Genoa, Romero e Rolon in rampa di lancio: pronte le future plusvalenze

Continuano i grandi affari rossoblù: il difensore argentino è molto vicino alla Juventus, il centrocampista verrà presto riscattato dal Malaga per poi essere rivenduto.

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Argentina, asado e tanta voglia di emergere nel calcio che conta. A poche settimane dalla dolorosa cessione del bomber Piatek, in casa Genoa ci si coccola tutti gli altri gioiellini che nell'ultimo anno la società ha saputo intercettare grazie a un meticoloso lavoro di scouting a livello mondiale. Vista l'evoluzione della stagione, è molto probabile che il prossimo a lasciare la sponda rossoblù della Lanterna sarà Christian Kouamé, il "socio" del centravanti polacco autore di una prima parte di campionato ampiamente positiva. Considerato che l'estate scorsa Enrico Preziosi lo ha pescato in Serie B, dove giocava nel Cittadella, l'ivoriano non ci ha messo molto a imporsi all'attenzione generale.

Genova però è una città che ha un profondo legame storico col Sudamerica. L'emigrazione di tanti liguri verso l'Argentina ha fatto sì che, negli anni, il capoluogo ligure venisse considerato una sorta di piccola da Buenos Aires. Un dato significativo in tal senso, numeri alla mano, è legato alla foltissima presenza di comunità provenienti dal subcontinente. Tra queste fa capolino quella degli argentini, che può anche vantare su due esponenti di lusso. Si tratta di Cristian Romero ed Esteban Rolon, giocatori che nel nuovo Grifone della gestione Prandelli hanno assunto uno status di pedine fondamentali, all'interno di una squadra che mai come quest'anno sta piazzando in vetrina pezzi pregiati a ripetizione.

Il primo è un difensore centrale al quale sono bastate poche partite per mettersi in mostra tanto che, già dopo un paio di mesi dall'inizio della Serie A, la Juventus ha pensato di fare una telefonata esplorativa a Preziosi con l'intenzione di capire se ci fossero le basi per potersi sedere al tavolo per trattare il suo passaggio in bianconero. Il secondo, invece, è un'invenzione "prandelliana" bella e buona, visto che solo con l'avvento del nuovo tecnico Rolon è riuscito finalmente a conquistarsi un posto nel cuore del gioco rossoblù.

Il Genoa festeggia una reteGetty Images

Genoa, Romero vale una fortuna: il futuro è bianconero

Cristian Romero lascerà quasi sicuramente Genova durante la prossima sessione estiva di calciomercato. Il condizionale rimane d'obbligo ma la sensazione è che il suo passaggio alla Juventus sia cosa fatta. C'è addirittura chi ipotizza un annuncio ufficiale a breve, visti anche i tanti incontri che nelle ultime settimane hanno permesso alle due parti in causa di chiacchierare riguardo al presente, ma anche al futuro. Un futuro che vedrà Romero come uno dei rinforzi per la difesa dei campioni d'Italia, all'interno di un processo di svecchiamento che i bianconeri vogliono avviare il prima possibile.

Ciò che ha stupito di più Fabio Paratici è il rapido adattamento che il classe 1998 alla nuova realtà. Arrivato l'estate scorsa per poco più di 1 milione e mezzo di euro, oggi vale quasi trenta volte tanto. Sono infatti proprio 30 i milioni che la Juventus metterà sul piatto per portarlo sin da subito a Torino.  Non male, per un ragazzo molto sottovalutato anche in patria dagli stessi addetti ai lavori che, nonostante le ottime prove fornite dal ragazzo con le selezioni giovanili argentine, non lo hanno mai sponsorizzato più di tanto.

Uno dei motivi potrebbe trovare spiegazione col fatto che Romero non si è mai mosso da Cordoba - la sua città natale - dove ha fatto tutta la trafila giovanile con il Belgrano. Nel 2016, a 18 anni ancora da compiere, aveva già il posto assicurato nell'undici titolare del Pirata, col quale ha esordito a livello internazionale mettendosi in mostra in Copa Sudamericana. Arrivato in Italia, il talento argentino non ci ha messo molto a farsi conoscere: gli sono bastati meno di 180 minuti per mettere a referto il primo gol con la maglia del Genoa, arrivato nel pareggio della seconda giornata contro l'Udinese.

Nella crisi tecnica di inizio stagione Romero è stata una delle poche certezze, un difensore per il quale sia Juric che Ballardini hanno speso parole importanti. Nel cuore del reparto arretrato si muove con personalità e sfrutta il suo fisico ben formato per giocare di anticipo sull'avversario di turno, ha buoni tempi di gioco e non è raro vederlo sganciarsi palla al piede dalla trequarti difensiva. Quest'ultima caratteristica potrebbe aiutarlo a diventare l'erede di Leonardo Bonucci, col quale potrebbe verificarsi un ideale passaggio di consegne tra un paio di anni.

Rolon, la scoperta di Prandelli: "Ledesma un modello, Cambiasso un maestro"

Qualche metro più avanti rispetto a Romero gioca Esteban Rolon, centrocampista centrale che fino all'insediamento di Prandelli sulla panchina del Genoa non aveva mai collezionato nemmeno un minuto di gioco. Quattro mesi di buio, nei quali il classe 1995 originario di Posadas aveva pensato addirittura di mollare a gennaio, nonostante si trovasse bene in città e avesse stretto una grande amicizia col suo connazionale. Poi la svolta, spiegata dallo stesso Rolon in una recente intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport:

Prandelli mi ha dato fiducia permettendomi esprimere al massimo il mio calcio. Ho sgombrato la testa dai problemi e ho pensato solo a giocare, ma sono stato anche bravo a farmi trovare pronto.

Già, perché di punto in bianco Rolon finisce in campo solo a inizio dicembre, in occasione dello scontro salvezza pareggiato 1-1 contro la Spal. Una partita delicata, nella quale il talento argentino esprime al massimo tutto il proprio potenziale. Da lì in poi non uscirà più di squadra, collezionando 9 presenze nelle ultime 10 partite, saltandone una sola per squalifica e partendo titolare in ben 6 occasioni.

Cresciuto nel settore giovanile dell'Argentinos Juniors, considerato da tutti "el mejor semillero del mundo", il quasi 24enne non è però alla prima esperienza europea. Infatti il Genoa l'estate scorsa lo ha prelevato in prestito dal Malaga, club nel quale è approdato un anno fa finendo fagocitato dagli enormi problemi societari degli andalusi, uno dei motivi che non gli hanno permesso di esprimersi al massimo. Come se non bastasse, a mettergli ulteriori pressioni c'erano i paragoni che Rolon si è portato dietro dall'Argentina. Per molti doveva essere il nuovo Cambiasso, uno dei prodotti storici del vivaio del Bicho:

Per me è un maestro, magari diventassi come lui. Ma il mio modello è Cristian Ledesma: io iniziavo quando lui tornò all'Argentinos per terminare la carriera: mi ha dato tanto e grazie a lui sono cresciuto molto.

È proprio grazie ai consigli del Lobo (il lupo, com'era soprannominato Ledesma) che Rolon ha imparato a gestire e dosare le forze in campo, spremendosi solo se necessario e diventando un recuperatore di palloni particolarmente efficace, tanto che oggi in Italia è lui a detenere il primato in percentuale di questa speciale classifica. Il suo cartellino appartiene agli andalusi ma Preziosi intende rinegoziare gli accordi col Malaga al più presto. Poi, si potrà pensare di monetizzarlo alla pari di Romero, mettendo a bilancio due delle plusvalenze più alte dell'intera storia genoana.

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