Arrestato capo ultras Juventus: gestiva un traffico di droga

Operazione della Dia ad Agrigento, il leader dei Bravi Ragazzi in manette per spaccio di droga e sequestro di persona insieme ad altre 33 persone.

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Un'operazione della Direzione Investigativa Antimafia ha portato all'arresto di Andrea Puntorno, capo ultras della Juventus e leader dei Bravi Ragazzi, gruppo posizionato nella Curva Sud dell'Allianz Stadium. Il blitz è stato effettuato stamattina ad Agrigento e ha coinvolto 34 persone, tutte legate alla mafia locale ma anche a quelle di Palermo e della Calabria.

L'accusa mossa a Puntorno è quella di spaccio di droga e sequestro di persona. L'ultras siciliano, da anni vicino agli ambienti della Juventus, avrebbe avuto in gestione il traffico di droga di Agrigento. Per la Dia è concorso esterno in associazione mafiosa: il suo legame con Antonio Massimino, attuale boss della città dei templi, avrebbe favorito le attività illecite. Il capomafia gli avrebbe commissionato il sequestro di un uomo, reo di aver consegnato un assegno a vuoto. Inoltre, avrebbe commesso violenza sessuale ai danni della compagna del sequestrato, sempre su ordine del boss.

Massimino è già detenuto presso la casa circondariale di Agrigento, ma stamattina gli è stata recapitata la notifica dell'ordinanza. Oltre al boss e a Puntorno, sono finiti in manette altri 32 esponenti del clan locale, con diramazioni tra Palermo, Trapani, Catania, Ragusa, Vibo Valentia e Parma.

Juventus, arrestato capo ultrà ad Agrigento: Andrea Puntorno accusato di concorso esterno in associazione mafiosaGetty Images
Juventus, arrestato capo ultrà ad Agrigento: Andrea Puntorno accusato di concorso esterno in associazione mafiosa

Arrestato capo ultrà della Juventus ad Agrigento

Puntorno aveva lasciato Torino un anno fa, dopo due arresti per droga nel 2012 e nel 2014 ed una condanna a 6 anni di reclusione, oltre ad una confisca di beni per 500mila euro. Era stato coinvolto, inoltre, nelle note indagini sul bagarinaggio all'Allianz Stadium, che avevano messo nel mirino sia gli ultras della Juventus sia gli stessi dirigenti del club bianconero dopo la messa in onda della trasmissione Report, che si occupò del caso.

I precedenti penali accumulati negli ultimi anni avevano imposto a Puntorno un regime di sorveglianza speciale perché "socialmente pericoloso", in vigore anche dopo il ritorno ad Agrigento. Il suo ruolo di broker della droga, con il compito di mettere in contatto Massimino e gli altri boss dello spaccio, ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e della Dia.

In Calabria, infatti, Puntorno indirizzava gli investimenti di Massimino in sostanze stupefacenti. Vibo Valentia sarebbe il centro da cui il boss di Agrigento acquistava la droga da smerciare poi lungo le diramazioni costruite. Fino a questo momento, però, gli ambienti ultras della Juventus non sono coinvolti nelle operazioni della Dia.

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