Serie A, sette squadre per tre posti: lotta salvezza, la situazione

Alla vigilia del 26esimo turno la corsa per mantenere la categoria è più viva che mai, con sette squadre in 14 punti. Solo Frosinone e Chievo sembrano già spacciate.

0 condivisioni 0 commenti

di - | aggiornato

Share

Scudetto? Champions League? Sesto posto? No, il duello più appassionante della Serie A 2018/19 è senza dubbio la corsa salvezza. La lotta per non retrocedere coinvolge attualmente sette squadre racchiuse in 14 punti, il che significa essenzialmente due cose: la prima è che, in proiezione, quest'anno la soglia utile a portare a casa la pelle potrebbe abbassarsi ulteriormente. La seconda, invece, ci dice che a parte il Chievo - lontano 11 punti dal quartultimo posto - le altre squadre sono comprese in un fazzoletto di 8 punti. Un vero e proprio paradosso, se ci pensate: come può appassionare una zona salvezza dove la maggior parte della compagini in lotta si salva per demeriti altrui?

Eppure anche in questa stagione "rischiamo" di rimanere nell'incertezza fino alla fine: considerando Genoa e Parma già salve, dal Cagliari in giù tutte rischiano qualcosa, soprattutto qualora dovessero imbattersi nei classici periodi di magra in cui vengono inanellati una serie di risultati negativi. Essere risucchiati in basso è davvero questione di nulla: lo sanno bene Spal ed Empoli, che dopo le prime giornate di campionato sembravano potersi ragionevolmente staccare da una zona di classifica con la quale, a livello di gioco e organizzazione, avevano dimostrato di aver poco a che fare. Invece sia emiliani che toscani sono lì, ripresi da un gruppo che punto dopo punto si è ricompattato fino ad arrivare alla situazione attuale.

Alla vigilia del 26esimo turno di Serie A si può già fare una prima stima in proiezione della quota salvezza di quest'anno: con questi ritmi, a 32 punti ci si salva. Davvero poca roba se pensate che non solo sarebbe la quota più bassa degli ultimi cinque anni, ma anche che la classica frase "bisogna fare come minimo 40 punti" ormai in Italia non è più attuale. Da quando il nostro campionato è passato al format a 18 squadre, soltanto in due occasioni tale soglia è stata toccata e gli ultimi sei anni hanno fatto registrare i numeri peggiori di sempre.

Leonardo Pavoletti, centravanti del Cagliari: da lui passano le speranze salvezza dei rossobluGetty Images

Serie A, lotta salvezza: il Cagliari si affida a Pavoletti

Nel 2005 ci furono addirittura tre squadre capaci di toccare i 40 punti senza aver la certezza di salvarsi. La Fiorentina, che prevalse per classifica avulsa sule altre, costrinse Parma e Bologna a spareggiare in un derby che poi il Parma vincerà sul campo dei rivali grazie a una sviolinata di Gilardino. Due anni più tardi toccò al Cagliari di Massimiliano Allegri: dopo cinque sconfitte nelle prime cinque di Serie A, i sardi vinsero 1-0 in casa del Torino grazie a un gol di Robert Acquafresca, cominciando da lì la loro risalita.

Di recente però è bastato molto meno: lo scorso anno la Spal si è salvata con 38 punti, mentre andando a ritroso troviamo i 34 di Crotone e Sassuolo (neopromosso: in quella stagione Di Francesco venne momentaneamente sostituito da Malesani per poi tornare di fretta sulla panchina dei neroverdi), i 37 dell'Atalanta e i 39 dell'Udinese. Nell'ultima giornata nessuna delle sette "sorelle" ha vinto, quindi la situazione non è cambiata, ma ciò che si può tranquillamente affermare è che in mezzo a questo lotto Cagliari e Spal sembrano avere qualcosina in più per staccarsi dal gruppo quanto prima.

Partiamo da sardi, i cui problemi più grossi sono legati al rendimento in trasferta: delle 11 partite giocate fuori casa in questa stagione, i rossoblu ne hanno perse addirittura 9, pareggiando in un'occasione e vincendo clamorosamente a Bergamo. In casa però la squadra ha sempre risposto molto bene e, anche nelle sconfitte, ha dimostrato che la salvezza può tranquillamente costruirsela davanti al proprio tifo. Ultimamente è poi tornato alla ribalta anche Leonardo Pavoletti, autore dell'importantissima doppietta che ha permesso al Cagliari di battere il Parma in rimonta.

La Spal punta sul collettivo, l'Udinese sui suoi argentini

Diverso il discorso legato alla Spal, la quale non ha vere e proprie stelle ma un collettivo molto solido, costruito negli anni grazie alla sapiente mano di Leonardo Semplici. Il tecnico toscano ha saputo valorizzare l'intero parco giocatori messogli a disposizione della società con la sola eccezione di qualche bypassabile seconda linea. Grazie a lui sono esplosi giocatori come Manuel Lazzari, Tiago Cionek e Kevin Bonifazi, ma è stata rilanciata anche gente del calibro di Jasmin Kurtic, Andrea Petagna ed Emiliano Viviano.

Il portiere, arrivato a gennaio, è stato uno degli innesti più mirati della bassa classifica e ha portato sicurezza in un reparto nel quale i due ex granata Gomis e Milinkovic-Savic avevano fallito. Chi invece non ha mai avuto problemi tra i pali è l'Udinese, che in estate è stata molto brava a portarsi a casa l'ex numero 1 del Racing Juan Musso, uno dei pochi a salvarsi in un gruppo che al momento ha il peggior attacco del campionato alla pari delle ultime tre in classifica. In Friuli sperano di poter rivedere presto il Rodrigo De Paul di inizio stagione: la sensazione è che le voci di mercato abbiano distratto l'argentino, che a gennaio avrebbe già ricevuto diverse offerte per lasciare Udine in estate.

Cambi in panchina: Mihajlovic ha trasformato il Bologna

Offerte che piovono anche in casa Empoli: i toscani hanno una mediana fatta di ragazzi estremamente futuribili, sui quali le big italiane si sono già informate. Si va da Krunic a Traoré, passando per l'ex Arsenal Bennacer: paradossalmente però schierare tutta questa gioventù spesso si è rivelato un boomerang, soprattutto dopo l'avvicendamento in panchina tra Iachini e Andreazzoli. Il tecnico della promozione offriva un calcio più propositivo e legato al possesso palla, l'ex Udinese invece è un tipo più speculativo e conservativo. Il risultato? Il medesimo, come testimonia la media punti attuale tra i due. La cosa da fare quindi è una sola: affidarsi a Francesco Caputo e sperare che la sua prima stagione assoluta nella massima serie coincida con la salvezza toscana.

Un obiettivo duro da raggiungere, soprattutto perché dietro il Bologna scalpita. L'arrivo di Sinisa Mihajlovic ha trasformato i felsinei, usciti rinvigoriti dall'intervento della società sul calciomercato di gennaio: i rossoblu si sono portati a casa alcuni elementi molto importanti e la proposta di gioco del serbo esalta una rosa costruita apposta per alternare il 4-3-3 e il 4-2-3-1. Nicola Sansone potrebbe essere il fattore più incisivo di questa seconda parte di stagione, nella quale Mihajlovic conta di recuperare anche Roberto Soriano. La vittoria di San Siro ha dato fiducia, ma adesso serve anche un successo in casa.

Situazioni disperate per Frosinone e Chievo

Frosinone e Chievo sembrano essere le due compagini meno attrezzate per raggiungere la salvezza. Sui clivensi c'è poco da dire, dato che gli eventi capitati alla piccola realtà veronese parlano già da soli: si è partiti con la penalizzazione legata al caso delle plusvalenze fittizie e, dopo poche giornate di campionato, la società ha esonerato Lorenzo D'Anna per dare la panchina a Gianpiero Ventura. L'ex ct azzurro è durato poco e le sue dimissioni hanno lasciato strascichi polemici, con il club che ha chiamato Mimmo Di Carlo con la speranza di salvare il salvabile.

La squadra adesso è più quadrata ma subisce comunque tantissimo, talmente tanto che solo il Frosinone fino a oggi ha fatto peggio. Anche in Ciociaria c'è stato un cambio in panchina che sembrava aver rinvigorito l'ambiente, ma alla lunga la poca qualità è venuta a galla e Marco Baroni si è dovuto accontentare degli applausi. La sconfitta casalinga contro la Roma, nella quale il Frosinone meritava senza dubbio di più, è emblematica di una stagione cominciata tra le polemiche (vi ricordate il caso dei palloni in campo nello spareggio col Palermo?) e ben presto esondata per le scelte offensive scellerate di Moreno Longo. Il presidente Stirpe sta facendo un grande lavoro extracampo, ma sportivamente deve ancora ambientarsi bene nel calcio che conta.

Saranno ben 15 gli scontri diretti in programma da qui a fine campionato. Di questi, solo uno probabilmente non conterà nulla (Frosinone e Chievo si incontreranno nell'ultimo turno, quando la matematica le avrà già condannate). Il Bologna è la squadra che ne giocherà di più, visto che nelle prossime settimane gli uomini di Mihajlovic avranno la possibilità di costruirsi da soli il percorso verso la salvezza affrontando l'Udinese in trasferta per poi ospitare Chievo, Cagliari ed Empoli.

Il 31esimo turno sarà invece quello che vedrà più incroci contemporaneamente, dato che mentre il Bologna se la vedrà in casa contro la squadra di Di Carlo, a Udine giocherà l'Empoli dell'ex Iachini e il Cagliari ospiterà la Spal. Questa sarà probabilmente la giornata spartiacque prima dell'appassionante rush finale. Non sarà alta classifica, ma la lotta salvezza di quest'anno rischia ugualmente di tenerci incollati agli schermi fino alla fine.

Share

Commenta

Ti potrebbe interessare anche:

Questo sito internet utilizza cookie tecnici e di profilazione, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza di navigazione, analizzare l’utilizzo del sito e per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Puoi saperne di più o per negare il consenso ad alcuni a tutti i cookie clicca qui Informativa sui Cookies. Chiudendo questo banner, cliccando in seguito o continuando a utilizzare il sito, acconsenti all’utilizzo dei predetti cookie.