Serie A, parla Pallotta: "Non lascio la Roma, lo stadio è necessario"

Il presidente del club giallorosso parla al sito ufficiale: "Compio 61 anni fra due settimane. Quando forse ne avrò 75 non starò più qui a guidare questa società".

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Il rapporto tra il presidente James Pallotta e i tifosi della Roma vive momenti di alti e bassi praticamente da sempre. Nei suoi ormai sei anni di gestione, il club giallorosso non è riuscito ancora a vincere niente, pur ottenendo dei buoni risultati a livello di piazzamenti in Serie A e in Champions League.

Si è parlato spesso della possibilità dello statunitense di defilarsi, soprattutto in riferimento alle questioni legate alla costruzione del nuovo stadio della Roma, vero e proprio pallino degli ultimi anni di Pallotta.

Si tratta di una battaglia che il proprietario del club sta portando avanti da anni, con una tale costanza da far insinuare maliziosamente ad alcuni sostenitori giallorossi che questo progetto sia l'unico obiettivo reale dell'imprenditore. Per chiarire questo argomento e parlare di molto altro ancora, il presidente della Roma si è concesso a una lunga intervista pubblicata sul sito ufficiale.

Quando siamo subentrati come proprietà, avevamo l’obiettivo di valorizzare l’immagine della Roma e della sua storia per costruire un marchio globale che potesse aiutarci ad avere successo sul campo. Se guardo indietro a questi primi sei anni, alzo le mani e ammetto di aver commesso degli errori, ma penso che in alcune aree siamo riusciti anche a superare le aspettative.

James Pallotta e i suoi progetti per la Roma, Serie AGetty Images
Serie A, James Pallotta e i suoi progetti per la Roma

Serie A, Pallotta e la Roma: "Mai pensato di andarmene"

Dopo aver ammesso i suoi errori, Pallotta parla anche dei motivi che lo spingono a restare e a emozionarsi ancora per questo progetto:

Sì. Onestamente, gli ultimi sei o sette mesi sono stati difficili, a causa dei ritardi nello stadio, ma ora stiamo facendo nuovamente progressi. E non è un segreto che sono stato deluso da alcuni risultati in questa stagione. Come ho detto prima, dobbiamo migliorare, perché abbiamo alzato l’asticella dei nostri obiettivi sapendo che possiamo raggiungerli. Se riusciamo a sistemare certe cose, vedrete il mio entusiasmo salire alle stelle.

Allo stesso tempo, però, ci sono anche degli elementi lo hanno portato a fare delle riflessioni. Tra queste non c'è mai stata quella di lasciare il club:

Non ho mai pensato di lasciare la Roma. Faccio 61 anni fra due settimane e questo progetto mi esalta ancora. Quando forse ne avrò 75 non starò più qui a guidare questo Club, ma questo non è un progetto a breve termine per me. Parlo con molti tifosi e so che capiscono cosa stiamo cercando di fare. Parlo anche con tanti che non sono nostri fan e mi dicono "anche se non mi piace il tuo Club, stai facendo un ottimo lavoro per il calcio italiano: ne abbiamo bisogno". Ci sarà sempre qualcuno che sosterrà come siamo interessati solo a vendere i giocatori per fare soldi e io mi dico “Davvero? Non mi è entrato un centesimo in tasca dai trasferimenti”.

Roma, alcuni degli striscioni esposti dai tifosi contro Pallotta
Alcuni degli striscioni esposti dai tifosi della Roma contro Pallotta

Rapporto con i tifosi e il progetto per il nuovo stadio

Dopo aver messo i puntini sulle "i" in determinate questioni, il presidente della Roma parla anche degli striscioni offensivi subiti dai propri tifosi dopo i risultati non eccezionali raccolti in Serie A:

Sono onesto, una volta mi faceva male. Non voglio dire bugie, all’inizio non lo accettavo. Ma ora non me ne frega niente, perché so che il lavoro su cui ci impegniamo da tanto è solo per il bene del Club. Quando perdiamo sbagliamo tutti, ma questo accade da molto prima di me: anche gli altri presidenti della Roma sono stati criticati. Quando me ne andrò qualcun altro verrà criticato allo stesso modo, ma per ora preferirei che la gente criticasse me e sostenesse i giocatori. Dite quello che volete su di me, ma supportate i calciatori. Sono nello sport da molto tempo e non ho mai sentito un atleta dire che è stato veramente motivato ​​dagli insulti e dal livore dei propri tifosi.

Inevitabile poi parlare della questione legata al nuovo stadio

Non possiamo diventare uno dei top 10 Club senza uno stadio. Possiamo vivere grandi anni, come la scorsa stagione, ma voglio arrivare a essere tra i top 10 e non parlo solo in termini di fatturato, ma di tutto. Per questo dico che lo stadio è il punto di svolta. Se si pensa che io sia più ossessionato dallo stadio rispetto alla squadra, semplicemente è perché non passa il mio messaggio: è proprio perché sono ossessionato dalla squadra che ho questa determinazione a costruire lo stadio. [...] L'aspetto economico non è la mia forza trainante con la Roma. A volte sono depresso e frustrato perché odio perdere. Più di ogni altra cosa. In me c’è una natura competitiva. So che alcune squadre hanno a disposizione un budget due o tre volte più grande del nostro, ma non riuscire a competere sempre e a certi livelli mi disturba comunque.

Progetti futuri nel lungo periodo e il derby

Nella parte finale dell'intervista, a Pallotta viene domandato come immagini la Roma tra cinque anni:

Beh, tra cinque anni la Roma deve giocare nel nuovo stadio. Mi piacerebbe vedere una grande squadra sul campo, competere per i trofei, davanti a dei tifosi entusiasti a Roma e in tutto il mondo e un management solido in tutte le aree.

Guardando più nel breve periodo, infine, c'è da preparare il derby di Serie A con la Lazio di sabato sera:

Abbiamo delle grandi partite sabato e mercoledì. È per questo che giochiamo a calcio. Queste sono partite che si attendono con ansia: in cui c’è una gran posta in palio. Non chiedermi un pronostico, ma se giochiamo come so che possiamo fare, siamo in grado di ottenere i risultati di cui abbiamo bisogno.

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