I risultati più assurdi della storia del calcio

Dal football dei pionieri alla quarta divisione nigeriana, dagli aristocratici inglesi alla lotta per il titolo in Madagascar...

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Nemmeno nelle sue previsioni più pessimistiche Costinha, 44enne tecnico del Clube Desportivo Nacional di Madeira (bassifondi del campionato portoghese), si sarebbe aspettato una disfatta di tali proporzioni. Vero, i suoi modesti Alvinegros il 10 febbraio scorso andavano a Lisbona per sfidare il Benfica secondo in classifica, ma se una sconfitta era da mettere in conto certo nessuno avrebbe immaginato il modo in cui questa è poi maturata.

In vantaggio dopo appena un minuto con Grimaldo, i padroni di casa sono poi andati a segno con Seferovic (doppietta), Joao Félix, Pizzi, Ferreira, Ruben Dias, Jonas (doppietta anche per lui) e Rafa Silva. È finita 10-0, un risultato quasi incredibile e sicuramente da dimenticare per Costinha (ricordato in Italia per la sola presenza in 3 anni con l'Atalanta ma da giocatore bandiera del Porto, eterno rivale del Benfica) ma che non ha segnato alcun record.

La storia del calcio ha infatti già raccontato gare ben più incredibili con risultati decisamente più assurdi, sfide destinate a entrare nell'immaginario collettivo dei tifosi e a essere ricordate per sempre. Ecco una breve selezione di alcune gare che potrebbero far sembrare Benfica-Nacional 10-0 una noiosa partita a scacchi decisa da un paio di episodi.

Archie ThompsonGetty Images
Archie Thompson, record-man come autore di più gol in una singola partita: in Australia-Samoa Americane 31-0 ha firmato ben 13 reti, tante quanti i palloni che ha con se nella foto.

Nove partite terminate con un risultato incredibile

Il 12 settembre del 1885 il calcio è ancora agli albori, praticato soltanto in Gran Bretagna e, a buoni livelli, soltanto in Inghilterra e Scozia. Più in quest'ultimo Paese a dire il vero, dato che i confronti tra le due Nazionali si concludono frequentemente con gli abitanti delle Highlands vittoriosi grazie a uno stile di gioco, definito "scientifico" e composto da numerosi passaggi che mettono sotto scacco chi ancora si ostina a giocare con il pionieristico "calcia e corri".

Il 1885 è anche l'anno che segna l'accettazione del professionismo in Inghilterra da parte della Football Association e la conseguente fuga di talenti che dalla Scozia cercano una retribuzione per la propria arte pedatoria. Restano così a Glasgow e dintorni realtà molto diverse tra loro, alcune ancora straordinariamente forti e altre incredibilmente dilettantistiche. L'edizione 1885/1886 è la 13esima edizione della Coppa di Scozia, e nel primo turno si registra un risultato che passa alla storia: l'Arbroath F.C., club tutt'ora esistente e militante in terza serie, batte lo sconosciuto Bon Accord con un'incredibile 36-0.

Le premesse avevano chiaramente indicato quale squadra fosse favorita: il Bon Accord, sorto appena un anno prima, si era presentato sul campo senza neanche avere una qualche divisa di gioco ufficiale. Tuttavia il risultato fece scalpore anche allora, con le cronache che raccontano di numerosi tifosi impegnati a segnare sul foglio un numero di gol tale che persino l'arbitro parve perdere il conto. Avanti 15-0 all'intervallo, l'Arbroath segnò 21 gol nella ripresa e se ne vide annullare ben 7 per fuorigioco: mattatore della gara il 18enne Jocky Petrie, autore di 13 gol, mentre il portiere dei padroni di casa Milne, mai chiamato in causa, osservò annoiato la sfida riparandosi dalla pioggia grazie all'ombrello di uno spettatore.

A 30 chilometri di distanza in direzione Sud-Ovest, a Dundee, andava contemporaneamente in scena la sfida tra Dundee Harp e Aberdeen Rovers, altra gara tra una squadra vera e propria e una scalcinata compagine locale che aveva approfittato del fatto che ai tempi chiunque potesse partecipare al torneo: i molti presenti giurarono che fosse finita 37-0, ma il segretario dei padroni di casa, riconoscendo la difficoltà per l'arbitro di tenere il conto e ignaro del risultato maturato tra Arbroath e Bon Accord, propose di segnare ufficialmente 35-0. Questo gesto di fair play sarebbe costato al Dundee Harp un record che a livello di prima serie resiste tutt'ora.

Quasi esattamente due anni dopo, in Inghilterra, il Preston North End - rinforzato dai tanti scozzesi arrivati dopo il professionismo - stendeva senza pietà il malcapitato Hyde nel primo turno di FA Cup: registrata la risposta negativa degli avversari alla proposta di spostare la gara in un giorno feriale a causa di impegni già presi dal club, il Preston North End che era nel bel mezzo di un periodo d'oro che lo avrebbe visto vincere l'anno successivo il campionato da imbattuto e la FA Cup senza neanche prendere un gol decise di dare una severa lezione agli ospiti, abbattuti senza pietà dai gol di James Ross (8), Gordon e Thompson (5), Dewhurst (3), Drummond (2), Nick Ross, Russel e Goodall, che pur essendo un centravanti straordinario quel giorno si accontentò di una sola marcatura. 26-0 e tutti a casa.

Il portiere degli ospiti era Charles Bunyan, futuro agente di calciatori ante-litteram e pioniere del calcio in Svezia e Belgio e al quale al termine della gara non furono pochi a fare i complimenti tra spettatori e gli stessi campioni del Preston North End. Gli stessi complimenti con cui fu omaggiato Nicky Salapu l'11 aprile del 2001: portiere delle Samoa Americane, aveva appena incassato 31 gol dall'Australia, conti alla mano uno ogni 3 minuti recupero compreso.

Classe 1980, ancora in forza in patria al PanSa East FC dov'è cresciuto prima di collezionare esperienze all'estero nelle ultime serie austriache e quindi nel Mitra Kukar in Indonesia, quel giorno Salapu è l'unico giocatore delle Samoa Americane che abbia vagamente idea di cosa significhi giocare una partita vera, dato che la Nazionale ha dovuto rinunciare ai suoi giocatori pochi giorni prima a causa di problemi di visto alla frontiera australiana. I padroni di casa non schierano neanche la formazione titolare, ma bastano le riserve per distruggere una formazione che non può contare neanche sui giovani, impegnati negli esami scolastici. Finisce 31-0, un record per gare tra selezioni nazionali.

Dall'Hyde alle Samoa Americane, da Bunyan a Salapu, c'è un mondo nel mezzo: c'è il 17-1 con cui la Danimarca sconfigge la Francia A (dopo aver inflitto un 9-0 alla Francia B) nelle semifinali delle Olimpiadi di Londra 1908, con Sophus Nielsen che segna 10 reti, record che prima di venire superato da Archie Thompson in Australia-Samoa Americane viene eguagliato da Gottfried Fuchs, attaccante tedesco che alle Olimpiadi successive segna lo stesso numero di reti in Germania-Impero Russo 16-0. E c'è anche Sunderland-Derby County del 1894, con lo scaramantico portiere ospite Jack Robinson - divulgatore della parata in tuffo - che non riesce a mangiare il pudding pre-gara che ritiene gli porti fortuna, prende 3 gol, ottiene dall'arbitro arrivato in ritardo di ricominciare la gara e ne incassa altri 8 in quella che passerà alla storia come "la partita con tre tempi".

Anche nel XXI secolo però abbiamo modo di stupirci: il 31 ottobre del 2002 si gioca allo Stade Mahamasina di Antananarivo la gara conclusiva del girone a tre che serve per decretare il campione del Madagascar. Si tratta di una sfida inutile, dato che il titolo è già stato vinto dall'AS Adema dopo che lo Stade Olympique de l'Emyrne è stato fermato nella gara precedente da un rigore dubbio. Per protesta contro questa decisione arbitrale i giocatori, guidati e incitati dal tecnico Ratsimandresy, cominciano a scagliare volontariamente il pallone nella propria porta sotto lo sguardo stralunato degli avversari e di un pubblico via via sempre più inferocito dalla farsa.

Finisce 149-0, vengono segnati ben 149 autogol e infranti due record, quello relativo al maggior numero di gol segnati e quello che riguarda il maggior numero di autogol, anche se poi entrambi saranno invalidati. E se l'arbitro Benjamina Razafintsalama pensa bene di far continuare la gara fino al 90esimo, mettendo a rischio l'incolumità dei presenti, almeno la federcalcio locale mostra il pugno duro squalificando il tecnico ospite per tre anni e 4 giocatori per uno: tra questi figura anche Mamisoa Razafindrakoto, che in seguito sarà rifarsi un'immagine arrivando anche a indossare la fascia di capitano della Nazionale malgascia.

Altro Paese, altra stranezza: nel luglio 2013 si giocano le ultime gare valide per la promozione dalla quarta alla terza serie nella piramide calcistica nigeriana, e prime a pari merito sono Plateau United Feeders e Police Machine FC, e dato che sarà decisiva la differenza reti entrambe le squadre devono dare il meglio nell'ultima giornata rispettivamente contro Akurba e Babayaro. Faranno anche di più, finendo però per farsi prendere la mano.

Alla fine del primo tempo i risultati sono i seguenti: Plateau United Feeders-Akurba 7-0, Police Machine FC-Babayaro 6-0. Dopo i secondi 45 minuti di gioco i risultati finali sono 79-0 e 67-0 e qualcuno ha il vago sospetto che le gare non siano state giocate in modo del tutto regolare. Alla federcalcio nigeriana non servirà neanche indagare troppo per verificare come, considerando una media pari a 2,5/3 gol al minuto, le partite siano state una farsa: squalifica tutte e 4 le società coinvolte per 10 anni e tenta di mettere una pietra sopra a una delle pagine più vergognose nella storia del calcio.

Menzione doverosa per il Pelileo Sporting Club, che nel 2016 stende davanti a 300 spettatori il neonato Indi Native con un eloquente 44-1 nella terza serie dell'Ecuador, e la Nazionale di calcio degli Stati Federati di Micronesia, che con la sua selezione under 23 prende parte al torneo calcistico dei Giochi del Pacifico 2015 uscendo al primo turno dopo avere incassato 114 gol in 3 gare: 30 da Tahiti, 38 dalle Figi e ben 46 (sempre a zero, s'intende) dalle Isole Vanuatu. Risultati non del tutto negativi, spiegava il ct Foster, considerando che tanti ragazzi non avevano mai visto il mondo al di fuori delle isole e ignoravano persino cosa fossero ascensori e scale mobili.

A qualcuno farà ridere, ma il calcio è anche questo. Ed ecco perché in fondo, dopo aver visto Benfica-Nacional 10-0, qualcuno potrebbe non essere rimasto poi così impressionato.

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