MotoGP, bilancio finale dei test: la situazione dei 6 costruttori

Cala il sipario sui test invernali della MotoGP. Finto primato di Yamaha, Honda e Ducati restano le favorite, ma Alex Rins sarà la sorpresa. KTM e Aprilia ancora in apnea.

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La preseason della stagione MotoGP si è chiusa in Qatar, là dove prenderà il via il Motomondiale tra poco più di una settimana (dall'8 al 10 marzo). Non ci sono vinti né vincitori, anche se la classifica combinata dei tre giorni vede in vetta la Yamaha M1 di Maverick Vinales con un buon 1'54"208. Nella scorsa stagione Johann Zarco, in sella alla M1 satellite, ha firmato la pole in 1'53"680 per chi desiderasse un punto di confronto, mentre il record del circuito è detenuto da Jorge Lorenzo in 1'54"927. Nelle prime cinque posizioni si intravedono ben tre Yamaha, con Fabio Quartararo sorprendentemente al 2° posto, ma è una classifica piuttosto bugiarda.

Sul giro secco e con le gomme nuove forse la M1 ha fatto piccoli passi avanti, ma bisogna considerare che le Honda e le Ducati ufficiali non hanno dato l'assalto al tempo. Jorge Lorenzo non è in perfette condizioni, Marc Marquez è in netta ripresa anche se non ha rischiato come suo solito. Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci hanno preferito concentrarsi sul ritmo, eseguendo una simulazione gara che il forlivese ha chiuso prima del previsto per il surriscaldamento della gomma posteriore. Alla fine la vera sorpresa nei test invernali di MotoGP è Alex Rins, sempre veloce e costante sul passo, a dimostrazione che la Suzuki ha visto bene a puntare sul giovane spagnolo per la stagione 2019.

A poco più di una settimana dall'inizio del Mondiale non possiamo che attenderci una prima gara ad altissimi livelli, con i principali contendenti al podio racchiusi in una forbice di un secondo o meno, almeno fino alle qualifiche. Sarà la gara a separare il grano dal loglio su ogni prototipo, a far emergere punti di forza e debolezze, sebbene qualcosa sia già evidente dopo i sei giorni di Sepang e Losail. Ma a quel punto per molti team sarà difficile tornare indietro su alcuni aspetti tecnici e meccanici, come il motore e l'aerodinamica. Faranno eccezione Aprilia e KTM che possono ancora beneficiare delle concessioni del regolamento ed eventualmente "scongelare" il quattro cilindri ed effettuare un maggior numero di test.

Maverick Vinales pilota Yamaha MotoGPGetty Images
Maverick Vinales nel box Yamaha a Losail

MotoGP, Yamaha alla ricerca del grip

Nonostante Maverick Vinales sia il principale protagonista dei test non dormirà sonni tranquilli, almeno fino al primo Gran Premio, quando il vero potenziale della M1 sarà emerso senza se e senza ma. La nuova specifica di motore ha consentito di fare progressi in fase di frenata, con lo spagnolo che potrà finalmente arrivare in curva con il suo stile di guida aggressivo. Ma restano tante le problematiche nel box Yamaha: l'accelerazione, la velocità di punta, il grip, l'elettronica. Da quest'ultimo settore dovranno arrivare le risposte nel corso della stagione, un lavoro a tempo indeterminato affidato a Michele Gadda & Co.

Non ho una buona presa sul margine della gomma, mentre i nostri avversari in questa area sono molto forti - ha ammesso Vinales -. Dobbiamo migliorare in termini di accelerazione... Dobbiamo capire come possiamo ottenere più grip sulla moto... La moto e il telaio sono buoni, ma ora dobbiamo lavorare sull'elettronica e sull'erogazione del gas. C'è ancora molto lavoro. Peccato che non abbiamo test aggiuntivi. Se miglioriamo l'accelerazione, allora siamo pronti. 

Valentino Rossi vede una M1 migliorata per le qualifiche, ma con gomme usate sembrano risorgere i vecchi problemi. Sul ritmo gara resta titubante e vede le dirette avversarie un passo avanti.

Nello spazio di gara siamo a mio parere ancora un po' in svantaggio contro i migliori piloti Marquez, Dovizioso e Rins. Ma Maverick è veloce, questo è positivo per la Yamaha. Vedremo la prossima settimana.

Ducati al top ma con qualche dubbio

I test invernali hanno dimostrato un'inedita sintonia tra Danilo Petrucci e Jorge Lorenzo, con il pilota umbro sempre nelle posizioni di vertice. Non può fare diversamente se vuole guadagnarsi la riconferma anche per il 2020 nel Ducati Team. Ma se in Malesia la Desmosedici aveva mostrato tempi da record, in Qatar sembra tornata con i piedi per terra. I due alfieri ufficiali non sono andati alla ricerca del tempo, hanno preferito concentrarsi sulle molte novità portate dai tecnici di Borgo Panigale, soprattutto a livello di ciclistica e aerodinamica, in quest'ultimo settore con una configurazione inedita che potremmo rivedere in gara. Ma nel day-3 Dovizioso è dovuto tornare ai box prima di concludere la simulazione per un problema di surriscaldamento alla gomma. Nulla di preoccupante per gli addetti ai lavori.

Non abbiamo terminato il test con la sensazione perfetta, ma il passo gara non è stato male - ha detto Petrucci -. Dobbiamo rimanere concentrati e calmi, analizzare tutti i dati con precisione. Ci sono cose interessanti che dobbiamo studiare perché abbiamo fatto molti giri su pneumatici diversi. La Ducati non era in testa alla fine del test, ma non penso che sia molto importante. 

Il Cabroncito è tornato, Lorenzo resta in attesa

In casa Honda l'attenzione è principalmente focalizzata sulle condizioni di Marquez, Lorenzo e Crutchlow, tutti e tre reduci da almeno un intervento chirurgico. Se Marc sembra quasi al 100% non si può dire altrettanto dei due colleghi di marca. La RC213V ha adottato un motore più potente che ha consentito di fare un deciso balzo in avanti sulla velocità di punta in rettilineo, ma i tecnici HRC hanno lavorato anche su una nuova carenatura aerodinamica, la cui forma definitiva vedremo ai nastri di partenza in Qatar. Da anni in Honda si lavora sull'anteriore della moto, che ha causato qualche caduta di troppo al campione in carica nella scorsa stagione, oltre che sull'uscita di curva. I piloti ufficiali non hanno effettuato nessuna simulazione di gara, ma il nuovo telaio non sembra apportare grandi differenze rispetto alla precedente edizione.

Ho provato il telaio su tre diversi percorsi. Qui abbiamo fatto un piccolo sforzo in più, ma non sento alcuna differenza. Il telaio possiamo cambiarlo nel corso della stagione, è importante, ma non è l'aspetto più importante.

Il polso ha dato non pochi problemi a Jorge Lorenzo, ancora in difficoltà in fase di frenata. Ha chiesto una posizione di guida più comoda, nell'ultima giornata di test MotoGP ha potuto lavorare su due differenti sedili. Si prospetta un inizo di stagione in salita, ma il feeling con la Honda è in netta progressione.

Mi sento meglio adesso che un anno fa con la Ducati.

Aprilia al lavoro sul setting per la prima gara

Andrea Iannone e Aleix Espargarò hanno studiato diversi assetti per partire subito con il giusto piede nella prima gara. Potendo beneficiare delle concessioni regolamentari, la RS-GP di Bradley Smith è stata impiegata soprattutto per le innovazioni a medio termine, vedi la nuova carenatura aerodinamica. I due alfieri titolari hanno focalizzato l'attenzione soprattutto sull'elettronica, con l'obiettivo di risolvere il problema di chattering e rendere più scorrevole la percorrenza in curva. Sarà un lungo e certosino lavoro di sviluppo in cui di gara in gara si dovrà costruire una base sempre più agevole su cui apportare le migliorie. Sarà l'esperienza di Iannone la marcia in più per la scuderia veneta.

La nostra priorità è arrivare alla gara con una moto più gestibile e riuscire a migliorare il turning, aspetti sui quali dobbiamo concentrarci.

Andrea Iannone pilota Aprilia MotoGPGetty Images
Andrea Iannone a Losail nel box Aprilia

Alex Rins la vera sorpresa invernale

Suzuki ha rinnovato la GSX-RR a 360 gradi senza però stravolgere la base intravista nel finale di campionato 2018. Un propulsore più potente è l'elemento che ha fatto la differenza, ma la casa di Hamamatsu, forte di una buona ciclistica di partenza, ha fatto evidenti passi in avanti anche dal punto di vista della centralina elettronica, riuscendo a garantire grip a sufficienza per il surplus di cavalli. Sul ritmo gara lo spagnolo ha impressionato a tal punto da essere considerato uno dei principali pretendenti al trono iridato.

L'anno scorso ho raggiunto molti secondi e terzi posti, ma non ho mai vinto. Una vittoria è difficile, questo è sicuro. Ma se non accadrà qui in Qatar, abbiamo altre 18 opportunità in più. Dobbiamo passare al gradino più alto.

KTM ancora in ritardo sullo sviluppo

Pol Espargarò è il pilota KTM che conosce meglio la RC16 ed ha chiuso all'8° posto, ma gli altri sono scivolati sul fondo della classifica dei tempi. Johann Zarco soltanto 19°, seguito da Miguel Oliveira, mentre il malese Syahrin è il fanalino di coda. Il pilota francese lamenta un gap di 1,5", troppe le difficoltà in curva, ma il morale resta comunque alto, potendo contare sulla buona prestazione di Espargarò e sui suoi dati

Se voglio essere più veloce, non funziona, la moto non arriva. A volte posso cambiare le cose, ma non è esattamente quello che voglio. Pol può farcela, io non ce la faccio. Abbiamo molte informazioni che ci aiuteranno a provare nuove cose in futuro.

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