Serie A, Insigne: "Il gol di Koulibaly frenò la corsa scudetto"

L'attaccante pronto a dare l'assalto alla corazzata bianconera: "Questa sfida ha un sapore speciale. Hamsik? Ha fatto la storia del Napoli".

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Napoli-Juventus non è solo il big match della 26esima giornata di Serie A. Ormai da anni è la partita di campionato più attesa dell'intera stagione, più sentita dalle rispettive tifoserie. Il conto alla rovescia è cominciato da giorni, la formazione partenopea arriva in una fase particolare della sua storia. Non ci sarà lo storico capitano Marek Hamsik, sarà la prima di Ancelotti al San Paolo contro la Vecchia Signora E per Lorenzo Insigne sarà la prima con la fascia da capitano saldamente al braccio.

Tredici lunghezze sono un abisso quando là davanti c'è la Juventus di Ronaldo & Co., il destino della Serie A sembra segnato già da tempo, ma il popolo napoletano attende questa sfida quasi quanto il tricolore. Vincere significherebbe archiviare il discorso Scudetto con più armonia, con una gioia capace di consolare anche una stagione priva di trofei. A dimostrarlo sono i numeri delle prevendite: oltre 35mila a due giorni dall'incontro, un sold out come non si vedeva da tempo al San Paolo. L'obiettivo è raggiungere quota 50mila presenze.

Sulle spalle di Lorenzinho Insigne il carico di chi gioca con il sangue napoletano, di chi sa che deve fare gol per riaccendere fiducia ed entusiasmo, per regalare una poesia ad una città che vive di sogni. Vincere è la parola d'ordine, l'obiettivo, la strada a senso unico per riconquistare i tifosi. Ancora una volta sarà il piccolo ma tenace Davide che sfiderà il gigante Golia. Nella partita di andata il colpo di fionda non è andato a buon fine, adesso per il Napoli c'è a disposizione un'altra occasione per piegare lo storico avversario di sempre.

Lorenzo Insigne in Serie AGetty Images
Lorenzo Insigne capitano del Napoli

Serie A, Lorenzo Insigne: "Fare gol alla Juve è sempre bello"

Domani sera la Serie A si fermerà con il fiato sospeso per una delle sfide più attese dell'anno. Lorenzo Insigne, in una lunga intervista a Sky Sport, dice di essere in cerca di rivincita. Conta poco il copione assegnatogli con l'arrivo di Ancelotti, la vita è fatta di soddisfazioni e domenica sera saranno 90 minuti di pura adrenalina per tutti i giocatori in campo.

Indossare la fascia da capitano a Napoli non capita tutti i giorni. Però io sono diventato capitano da poco, dopo la partenza di Hamsik, sono orgoglioso di questa fascia e spero di indossarla per tanti anni. Il mister mi ha cambiato posizione, mi trovo bene e, anche se non sono incisivo come all'inizio, l'importante è lavorare duramente. Prima o poi arriveranno prestazione e gol. La partita è molto sentita, il distacco è molto ampio, ma proveremo a vincere perché per noi ha un sapore speciale e proveremo a dare questa gioia ai tifosi. Fare gol alla Juventus è sempre bello, ma anche se non arriva il gol è importante fare una buona prestazione e vincere la partita.

Mancherà l'ampia visione di gioco di Hamsik, del capitano capace di difendere le spalle del pacchetto offensivo e di fare da argine davanti alla linea difensiva. In un Napoli che affida ad Allan il ruolo di nuovo regista, l'assenza di Marekiaro si avvertirà, anche se per pochi minuti. 

Ha fatto la storia del club, ha superato Maradona, da centrocampista ha fatto tanti gol, è solo da prendere da esempio. Sono orgoglioso di aver giocato con lui, mi ha sempre trattato bene, era un campione dentro e fuori dal campo, non ha mai detto una parola fuori posto, non si è mai lamentato ad un cambio, non si è mai arrabbiato quando è stato messo in panchina. Bisogna prendere esempio e dirgli grazie per questi anni insieme.

Lorenzo Insigne e Kalidou Koulibaly con la maglia del NapoliGetty Images

Insigne, Koulibaly, Milik: i tre assi nella manica di Ancelotti

Se nella stagione precedente la corsa al tricolore si è decisa nelle fasi finali, quest'anno la matematica potrebbe decretare la sentenza con largo anticipo. Il Napoli di Ancelotti è ancora in fase di rodaggio, il suo vero volto forse sarà svelato solo nel campionato prossimo. Eppure c'è rammarico per alcuni banali errori che hanno frenato l'inseguimento alla zebra bianconera.

Loro hanno una grande rosa, la nostra non è da meno, però loro sono un po' più avanti. Siamo stati sfortunati con il Chievo in casa, con la Fiorentina e il Torino ci è mancata un po' di cattiveria sotto porta per chiudere la partita. Questi sono aspetti che ci faranno crescere, poi è il primo anno che il mister è con noi. Un modulo nuovo, posizioni nuove, allenamenti diversi. All'inizio nessuno ci dava nella posizione Champions, ma come gli altri anni siamo stati noi a dare più fastidio alla Juve. Prima o poi ci dobbiamo prendere qualche soddisfazione...

Non sarà solo Insigne il vero portacolori del Napoli in una sfida così attesa ed emozionante. Koulibaly è entrato nel cuore dei tifosi come pochi difensori nella storia della società. Lui ha regalato la sensazione del trionfo nell'aprile 2018, con quel magistrale colpo di testa in casa Juve che fece assaporare il tricolore per pochi giorni, prima del tonfo a Firenze. E poi c'è Milik, il possente e giovane polacco su cui ADL vuole puntare anche per il futuro, capace di mettere lo zampino nelle situazioni più difficili.

Koulibaly da quando è arrivato è migliorato tantissimo, ci ha portato anche alla vittoria in uno stadio dove c'è tanta rivalità. Forse per vincere lo scudetto era meglio non vincere quella partita, così mettevamo più cattiveria nelle altre partite. Ma è stata una grande vittoria, ha fatto un grandissimo gol e in questo momento ce lo stanno invidiando tante squadre al top. Per noi attaccanti quando non facciamo gol non è facile, ci sono passato pure io, non solo quest'anno ma anche negli anni precedenti. Però lui è un grande attaccante e ci darà una mano. Ha subito più infortuni di fila ai crociati, non è poco. Può ancora migliorare e dare tanto al napoli

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