Nanga Parbat, primo report di Txikon: nessuna traccia di Nardi-Ballard

In mattinata le prime ricerche sul posto, ma nessun avvistamento. Si proverà di nuovo con i droni, il tempo per ora lo permette.

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Provarci sino alla fine. Anche quando le speranze sono poche, pochissime. Continuano le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, dispersi da una settimana sullo sperone Mummery, nel versante Nord Occidentale del Narga Parbat. Il tempo sta concedendo una tregua, ieri gli elicotteri dell'esercito pachistano sono decollati da Skardu per trasportare al Campo 1 la squadra dei soccorritori guidata da Alex Txikon.

La guida alpinista spagnola, dopo il primo sopralluogo, ha riferito di non aver visto tracce dei due dispersi. Sono le ultime notizie in attesa del decollo dei droni che dal campo 2 si alzeranno per perlustrare la zona.

C’è poco ottimismo, ma le ricerche vanno avanti. Il Nanga Parbat non perdona. La nona montagna più alta sulla terra è allo stesso tempo la seconda per indice di mortalità. Il maltempo, le valanghe, la difficoltà nella salita. Tutti pericoli che si incontrano in cordata. Per Nardi e Ballard poche speranze. Ma una luce è ancora accesa, si lotta contro il tempo.

Nanga Parbat, uno degli elicotteri in soccorso per i due alpinisti Getty Images
Nanga Parbat, uno degli elicotteri in soccorso ai due alpinisti

Nanga Parbat, la missione per Nardi e Ballard: si ricomincia

Non si molla. Ma il primo tentativo di soccorso vero non ha portato purtroppo a nulla. Le ricerche di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti che da domenica 24 febbraio risultano dispersi sulla montagna pakistana del Nanga Parbat, vanno avanti. Ora tutto è in mano a Alex Txikon, guida alpina arrivata ieri con una squadra per tentare la difficile impresa. Stamattina il primo report:

Siamo arrivati al campo che stiamo installando sul plateux tra il campo 1 e il 2 a quota 4850 metri. Il tempo è splendido. Fa anche caldo, il pericolo di valanghe aumenta. Con l’elicottero che ci ha portato qui abbiamo fatto una ricognizione sulla montagna, lungo la via Kinshofer, poi sullo sperone Mummery e sull’area del ghiacciaio tra campo 3 e il punto dove siamo atterrati. Abbiamo raggiunto una quota approssimativa di 7100 metri. Purtroppo, non ci sono tracce visibili dei nostri amici.

Il prossimo passo: i droni. Ignacio de Zuloaga, alpinista e ingegnere, sta improntando la missione per perlustrare i percorsi e le possibili traiettorie di cadute con l’aiuto della tecnologia.

Il dolore e la raccolta fondi

La fidanzata di Tom Ballard, Stefania Pederiva, ha perso la fiducia. L’ha sentito l’ultima volta il 22 febbraio, quando l’inglese era ancora al campo base.

Non ha più senso cercare, non c’è più speranza.

Intanto va avanti la raccolta fondi su Internet per continuare le ricerche. Sul sito gofundme.com fino ad ora sono state registrate donazioni pari a 106mila euro. Soldi utili per alimentare quella piccola speranza di ritrovare i due alpinisti ancora vivi. Ma anche per ritrovare i corpi, per non darli alla montagna che già potrebbe essersi presa le loro vite.

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