UFC, Woodley: "Khabib e McGregor, due anziani in una casa di riposo"

Tyron Woodley si scaglia contro Khabib e McGregor e contro la logica dell'entertainment propria delle MMA. Woodley sa che il proprio stile di combattimento lontano dal fun-to-watch penalizza il suo status e ne ha parlato recentemente.

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Le boutade di Tyron Woodley sono ormai un must a cui ci siamo abituati. Nonostante il campione dei pesi welter UFC venga spesso deriso e preso in giro per le sue uscite a volte discutibili, non si può negare che Woodley abbia affinato la propria immagine mediatica nel corso del tempo. L'ultima uscita del Prescelto farà storcere qualche naso e allo stesso tempo sottolinea la voglia del campione di rimanere al centro dell'attenzione.

Nella notte di UFC 229, la notte in cui Khabib Nurmagomedov impartì una dura lezione a Conor McGregor, Tyron Woodley era al tavolo dei commentatori di FOX. Woodley fu uno dei pochi a non essere sorpreso dalla vittoria arrivata al quarto round per sottomissione da parte di Khabib Nurmagomedov. 

Woodley inoltre non fu impressionato dal modo in cui i due protagonisti della serata si affrontarono e non manca di farlo notare. Secondo il campione dei pesi welter infatti i due protagonisti, fra i pesi leggeri più forti in circolazione nell'intero panorama mondiale delle MMA, non hanno fatto abbastanza per offrire al pubblico un buon match.

UFC, Woodley si scaglia contro Khabib e McGregor

Non è stato - ha detto Woodley nel corso di una conferenza stampa volta a promuovere il suo match di UFC 235 - un grande match. Non mi importa cosa dicono gli altri... hanno combattuto male entrambi. Sembravano degli anziani in una casa di riposo che si picchiano. Ma adesso si glorifica quel match. Non è che sia stato tutto questo match strategico.

Woodley ha apprezzato la tendenza promozionale dell'irlandese, ma non lo reputa fra i più grandi. The Chosen One sa, da combattente strategico quale è, che i fighter che combattono come lui non vengono apprezzati:

Ha vinto delle battaglie e ne ha perse altre. Non è questione di quanto vince, è l'aura mistica che lo circonda. È questione di quanto puoi intrattenere, di quanto puoi essere uno showman. È questione di quanto alla gente importa di te. Quanto è disposta ad investire per vederti vincere o perdere.

Woodley sa di non aver raggiunto il livello di popolarità trascendentale che avvolge McGregor:

Se entri in gabbia e fai il brawler, sanguini, combatti, non puoi mai davvero perdere in quelle situazioni. Puoi anche farti spaccare il culo ed essere messo KO, ma se combatti in maniera tale da far pensare "Oh mio Dio, è davvero un duro!", non solo i fan, ma anche la promotion sarà costretta a tenerti in grande considerazione.

E questo mette lo sport in una situazione piuttosto complicata:

Abbiamo visto Keith Jardine ed altri fighter tenere una media di tante vittorie quante sconfitte, poi trovi un fighter che perde un solo incontro e viene mandato via. Mi viene spesso da pensare a quest'aspetto dello sport. E penso anche al baseball. Non importa la divisa che indossi o le cazzate che spari, se riesci a mettere a segno tre strike, conti qualcosa. Quante volte avete visto Steph Curry insultare qualcuno? Si viene pagati per ciò che si sa fare.

Una visione dello sport condivisibile, quella di Woodley, ma che non fa i conti con la necessità di entertainment propria di uno sport che in questo momento è nel suo pieno sviluppo e che non può contare su una fanbase forte come quella del sopracitato baseball. Un compromesso che anche un campione del suo calibro sarà costretto ad accettare.

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