Ancelotti su Napoli-Juventus: "Vincere per tenerli all'erta"

Il tecnico dei partenopei ammette la superiorità dei bianconeri, ma vuole la vittoria: "Sono venuto qui perché sono certo che possiamo competere con loro".

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Sicuramente quando l'estate scorsa Carlo Ancelotti ha accettato la panchina del Napoli da Aurelio De Laurentiis non avrebbe pensato di trovarsi a questo punto della stagione col campionato praticamente già deciso.

Il tecnico ne ha parlato in un'intervista rilasciata a La Stampa: la data del 3 marzo l'aveva segnata in rosso sul calendario del suo ufficio. Napoli-Juventus avrebbe dovuto essere il match clou della stagione, quello che sarebbe andato a definire le sorti del torneo. E invece:

La classifica non mente. Merito loro e demerito nostro. Abbiamo sbagliato poche partite e fatto un buon campionato, ma loro sono stati davvero straordinari.

AncelottiGetty Images

Ancelotti su Napoli-Juventus: "Vincere per tenerli all'erta"

Napoli e Juventus si apprestano a sfidarsi domenica sera separate da 13 punti in classifica - per la cronaca furono 4 alla fine dello scorso campionato - e Ancelotti è il primo ad ammettere che la classifica dice la verità. Questo, però, non vuol dire che i bianconeri siano imbattibili:

Certo, se sono venuto qui è perché penso che possiamo competere con loro. Loro vorranno sfruttare le loro doti, difesa solida, contropiede, agonismo e velocità, ma noi vogliamo vincere per tenerli all'erta e non lasciarli pensare ad altro.

Ancelotti AllegriGetty Images

"Napoli trasmette amore non tensioni"

Quell'altro che si chiama Champions League e quei due gol da recuperare all'Atletico Madrid. Carletto ha la ricetta: forzare il gioco e tenere il controllo del match con più lucidità, quella che è mancata all'andata, quando la Juventus ha provato a gestire la partita finendo proprio dove volevano gli avversari. Ma l'intervista è a tutto tondo e Ancelotti traccia anche un bilancio di questa parte dell'esperienza napoletana:

Questa città trasmette amore, non tensioni, il clima è ovattato e la gente non si prende troppo sul serio. Come esperienza mi ricorda quella al Milan, con un gruppo di giocatori meno formato rispetto a quello che ho avuto in altre squadre e De Laurentiis è simile a Berlusconi.

"L'ancelottismo? Non esiste"

Ancelotti mancava dall'Italia da parecchi anni. il calcio è cambiato un po' ovunque e anche da noi che, sono parole sue, stiamo tralasciando difesa e contropiede. Lui si sente ancorato a un altro calcio, forse non modernissimo, e questo continuo rifugiarsi nel portiere non gli piace. In generale, riflette, abbiamo abbandonato il calcio all'italiana e abbiamo meno attenzione in difesa. Se esistono sacchismo, guardiolismo, cholismo o sarrismo, qual'è la caratteristica dell'ancelottismo? La risposta è in linea col personaggio:

Non esiste, a me interessa una squadra che non abbia una sola identità ma sappia fare di tutto. Il calcio si può giocare in tante maniere. E si può vincere. Lo farò anche col Napoli, ne sono sicuro.

AncelottiGetty Images
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