Calciomercato, la verità di Strootman: "La Roma non mi ha cacciato"

L'ex giallorosso racconta a L'Equipe i primi mesi da marsigliese e torna sul suo trasferimento a mercato chiuso: "Decisione mia, la Roma non me lo ha imposto".

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Se c'è una cosa che il mondo del calcio ci ha insegnato è che alle sconfitte seguono inevitabili polemiche. Dopo il 3-0 subito nell'ultimo derby della Capitale, la Roma esce ridimensionata e anche le poche certezze, ricostruite con fatica mattone dopo mattone da Eusebio Di Francesco, sembrano essere state definitivamente minate. I tifosi sono furiosi e non potrebbe essere altrimenti: d'altronde la prestazione sfoderata contro la Lazio accende spie importanti sul futuro giallorosso, un campanello d'allarme soprattutto perché tra poche ore la squadra sarà in campo per l'ottavo di finale di Champions League con il Porto. Qualora le cose andassero male, tra le accuse alla società potrebbero velocemente rispuntare le scelte in chiave di calciomercato.

La Roma negli ultimi due anni ha dovuto vendere la maggior parte delle proprie stelle, ma se c'è una cosa che non va giù alla tifoseria è la cessione di Kevin Strootman. Il motivo? Molto semplice: contrariamente alle altre operazioni in uscita, quella che ha portato l'olandese a Marsiglia è avvenuta a calciomercato finito. Se in Francia lo spazio temporale per fare operazioni in entrata era ancora aperto, da noi non era più possibile acquistare calciatori.

La Roma quindi si è ritrovata con un giocatore in meno senza la possibilità di rimpiazzarlo. Ovviamente l'ambiente non ci ha messo molto a trovare il capro espiatorio, accusando Monchi di aver fatto un azzardo accorciando ulteriormente la coperta in mediana. Il dirigente spagnolo però aveva necessità di mettere a bilancio ancora una plusvalenza, all'interno di un processo di player trading sul quale il club punta dal momento in cui ha chiamato a lavorare in Italia l'ex direttore sportivo del Siviglia.

Kevin Strootman, centrocampista dell'OMGetty Images

Calciomercato, parla Strootman: "Con la Roma separazione concordata"

A distanza di quasi sette mesi Kevin Strootman è tornato a parlare dell'operazione che lo ha visto lasciare la Roma per approdare a Marsiglia, dove ad attenderlo c'era un ex conoscenza giallorossa come Rudi Garcia. In un'intervista rilasciata a L'Equipe l'olandese ci tiene a precisare che, nonostante il club avesse motivo di cederlo per questioni economiche, la scelta finale è stata presa da lui:

In certi club capita che ti chiedano di andare via, ma non è il mio caso: la Roma non mi ha cacciato, sono stato io a volere andare via.

Quelle di Strootman sono parole molto importanti, che chiariscono una volta per tutte una vicenda abbastanza nebulosa. In molti infatti si chiedevano il motivo per il quale la società avesse fatto una scelta di calciomercato così forte, dando per scontato che alla base non ci fossero motivi extracampo. Semplicemente, entrambe le parti avevano altre priorità:

La Roma aveva comprato altri centrocampisti, forse non aveva più fiducia in me. Dopo cinque anni in giallorosso è stato normale andare a cercare nuove esperienze altrove. Il Marsiglia ha dimostrato di volermi davvero e ho accettato la loro proposta.

Alla base ci sarebbe anche stato un lungo colloquio telefonico con Rudi Garcia, tecnico che per il centrocampista olandese ha sempre avuto una particolare predilezione:

Ci siamo sentiti e mi ha spiegato il progetto che la dirigenza aveva su di me. Ho avuto sin da subito buone sensazioni e mi sono confrontato con il club. C'era la possibilità di partire e l'ho fatto, non è stata la Roma a mandarmi via.

Il diretto interessato smentisce così una vicenda che nella Capitale aveva ormai assunto i contorni della leggenda urbana, utile solo a sparare a zero contro una dirigenza che in estate aveva fatto ragionamenti precisi. Va anche detto che il rendimento dello Strootman degli ultimi anni era calato vistosamente a causa dei frequenti problemi fisici che lo avevano spesso relegato ai margini. La fine del matrimonio sembra essere stata concordata e consensuale e, ora che anche il diretto interessato lo ha confermato, l'ennesimo capitolo della faida tra tifo e società americana può considerarsi finalmente chiuso.

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