José Mourinho, due mesi dopo l'esonero: "La mia comfort zone? Vincere"

Lo Special One ha voglia di tornare dopo l'esperienza al Manchester United. La sua visione su Serie A e Champions League, poi l'Inter: "A Milano c'era tutto".

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Era il 18 dicembre quando il Manchester United comunicava l'esonero di José Mourinho e il suo addio immediato alla panchina di Old Trafford, poi diventata di proprietà di Ole Gunnar Solskjaer. A distanza di più di 2 mesi, lo Special One torna a parlare e lo fa con un'intervista a La Gazzetta dello Sport, in cui tocca i punti fondamentali della stagione e della sua carriera.

Vedere il manager portoghese senza squadra, ovviamente, crea hype sul suo futuro a breve termine, ma non sembrano esserci grosse novità all'orizzonte. Lo stesso Mourinho predica calma e aspetta di capire quali scenari si apriranno nei prossimi mesi:

Ho una voglia incredibile di tornare in panchina, ma è un momento della mia carriera in cui leggo ciò che si scrive e mi guardo intorno per capire cosa succede. Per il momento mi sto dedicando ad alcune collaborazioni televisive, sono molto tranquillo.

Nonostante un numero elevato di detrattori, il tecnico di Setubal mette in chiaro il suo curriculum. Anche al Manchester United, pur con qualche difficoltà di troppo, sono arrivati 3 titoli dall'estate 2016 a dicembre 2018. In carriera sono ben 25, conquistandone almeno uno ogni anno da quando era al Porto fino al 2017:

Non saranno le difficoltà di Manchester a cambiarmi, sono sempre lo stesso. La mia comfort zone? È quella di vincere ininterrottamente dal 2003 e non sono mai uscito da questo habitat. Sono passati 18 mesi dalla vittoria in Europa League con il Manchester United, non 18 anni. I risultati parlano per me, sono carico come il primo giorno.

José Mourinho torna a parlare a due mesi dall'esonero dal Manchester UnitedGetty Images
José Mourinho torna a parlare a due mesi dall'esonero dal Manchester United

José Mourinho, lo Special One a due mesi dall'esonero

Lo sguardo alla Serie A è d'obbligo. Mourinho riconosce la superiorità della Juventus e la chiusura anticipata dei giochi per lo Scudetto, ma anche la predisposizione degli altri club a studiare un metodo per colmare il gap dai bianconeri:

I giochi si sono chiusi troppo velocemente, la Juventus non sta incontrando difficoltà. È un bene per loro, ma è un male per il calcio italiano. Fortunatamente, gli altri club stanno sviluppando un metodo di crescita intelligente: stanno lanciando giovani interessanti, gli investimenti stanno aumentando e la competitività attirerà un numero crescente di campioni. Tra un paio d'anni, il livello generale sarà ancora più alto.

MourinhoGetty Images
Mourinho riconosce la superiorità della Juventus, ma confida nel lavoro degli altri club per colmare il gap

La Champions League vista dall'esterno

Per lo Special One è presto per sbilanciarsi, ma ci sono diversi fattori che stanno influenzando la Champions League in corso di svolgimento. Difficile fare previsioni, almeno per ora:

Non si possono fare pronostici agli ottavi, solitamente il momento giusto per cominciare a farli è prima dei quarti di finale. Quando rimarranno in 8, ognuna avrà il 12,5% di possibilità di vittoria e potranno sfruttare le carte in proprio possesso con maggiore attenzione ed impatto. Molte squadre stanno facendo leva sulla disciplina tattica, altre sulle giocate individuali dei propri campioni.

Il motivo per cui non si possono fare pronostici risiede anche negli accoppiamenti tra big agli ottavi:

Tra pochi giorni ci lascerà una tra Juventus e Atletico Madrid, ma anche una tra Liverpool e Bayern Monaco. Vedremo comunque dei quarti bellissimi, ma l'assenza di due big potrebbe spostare gli equilibri verso la vittoria.

MourinhoGetty Images
Champions League, Mourinho ha battuto la Juventus all'Allianz Stadium: polemiche per il gesto ai tifosi

Ritorno all'Inter?

Sono passati quasi 9 anni dal Triplete completato a Madrid, con successivo addio in lacrime sulla spalla di Materazzi, ma la suggestione di un ritorno all'Inter è ancora viva nei tifosi nerazzurri e, forse, anche nel cuore di Mourinho. Il portoghese conclude così:

Su questa questione preferisco non rispondere. Cerco un club che abbia le giuste componenti e che sia in grado di creare un'empatia totale con il suo allenatore. A Milano, effettivamente, c'era tutto quello di cui un tecnico ha bisogno.

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