Clamoroso nel bridge: squalificato per doping il campione del mondo

Geir Helgemo, 49enne norvegese con cittadinanza monegasca, è stato trovato positivo a clomifene e testosterone sintetico e punito con un anno di sospensione.

Il campione del mondo di bridge squalificato per doping Getty Images

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La notizia può far sorridere chi non è pratico di questo mondo, ma quanto accaduto a Geir Helgemo, 49enne campione mondiale di bridge, è clamoroso: vero fuoriclasse in uno dei più diffusi giochi di carte, al punto da essere riconosciuto dal CIO come disciplina olimpica, il miglior giocatore al mondo è stato squalificato per un anno dopo che un controllo antidoping ha riscontrato la presenza di due sostanze proibite - clomifene e testosterone sintetico - in un campione prelevato nel settembre del 2018 durante le World Bridge Series andate in scena a Orlando, Florida.

Nato in Norvegia ma trasferitosi nel Principato di Monaco per far parte del "dream team" formato dall'imprenditore e campione di bridge Pierre Zimmerman, Geir Helgemo è una vera e propria autorità di una disciplina che lo scorso agosto lo aveva appunto eletto quale migliore al mondo e che negli anni lo ha portato a scrivere due libri andati a ruba tra gli appassionati, "Helgemo's World of Bridge" e "Bridge with imagination": la sua squalifica ha colpito i numerosi appassionati della disciplina, che però certo non è nuova a questo tipo di problematiche.

Anzi: la necessità di essere sempre nelle migliori condizioni mentali, vista la sua natura ad alti livelli estremamente competitiva e stressante, ha portato il bridge a diventare uno degli sport più colpiti in materia di antidoping, con i controlli effettuati nel 2018 che hanno riscontrato la presenza di sostanze proibite in oltre il 20% dei casi: tra questi Helgemo, che ha visto scendere in campo in sua difesa Kari-Anne Opsal, presidentessa della Norwegian Bridge Federation, che ha sottolineato come né clomifene né testosterone sintetico siano in grado di aumentare le prestazioni nel gioco del bridge.

Geir Helgemo, squalificato per doping il campione del mondo di bridgeGetty Images

Doping: il campione di bridge Geir Helgemo squalificato e privato dei titoli

Evidentemente quanto sostenuto dalla Opsal e dallo stesso Helgemo non è condiviso dalla World Bridge Federation, riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale e che per questo deve attenersi scrupolosamente alle regole contro il doping riguardanti discipline decisamente diverse per quanto riguarda gli sforzi fisici richiesti: il campione norvegese è stato sospeso per un anno con effetto retroattivo - potrà dunque tornare a gareggiare a novembre 2019 - e privato di tutti i titoli e i punti nel ranking ottenuti durante le World Bridge Series del 2018.

Il testosterone sintetico servirebbe infatti nel bridge per mantenere alto il livello di concentrazione in tornei professionistici che possono durare giorni interi e che possono costringere i giocatori a sostenere vere e proprie maratone di 8-10 ore: comprensibile dunque come qualunque sostanza tesa a migliorare questo aspetto sia - insieme ai segnali durante le partite, proibiti e severamente puniti - decisamente influente nel corso di competizioni che mettono a dura prova i la tenuta mentale e persino fisica dei partecipanti.

Inoltre, anche se davvero certi farmaci non migliorassero le prestazioni - tesi sostenuta dalla federazione norvegese e ribadita da quella monegasca in una successiva dichiarazione - l'adesione al CIO e al programma della WADA, l'agenzia mondiale per l'antidoping, non ha lasciato altra scelta possibile alla World Bridge Federation: il più grande campione al mondo della disciplina dovrà scontare la squalifica, rimborsando oltretutto le spese processuali pari a 3659 euro.

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