Un anno fa l'addio a Davide Astori: l'Italia si stringe sotto il 13

Il 4 marzo 2018 se ne andava per sempre un uomo dal cuore d'oro, oltre che un grande calciatore: ad un anno dalla sua scomparsa, l'Italia ricorda il capitano viola.

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Un anno fa ci lasciava Davide Astori. Il 4 marzo del 2018 la Fiorentina si trovava a Udine, nell'albergo Là di Moret. Alle ore 15:00 della medesima domenica, i viola di Stefano Pioli avrebbero dovuto affrontare l'Udinese di Massimo Oddo alla Dacia Arena. Sembrava un giorno come tutti gli altri quello lì, trasformatosi d'improvviso in una giornata di lutto: nella tarda mattinata, infatti, arriva una notizia che ancora oggi fa gelare il sangue: Davide non c'è più. Il difensore, capitano gigliato e leader della squadra, è stato trovato privo di vita nella sua camera. A destare sospetti e preoccupazioni la sua mancata presenza al ritrovo per la colazione: solitamente, infatti, l'ex Cagliari e Roma era tra i primi ad arrivare.

Una notizia, questa, che ha sconvolto il mondo del calcio e non solo: l'addio ad un ragazzo perbene, oltre che ad un grande calciatore, ancora nel pieno della sua carriera e della sua vita familiare. Il grande coraggio della compagna Francesca Fioretti, sorretta dall'amore per la figlia Vittoria, ha rappresentato la perfetta cartolina di un amore incondizionato, a cui si è aggiunta la vicinanza di un paese intero che ha dimenticato colori e bandiere unendosi sotto un grande numero 13 viola. La 26esima giornata di Serie A, così, si è trasformata in un grande tributo a Davide Astori: in ogni partita, infatti, il volto del difensore è stato proiettato sui megaschermi presenti negli stadi esattamente al '13. Attimi di applausi, di sorrisi malinconici, di ricordi, ma anche di commozione e lacrime struggenti, come quelle di Josip Ilicic in occasione di Atalanta-Fiorentina. Lo sloveno, infatti, fu compagno di Davide proprio in viola.

Ancora oggi il mondo del calcio si chiede se quella cardiomiopatia aritmogena fosse effettivamente diagnosticabile nei controlli di routine, e questo nonostante diversi esperti abbiano garantito come tale problematica sia difficilmente evidenziabile anche in presenza degli elettrocardiogrammi, anche se - stando a quanto riferito da La Nazione - alcune avvisaglie dei problemi cardiaci del difensore fuorono riscontrate sia nel 2016 che, soprattutto, nel 2017. E chissà cosa darebbe Marco Sportiello, portiere oggi al Frosinone ma l'anno scorso alla Fiorentina, per andare a riprendere quegli scarpini dimenticati nella stanza di Davide Astori la notte del 3 marzo. L'estremo difensore, infatti, gli disse: "Non preoccuparti, passo a prenderli domani". Nella notte il capitano volò via, stringendo nel dolore l'Italia intera e annullando per un breve periodo rivalità, asti e polemiche di qualsiasi sorta. Qualche mese dopo, ai microfoni de Il Corriere della Sera, la compagna di Davide Francesca Fioretti parlerà del suo dolore con Walter Veltroni, ricordando quel padre e partner capace di cambiare per sempre la sua vita e quella della loro figlia Vittoria.

Davide era un animo gentile, un uomo curioso e allegro. Amava l'architettura, leggeva molto e gli piaceva scoprire ciò che non sapeva, cercare ciò in cui si sentiva più debole. Eravamo davvero felici, mi sembrava che la vita mi avesse fatta bella, con lui. [...] Ora la mia vita deve ricominciare, ce la metterò tutta. Di una sola cosa sono certa: di aver reso felice Davide nel tempo che abbiamo vissuto assieme. Le mie lacrime ci saranno e le condividerò con Vittoria, ma dovrò fare in modo che lei capisca che sono lacrime non di disperazione, ma di emozione. Quell'emozione che solo i ricordi più belli possono creare. L'amore di mia figlia è l'unica cosa più forte del mio dolore.

L'immagine al megaschermo di Davide AstoriGetty Images
L'immagine di Davide Astori viene proiettata nel megaschermo dello stadio Artemio Franchi di Firenze in occasione di Fiorentina-Cagliari.

Il ricordo di Davide Astori: le parole degli ex compagni

Struggente fu il ricordo di Riccardo Saponara, che a Davide Astori dedicò un lungo post sui social il 5 marzo 2018 parafrasando O Capitano! Mio Capitano! di Walt Whitman, poesia resa immortale dal film l'Attimo Fuggente con Robin Williams.

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O capitano, mio capitano. Perché non sei sceso a fare colazione insieme a tutti noi? Perché non sei passato a riprendere le tue scarpe fuori dalla camera di Marco e non sei venuto a bere la tua solita spremuta d'arancia? Ora ci diranno che la vita scorre, che lo sguardo va puntato in avanti e dovremo rialzarci, ma che sapore avrà la tua assenza? Chi arriverà ogni mattina in mensa a riscaldare l'ambiente con il proprio sorriso? Chi ci chiederà incuriosito ciò che abbiamo fatto la sera precedente per riderci su? Chi sgriderà i più giovani e chi responsabilizzerà i più esperti? Chi formerà il cerchio per giocare a "due tocchi" o chi farà ammattire Marco alla play? Con chi dibatteremo sulle puntate di Masterchef, i ristoranti fiorentini, le serie TV o le partite disputate? Su chi appoggerò la mia spalla a pranzo dopo un allenamento estenuante? Torna dai, devi ancora finire di vedere LaLaLand per poterlo analizzare come ogni film appena uscito. Torna a Firenze, ti attendono in sede per rinnovare il contratto e riconoscerti il bene e la positività che doni quotidianamente a tutti noi. Esci da quella maledetta stanza, ti aspettiamo domani alla ripresa degli allenamenti. Nella vita ci sono persone che conosci da sempre con le quali non legherai mai, poi ci sono i Davide che ti entrano immediatamente dentro con un semplice "Benvenuto a Firenze Ricky". Ovunque tu sia ora, continua a difendere la nostra porta e dalle retrovie illuminaci il giusto cammino. O capitano, mio capitano. Per sempre mio capitano.

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Nello speciale realizzato da Sky Sport e dedicato all'immortale capitano viola, Milan Badelj - oggi alla Lazio - ha così ricordato il compagno di mille avventure, sportive e non solo.

A casa custodisco la lettera dedicata a Davide, e anche la fascia che ho indossato dopo di lui. Col Benevento l'aria era veramente irrespirabile, una cosa che fa capire che c'è veramente qualcos'altro nel mondo oltre a noi. Allo stadio il clima era surreale. All'inizio è stato uno schock, ma poi mi sono ripreso. Abbraccerei Davide per non lasciarlo mai.

Stamattina, intorno alle ore 9:00, la Fiorentina si è recata a San Pellegrino Terme assieme alla famiglia di Davide. Assieme a loro una delegazione del Cagliari, alcuni ex compagni - tra cui Riccardo Saponara ed il già citato Milan Badelj - e oltre 300 persone che hanno omaggiato la memoria di Astori.

Una squadra, questa Fiorentina, che mai e poi mai potrà dimenticare quanto vissuto esattamente un anno fa. Sofferenza, dolore, rabbia e nostalgia hanno unito indissolubilmente questi uomini, guidati da un uomo serio e perbene come Stefano Pioli che mai si è scomposto trattenendo a stento le lacrime. Una squadra che, un po' per meriti altrui e un po' per demeriti propri, probabilmente non raggiungerà trofei e vette prestigiose nel breve periodo, ma che ha mostrato e continuerà a mostrare qualcosa che conta più dei risultati anche nel mondo del calcio: unità, sensibilità e amore nei confronti di un compagno, di un amico che, a 7 giorni dalla sua scomparsa, avrà senza dubbio sorriso di fronte al gol e all'esultanza di Vitor Hugo, suo sostituto e capace di svettare più in alto di tutti contro il Benevento ricordando così Davide nel modo più bello, sportivamente parlando.

Fiorentina Benevento: il ricordo di Davide AstoriGetty Images

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