadic con la maglia del Southampton in Europa League contro Santon

Al Southampton diventa subito il beniamino del pubblico grazie alla prestazione monstre contro il Sunderland all'ottava giornata: 1 gol e 4 assist (di cui uno per Graziano Pellè) per l'8-0 finale che manda in sollucchero i tifosi dei Saints. E poi, sia come sia, quando lui segna, quasi sempre la squadra vince. Sarà un caso, poi, ma il suo periodo d'oro al Southampton è legato alla panchina di Ronald Koeman: quando si interrompe il filo oranjie, che in fondo lega la sua carriera, anche il suo rendimento cala. Così nell'estate scorsa Tadic torna "a casa", in Olanda, dove, per averlo, l'Ajax lo paga poco più di 11 milioni di euro. Un affare d'oro, visti i 26 gol e i 15 assist messi a segno in 40 partite.

TadicGetty Images

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