SBK, Melandri: "Con la Yamaha sarò competitivo in ogni circuito"

In Australia è iniziato il Mondiale SBK e Melandri, grazie ad un terzo posto ed altre buone gare, è il pilota meglio piazzato in classifica con la Yamaha R1: vicino alle Kawasaki ufficiali ma in ritardo da Bautista su Ducati.

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Un bel podio il sabato, una gara in lotta nella Tissot Superpole Race, ed un quarto posto in Gara 2. Questo il bottino SBK di Marco Melandri, terzo in classifica generale con la Yamaha R1 del team GRT. Il ravennate è il miglior pilota dei quattro Yamaha in pista grazie alle sue doti di velocità ed esperienza. Considerando come il numero 33 fosse al debutto con la moto di Iwata, battere Lowes e Van Der Mark ha regalato già una gioia a Melandri, pronto a ripetere le prestazioni offerte in Australia.

Ha ritrovato una moto già guidata nel 2011 ma decisamente più evoluta. Nonostante i tanti anni trascorsi con altre formazioni, il feeling con il team GRT è scattato subito, come una scintilla dopo un periodo buio. Le quotazioni dell'ex iridato della classe 250 sono ora in ascesa. Se pensiamo che rischiava di rimanere senza moto per questa stagione, potremmo definire il suo rendimento australiano come una bella rivincita nei confronti di chi non ha creduto più in lui.

Nella breve pausa che precede la trasferta in Thailandia, Marco traccia un bilancio dei primi risultati ottenuti, comparandoli alle prestazioni della R1. Bilancio positivo, anche se lui stesso precisa che si può sempre fare meglio. Nella mentalità di un ragazzo che ha gareggiato forte anche in MotoGP c'è la voglia di arrivare più avanti possibile, anche a 37 anni da compiere ad agosto.

Marco Melandri nei box SBK in Australia
La stagione di Marco Melandri è partita con il piede giusto

È stato un weekend davvero positivo per me. Phillip Island era la mia prima volta in gara con la Yamaha del team GRT, e posso ritenermi soddisfatto: un bel terzo posto il sabato, una corsa sprint da protagonista la domenica mattina ed un piazzamento nella top five nel pomeriggio. Certo, anche in Gara 2 ambivo ad un gradino del podio, mi è sfuggito per poco, ma va bene anche così. Durante i test invernali avevamo qualche dubbio, però in gara siamo riusciti ad esprimere il nostro potenziale

Ora la Yamaha è la terza forza in campo, prima di BMW ed Honda.

Tutte le Yamaha in pista sono andate bene. Ottimi risultati di Lowes e Van Der Mark del team Crescent, stesso discorso per il mio compagno di squadra, Cortese. Sandro ha fatto un bel fine settimana di debutto in SBK. Comunque Alex e Michael erano più efficaci nei primi passaggi, io mi esprimevo meglio nella fase finale della gara. Domenica ero veloce anche all’inizio ma nella seconda parte non sono riuscito a concretizzare, devo mettere insieme i pezzi del puzzle per sentirmi a posto completamente.

Melandri con la R1 GRT SBk in Australia Getty Images
Melandri sulla R1 SBK in Australia

SBK, Melandri: "La Ducati di Bautista era di un altro pianeta"

In gara Bautista non ha dato scampo agli avversari e Melandri rimarca un concetto fondamentale: a Phillip Island Alvaro ha fatto la differenza, questo era evidente, ma la Panigale V4 R ha ben aiutato lo spagnolo nella sua impresa.

Già dal lunedì era chiaro che la gara degli altri, me incluso, fosse per il secondo posto. Un insieme di cose era a favore di Bautista: Alvaro ama Phillip Island, pista dove è sempre andato forte, la Panigale V4 R non è, al momento, comparabile con le altre, perché appartiene ad un altro pianeta. La Ducati è troppo superiore, infatti un distacco del genere non si è mai visto in una gara SBK. Per quanto riguarda gli altri ducatisti, penso che Chaz non sia andato secondo le sue possibilità. Non è normale che Davies sia arrivato dietro ad un rookie - Rinaldi - che porta in gara una moto nuova e sospensioni tutte da sviluppare. L’anomalia Ducati è stata Davies: non è riuscito ad andare forte, forse qualcosa non funzionava ed ha sofferto

Le Kawasaki sono ora vicinissime, e per quanto visto in Australia le ZX-10RR erano veloci e competitive quanto le Yamaha. Buon segnale per Marco ed il team GRT, in un sodalizio partito con i migliori auspici.

La R1 mi è piaciuta molto sin dal primo test invernale: è la mia moto e in gara ho capito ancora più cose, ora so dove possiamo migliorarne le prestazioni. Le Kawasaki hanno un motore più prestante, noi godiamo di una guidabilità migliore, tuttavia, al momento la Ninja e la R1 sono sullo stesso livello. Sono fiducioso, so che abbiamo margini di miglioramento, a me serve più confidenza con le gomme nuove, voglio sfruttarle fino in fondo. Parlando delle evoluzioni che arriveranno, io non pretendo niente di più degli altri piloti, dico solo che se l’azienda dovesse seguire le mie indicazioni, soddisfacendo le mie necessità, sono convinto che la cosa aiuterebbe anche agli altri piloti Yamaha.

Un po' di riposo - quantomeno per smaltire i fusi orari “down under”, allenamento e mente focalizzata a Buriram, seconda tampa del circus SBK. Marco è pronto alla lotta.

Quella thailandese non è una pista facile per le R1. Serve una moto che sappia esprimere velocità massime da riferimento ed il nostro motore deve migliorare questi valori, lì ci sono lunghi rettilinei e forti frenate. Credo che laggiù avremo un round difficile, ma vedremo di fare il meglio possibile.

Sono sicuro che noi del team GRT possiamo essere competitivi su tutte le piste. Siamo una squadra nuova ma non abbiamo niente in meno rispetto chiunque altro. Ci piace lavorare insieme, abbiamo la consapevolezza di poter fare bene ovunque. Anche se la Thailandia non è il tracciato a noi favorevole, proveremo a partire bene già il venerdì. Daremo il 100%, farà caldissimo, la condizione fisica sarà determinante. Con una buona qualifica ed una partenza efficace, possiamo stare nel gruppo dei migliori. Attenzione però a Bautista: a Buriram potrà avere ancora più margine e sarà dura tenere la scia della sua Ducati.

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